Omicidio Vangeli, riprese le ricerche nel Mesima dei resti di Francesco

A 12 mesi dalla scomparsa del 26enne di Scaliti, i sommozzatori dell’Arma sono tornati nell’alveo del fiume. Intanto proseguono serrate le indagini per fare luce sulle complicità di cui avrebbero giovato i fratelli Prostamo

di Redazione
4 ottobre 2019
12:44
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Sono riprese nelle giornate di mercoledì e giovedì, lungo il corso dei fiumi Marepotamo e Mesima, le ricerche dei resti di Francesco Vangeli, il 26enne di Scaliti di Filandari ucciso e fatto sparire il 9 ottobre dello scorso anno. I carabinieri del Ris di Messina, coadiuvati dai sommozzatori dell’Arma, sono dunque tornati là dove, già a partire dal novembre 2018, si erano concentrate le attività di ricerca del corpo del giovane artigiano.

La speranza, ora, è che le secche estive dei corsi d’acqua, unite alle recenti precipitazioni, possano aver in qualche modo alterato la conformazione dell’alveo dei fiumi e possano quindi restituire i suoi resti mortali. Per tale motivo viene ora nuovamente scandagliato con attenzione il corso delle fiumare fino alla foce del Mesima, a partire da là dove si ritiene sia stato abbandonato il corpo di Vangeli, chiuso - secondo la ricostruzione degli inquirenti - in un sacco nero ancora agonizzante e quindi gettato in acqua dai suoi presunti assassini. Si tratta dei fratelli Antonio e Giuseppe Prostamo, 30 e 33 anni, vale a dire coloro che lo avrebbero attirato nella loro abitazione di San Giovanni di Mileto, con il pretesto di affidargli il compito di realizzare un tavolino in ferro battuto, per poi ferirlo gravemente a colpi di fucile e, in seguito, farlo sparire. Con tale accusa i due giovani sono stati destinatari di un fermo di indiziato di delitto tramutato poi in custodia cautelare in carcere.

Nell’ambito della stessa operazione, denominata “Amore letale”, figurano indagate altre tre persone (Alessio Porretta, Fausto Signoretta e Alessia Pesce) accusate a vario titolo di favoreggiamento e false dichiarazioni. Ad un anno esatto dal delitto, prosegue dunque serrata l’azione investigativa dei carabinieri del Nucleo operativo della Compagnia di Vibo Valentia, agli ordini del tenente Luca Domizi, nell’obiettivo di definire con esattezza il quadro delle complicità rispetto all’atroce fatto di sangue e le responsabilità di chi ha favorito o coperto l’azione delittuosa dei fratelli Prostamo.

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