Paola, bonificato “il fabbricato di tumori”: conteneva oltre 600 chili di amianto

La costruzione sorge in una zona isolata della città e l'ipotesi più avvalorata è che qualcuno l'abbia usata come discarica per evitare i costi di smaltimento dell'amianto, materiale molto usato nell'edilizia negli anni del boom economico

di Francesca  Lagatta
martedì 16 luglio 2019
20:27
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Due operai in tuta intenti a rimuovere lastre di amianto
Due operai in tuta intenti a rimuovere lastre di amianto

La stampa locale lo ha ribattezzato il "fabbricato dei tumori", perché fino a poche ore fa conteneva circa 600 chili di lastre di amianto, rappresentando un serio pericolo per la salute pubblica. Ma da stamattina l'area, finalmente, risulta bonifica. A Paola, in via Arenile, zona “Laghetto”,  gli operai della società Ecologia Oggi si sono introdotti al suo interno e hanno ripristinato la normalità. Dopo aver imballato le lastre e averle caricate sul camioncino in attesa di essere smaltite, gli addetti hanno anche fatto sparire ogni traccia del materiale, le cui fibre, se respirate, provocano una grave forma di malattia polmonare, l'asbestosi, e tumori. La bonifica, di cui si è occupato l'assessore comunale Emilio Mantuano, si è resa necessaria dopo la denuncia di una coppia di cittadini risalente al maggio scorso. L'istanza era stata accolta da un blog locale, che, con la pubblicazione di un articolo corredato da foto inequivocabili, aveva comprensibilmente suscitato preoccupazione tra i cittadini. Il sindaco della città, Roberto Perrotta, si era immediatamente attivato per mettere in sicurezza l'area e avviare le procedure per il risanamento.

Stabile abbandonato

Secondo quanto trapelato, si tratterebbe di uno stabile abbandonato, appartenuto a una persona ormai deceduta, ed ereditata da persone che fino all'agghiacciante rivelazione mediatica sarebbero stati all'oscuro di tutto. La costruzione sorge in una zona isolata della città e l'ipotesi più avvalorata è che qualcuno l'abbia usata come discarica per evitare i costi di smaltimento dell'amianto, materiale molto usato nell'edilizia negli anni del boom economico. Ma proprio a causa dell'alta tossicità la produzione, la lavorazione e la vendita dell'amianto, detto anche asbesto, in Italia sono vietate dal 1992.

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Francesca  Lagatta
Giornalista
Francesca Lagatta è nata a Praia a Mare l’11 aprile del 1985. Dopo molteplici esperienze con la stampa locale, nel 2011 approda dapprima ad Hi Tech Paper del giornalista Leonardo Lasala, poi ad Alganews, il quotidiano on line diretto dal giornalista Rai Lucio Giordano. È in questo periodo che si forma come giornalista di inchiesta. Nel 2014 è nella redazione calabrese di Notìa, poi è la volta de L’Ora siamo Noi, La Provincia di Cosenza e una piccola parentesi televisiva nel programma Perfidia, al fianco della giornalista Antonella Grippo. Scrive ancora per Identità Insorgenti, L’Ora di Palermo, Echi dal Golfo, Diogene Moderno. Nel 2015 sottoscrive un contratto con l’agenzia Kika Media Press, scrive di cronaca su La Spia Press e di inchiesta su La Spia, il portale del giornalista Paolo Borrometi. Successivamente diventa inviata e addetta di Rete L’Abuso, il più grande osservatorio nazionale di crimini commessi in ambienti clericali, collabora per un breve periodo per Radio Siani e poi viene ingaggiata come corrispondente per Cronache delle Calabrie, diretto da Paolo Guzzanti. Nel giugno del 2017 fonda una agenzia pubblicitaria, la Famnews & Com, e diventa direttrice responsabile della nuova testata giornalistica calabrese di inchiesta La Lince. A gennaio 2018 i suoi articoli vengono pubblicati sul settimanale statunitense Harbor News, mentre qualche mese più tardi è il giornale italo canadese Grandangolare ad annoverarla tra i suoi collaboratori. Sulle riviste nazionali ha firmato per i settimanali Cronaca in diretta e Tutto. Dall’agosto del 2018 è corrispondente per LaC News24.   Dal luglio del 2017 compare nell’elenco nazionale dei giornalisti minacciati stilato dall’autorevole sito Ossigeno per L’informazione. Nella sua breve carriera ha già ricevuto cinque premi per le sue inchieste giornalistiche, assegnati da tre diverse regioni del sud Italia: Sicilia, Calabria e Basilicata. Si occupa in prevalenza di 'ndrangheta, sanità, massoneria, politica, pedofilia e corruzione, ma il suo tarlo è la denuncia sociale.
Lacnews24.it
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