Nessuna processione per l’anniversario della statua della Vergine a Paravati

Sono stati però ugualmente numerosi i devoti di Natuzza Evolo che hanno onorato la 26esima ricorrenza dall’arrivo della sacra effigie
 

di Giuseppe Currà
11 novembre 2019
09:13
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È stato un 26esimo anniversario dell’arrivo della statua della Vergine bambina inusuale e per certi versi surreale, quello vissuto ieri a Paravati. Per la prima volta – per l’ormai arcinoto scontro in atto tra diocesi e Fondazione “Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime” sul tema delle riforme statutarie e la conseguente revoca del decreto di religione e di culto – non ci sono state né la processione e né la messa all’aperto. Tuttavia, la gente nella frazione di Mileto è giunta numerosa, seppur in misura minore rispetto agli anni passati.

 

Segno che il carisma di “Mamma Natuzza” riesce a conservare il suo appeal, nonostante tutto e tutti, e ad andare oltre le polemiche e le “beghe” prettamente umane. I pellegrini sono giunti a Paravati in ordine sparso già di prima mattina, incuranti delle previsioni metereologiche non certo ottimali e della pioggia che per tutta la prima parte della giornata è, puntualmente, venuta giù copiosa. Obiettivo, far visita alla tomba della serva di Dio posta all’interno della Fondazione e partecipare a una delle sante messe che, nell’occasione, a ritmo continuo si sono susseguite sino a mezzogiorno nella chiesa matrice di “Santa Maria degli Angeli”, opportunamente predisposte in vista del prevista grande affluenza di fedeli dal parroco don Domenico Muscari e dal suo vice don Giuseppe Pileci. Nella spianata della Villa della Gioia, invece, i vertici dell’ente morale avevano, nel frattempo, convenuto di portare la statua della Vergine con le braccia accoglienti e il mantello olezzante – così come la mistica la vedeva in vita – dall’auditorium della Casa per anziani “Monsignor Pasquale Colloca” nella grande chiesa ancora in attesa di essere consacrata.

 

Nello specifico, nella cappella centrale in cui, da lì a qualche ora, si sarebbe svolta la rappresentazione sacra per voci recitanti, tenore, cantor, organo e live electronics “Le sette parole di Maria”. Un’opera prima per la Calabria, con musiche originali di Francesco Perri e testi di Francesco Terrone, voluta per ovviare alla mancanza delle consuete funzioni religiose proposte negli anni scorsi e, alla fine, molto partecipata. Della rappresentazione sacra hanno fatto parte anche Valeria Zazzaretta (voce recitante), Alessandro Castriota Scanderberg (voce recitante), Andrea Tanzillo (tenore), Mario Bonofiglio (cantor), Adriano Perri (San Gabriele Arcangelo), Attilio Perri (Gesù), Pasquale Allegretti Gravina (violino) e Liborio Salerno (live electronics). L’anniversario dell’arrivo della statua della Vergine “Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime” a Paravati si è concluso con una messa celebrata alle 18 nella stessa chiesa “Santa Maria degli Angeli”. 

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