Paola: 15 anni fa l'agguato a Tonino Maiorano, vittima innocente di mafia

L'uomo, operaio della Forestale, fu trucidato da un sicario che avrebbe dovuto uccidere Giuliano Serpa, ritenuto intraneo all'omonimo clan di 'ndrangheta. Questa sera verrà ricordato nel corso della Giornata della Memoria e dell'impegno, a cui prenderà parte, tra gli altri, Eugenio Facciolla, il procuratore che all'epoca dei fatti convinse il killer a confessare e a collaborare con la giustizia

di Francesca  Lagatta
21 luglio 2019
14:32
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Tonino Maiorano
Tonino Maiorano

A volte capita che nelle guerre tra mafiosi ci finiscano per sbaglio anche persone innocenti. E' successo anche a Paola, esattamente 15 anni fa, quando a perdere la vita fu Tonino Maiorano, operaio della forestale finito a colpi a di pistola da un sicario che sbagliò obiettivo. Quella mattina a morire, per un regolamento di conti, doveva essere Giuliano Serpa, ritenuto intraneo all'omonimo clan, ma una valutazione errata ha cambiato il corso del destino. Questa sera Tonino verrà ricordato nel corso dell'evento "Giornata della Memoria e dell'impegno", dapprima durante la messa in suffragio delle vittime innocenti della criminalità organizzata, poi nella tavola rotonda "Antimafia e politica" a cui prenderanno parte Roberto Perrotta, sindaco di Paola, Antonio Cassano, vicesindaco, Ercole Giap Parini, docente Unical, ed Eugenio Facciolla, attuale il procuratore capo della procura della Repubblica di Castrovillari che, all'epoca dei fatti, dalle stanze della procura paolana fece "crollare" il sicario, restituendo così verità e giustizia alla famiglia della vittima. A moderare il dibattito sarà Graziano Di Natale, presidente del consiglio comunale di Paola e consigliere provinciale del Pd.

Tonino Maiorano ucciso al posto di Giuliano Serpa

E' la mattina del 21 luglio 2004Tonino Maiorano, operatore radio della forestale, come tutte le mattine si reca sul posto di lavoro, che in quel periodo è la postazione antincendio del Consorzio di bonifica della Valle Lao, allestita al campo sportivo di Paola. Ma quella mattina la morte si traveste da giornale e si fa beffa dell'uomo. L'operaio, infatti, ha il volto coperto dalle pagine del quotidiano che sta leggendo un quotidiano e proprio come il suo collega Giuliano Serpa, vero obiettivo designato, ha i capelli brizzolati. Quando il sicario si presenta sul posto ha fretta di sparare, quell'agguato gli frutterà 50mila euro. Così partono due colpi, la vittima fugge ma inciampa e quando è a terra il killer gli dà il colpo di grazia per assicurarsi che sia morto. Quando però va a riscuotere la somma, i clan che gli hanno commissionato l'omicidio, maturato nel bel mezzo di una guerra di mafia, gli dicono che ha sbagliato bersaglio. Il pregiudicato Giuliano Serpa è vivo e vegeto e la ricompensa scende da 50 mila a 30mila euro, cifra che incasserà solo se farà fuori altre tre persone. Per la morte di Tonino Maiorano, l'uccisore riceverà comunque la somma di 10mila euro, ma di lì a poco il pm Eugenio Facciolla lo convincerà a diventare un collaboratore di giustizia, circostanza che contribuirà a spedire i mandanti del delitto dritto in carcere e con una pena all'ergastolo sulle spalle.

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Francesca  Lagatta
Giornalista
Francesca Lagatta è nata a Praia a Mare l’11 aprile del 1985. Dopo molteplici esperienze con la stampa locale, nel 2011 approda dapprima ad Hi Tech Paper del giornalista Leonardo Lasala, poi ad Alganews, il quotidiano on line diretto dal giornalista Rai Lucio Giordano. È in questo periodo che si forma come giornalista di inchiesta. Nel 2014 è nella redazione calabrese di Notìa, poi è la volta de L’Ora siamo Noi, La Provincia di Cosenza e una piccola parentesi televisiva nel programma Perfidia, al fianco della giornalista Antonella Grippo. Scrive ancora per Identità Insorgenti, L’Ora di Palermo, Echi dal Golfo, Diogene Moderno. Nel 2015 sottoscrive un contratto con l’agenzia Kika Media Press, scrive di cronaca su La Spia Press e di inchiesta su La Spia, il portale del giornalista Paolo Borrometi. Successivamente diventa inviata e addetta di Rete L’Abuso, il più grande osservatorio nazionale di crimini commessi in ambienti clericali, collabora per un breve periodo per Radio Siani e poi viene ingaggiata come corrispondente per Cronache delle Calabrie, diretto da Paolo Guzzanti. Nel giugno del 2017 fonda una agenzia pubblicitaria, la Famnews & Com, e diventa direttrice responsabile della nuova testata giornalistica calabrese di inchiesta La Lince. A gennaio 2018 i suoi articoli vengono pubblicati sul settimanale statunitense Harbor News, mentre qualche mese più tardi è il giornale italo canadese Grandangolare ad annoverarla tra i suoi collaboratori. Sulle riviste nazionali ha firmato per i settimanali Cronaca in diretta e Tutto. Dall’agosto del 2018 è corrispondente per LaC News24.   Dal luglio del 2017 compare nell’elenco nazionale dei giornalisti minacciati stilato dall’autorevole sito Ossigeno per L’informazione. Nella sua breve carriera ha già ricevuto cinque premi per le sue inchieste giornalistiche, assegnati da tre diverse regioni del sud Italia: Sicilia, Calabria e Basilicata. Si occupa in prevalenza di 'ndrangheta, sanità, massoneria, politica, pedofilia e corruzione, ma il suo tarlo è la denuncia sociale.
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