Operazione Rimpiazzo contro il clan dei Piscopisani, annullate sei ordinanze

Lo ha stabilito il Tribunale del Riesame di Catanzaro. L’operazione antimafia aveva portato in carcere trentuno persone  

di G. B.
lunedì 6 maggio 2019
15:40
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Tribunale
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Il Tribunale del Riesame di Catanzaro, presieduto dal giudice Giuseppe Valea, ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere per sei indagati arrestati nell’operazione antimafia “Rimpiazzo” contro il clan dei Piscopisani. Tornano in totale libertà Sasha Fortuna, 40 anni, di Vibo ma residente a Rioveggio di Monzuno, nel Bolognese (avvocati Gabriele Bordoni e Luigi La Scala), Benito La Bella, 30 anni, di Piscopio (avvocati Sergio Rotundo e Walter Franzè), Nazzareno Pannace, 30 anni, nativo di Vibo Valentia, ma domiciliato a Bologna (avvocato Giuseppe Di Renzo), Francesco Tassone, 41 anni, di Vibo Valentia (avvocato Giuseppe Di Renzo). Annullata l’ordinanza di custodia cautelare in carcere anche per Salvatore Vita, 44 anni, di Vibo Marina (avvocato Sergio Rotundo) e Francesco D’Ascoli, 48 anni, di Vibo Marina (difeso pure lui dall’avvocato Sergio Rotundo). Vita e D’Ascoli non lasceranno tuttavia il carcere poiché detenuti per altri procedimenti.

 

A Sasha Fortuna viene contestato il reato di associazione mafiosa e associazione a delinquere finalizzata al narcotraffico, in «procinto di ricevere la dote di sgarrista con compiti anche nel reperimento e trasporto, custodia e occultamento di armi e munizioni per il sodalizio». Gli viene poi contestato il reato di estorsione mafiosa ai danni del titolare della palestra Egofitness di Vibo (contro la palestra è stato fatto esplodere un ordigno esplosivo per favorire, secondo l’accusa, l’attività concorrente di Michele Fortuna, padre di Sasha). Contestazione anche per la detenzione illegale dell’ordigno esplosivo.  A Benito La Bella viene contestato il reato di associazione mafiosa con l’accusa di far parte del clan dei Piscopisani in qualità di persona di fiducia di Rosario Fiorillo, alias “Pulcino”. Gli viene poi contestata l’accusa di associazione a delinquere finalizzata al narcotraffico (oltre a singoli episodi di spaccio di stupefacenti) e il concorso in estorsione aggravata dalle finalità mafiose ai danni del commerciante Rosario la Bella.


L’accusa di associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti viene contestata anche a Francesco Tassone e Nazzareno Pannace che avrebbero fatto parte della sotto-articolazione bolognese con a capo Sasha e Davide Fortuna. A Francesco D’Ascoli e Salvatore Vita viene poi contestato il concorso in estorsione, aggravata dalle modalità mafiose, nei confronti del titolare dell'esercizio commerciale “Il Gabbiano” di Vibo Marina esigendo in due distinti episodi, prima diecimila e poi cinquemila euro l’anno. Nei giorni scorsi il Tribunale del Riesame ha annullato e rimesso in libertà Mario Loiacono, Pieluigi Sorrentino e Maria Concetta Fortuna. L'inchiesta "Rimpiazzo" è coordinata dalla Dda di Catanzaro con indagini sul campo ad opera della polizia.

 

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G. B.
Giornalista
Giuseppe Baglivo è stato collaboratore del quotidiano Calabria Ora dal settembre 2006 ad agosto 2007. Redattore e responsabile della cronaca giudiziaria del quotidiano Calabria Ora per la redazione di Vibo Valentia dal settembre 2007 ad ottobre 2009. Nello stesso periodo per il quotidiano Calabria Ora ha realizzato molteplici inchieste riguardanti l’intero territorio regionale. Da agosto 2010 ad oggi è collaboratore della Gazzetta del Sud, redazione di Vibo Valentia, con competenza in tutti i settori (sport escluso). Dal gennaio 2013 è corrispondente unico dell’Agi (Agenzia giornalistica Italia) per Vibo Valentia e provincia. Dal novembre 2015 al 29 dicembre 2016 è stato redattore e responsabile della cronaca nera e giudiziaria del quotidiano online calabrese Zoom24.it, giornale web che ha contribuito a far nascere. Nel gennaio 2011 dalla Fondazione dedicata a Giuseppe, “Pippo”, Fava (il giornalista ucciso da Cosa Nostra il 5 gennaio 1984) ha ricevuto a Catania il Premio Nazionale “Giuseppe Fava” conferito ai giornalisti “particolarmente impegnati nella battaglia contro le mafie”. Specializzato in cronaca giudiziaria, nera e giornalismo d’inchiesta, ha seguito i più importanti processi contro la ‘ndrangheta, la corruzione nella pubblica amministrazione e la malasanità celebrati negli ultimi dieci anni in Calabria. Alcune sue inchieste giornalistiche hanno portato al commissariamento di diversi Comuni del Vibonese per infiltrazioni mafiose.

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