Theorema, si costituisce Angelo Chirico. Era in Francia

Per questo era sfuggito all'operazione scattata ieri a Reggio Calabria contro la cosca Libri. Per gli inquirenti sarebbe affiliato alla cosca Libri. Tra i reati contestati anche il concorso in estorsione e rapina

di C. M.
mercoledì 1 agosto 2018
20:51
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Era in Francia, per questo si era sottratto all’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Reggio Calabria nell’ambito dell’inchiesta Theorema-Roccaforte. Ma oggi Angelo Chirico è rientrato e si è costituito ai carabinieri del comando provinciale. Nella giornata di domani sarà sottoposto ad interrogatorio di garanzia, alla presenza del suo legale, l’avvocato Domenico Putrino.

Secondo la Dda di Reggio Calabria, Chirico sarebbe un partecipe della cosca Libri, collaboratore diretto del padre Filippo, nonché del defunto boss Pasquale Libri. Il giovane sarebbe l’esecutore di direttive impartite da questi ultimi, preposto a gestire gli interessi della cosca nel settore delle scommesse on line, nonché alla riscossione dei proventi delle estorsioni.

Fra i capi d’imputazione compare anche il concorso in estorsione e rapina, aggravate dal metodo mafioso nei confronti dei titolari di un punto scommesse in pieno centro a Reggio Calabria. Chirico deve rispondere pure dell’accusa di aver concorso all’intestazione fittizia del circolo culturale Hazzard di Cannavò nei confronti di Elisabetta Ferro, così come dell’intestazione fittizia del centro scommesse “Assocuori” di Ciccarello, attribuito a Maria Chirico, e di quello di Pellaro, attribuito a Daniele Domiziani.

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C. M.
Giornalista
Consolato Minniti nasce a Reggio Calabria nel 1983. Sin da bambino mostra la sua passione per il giornalismo, rubando la macchina da scrivere alla mamma, per passare intere ore a imprimere sui fogli bianchi i suoi primi articoli “a colonne”.   La seconda guerra di ‘ndrangheta, vissuta negli anni dell’infanzia, lo porta a confrontarsi sin da subito con la piaga della criminalità organizzata. Durante uno dei tanti agguati, riesce a portarsi in salvo appena in tempo con la sua famiglia, prima che la scarica di piombo finisca una delle vittime predestinate, proprio davanti all’uscio di casa sua. È per questo che le letture approdano presto ai quotidiani locali e nazionali.   Inizia a collaborare a 19 anni con “Il Domani”, ma è nel 2006 che avvia la sua prima vera esperienza giornalistica di livello con il quotidiano “Calabria ora”. Dapprima collaboratore per la città di Reggio Calabria, un anno dopo diviene redattore ordinario e avvia il percorso che lo vede protagonista sino ad oggi, ossia quello riguardante la cronaca nera e giudiziaria. È quello il settore al quale decide di dedicarsi, consapevole del fondamentale ruolo giocato dal giornalismo d’inchiesta nel contrasto alla ‘ndrangheta.   Nel 2012 viene nominato caposervizio della redazione di Reggio per “Calabria ora”, ruolo che conserva sino alla chiusura del quotidiano nel frattempo divenuto “L’Ora della Calabria”. Nel 2014 approda al “Garantista”, sempre con la qualifica di caposervizio. Collabora con testate nazionali quali “L’Espresso” e “L’Avvenire”.

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