Omicidio Soumaila, Riesame conferma il carcere per Pontoriero -VIDEO

Respinta la richiesta di scarcerazione del 43enne di San Calogero e confermata l’ordinanza del gip del Tribunale di Vibo

di G. B.
martedì 17 luglio 2018
07:28
5 condivisioni

Resta in carcere Antonio Pontoriero, 43 anni, di San Calogero, accusato dell’omicidio volontario di Sacko Soumaila, ucciso a colpi di fucile il 2 giugno scorso nell’area dell’ex fornace “La Tranquilla”. Il Tribunale del Riesame ha infatti respinto la richiesta di scarcerazione della difesa del 43enne confermando l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Vibo Valentia, Gabriella Lupoli, l’8 giugno scorso sulla scorta della reiterabilità delle condotte e e dell’estrema gravità dei fatti. Il magistrato aveva sottolineato nell’ordinanza anche il concreto pericolo di inquinamento probatorio, come provato in tal senso dall’attivazione dei familiari di Antonio Pontoriero e dalla condizione di estrema vulnerabilità delle principali fonti dichiarative (ragazzi extracomunitari).

La ricostruzione degli inquirenti

Il fucile con il quale è stato aperto il fuoco non è stato ancora ritrovato e ciò ha porta il gip – tesi che ha ora retto pure dinanzi al Tribunale del Riesame –  a rimarcare la prospettabilità di “sentimenti astiosi e vendicativi nei confronti degli stranieri, principali accusatori” di Antonio Pontoriero. Immanente anche l’interesse familiare ad assicurarsi “l’indisturbato possesso di tutta la zona di località Tranquilla, i cui terreni e il casolare diroccato i Pontoriero occupano senza titolo”. Dinanzi al Tribunale del Riesame, anche quella che il gip ha definito come “elevata aggressività, assenza di autocontrollo e, verosimilmente, pochezza dei motivi scatenanti da parte di Antonio Pontoriero”, che denotano oltremodo l’elevato grado di pericolosità e impulsività caratterizzante la personalità del 43enne di San Calogero, “certamente incline a non disdegnare il ricorso a sistemi oltremodo violenti, aggressivi e sbrigativi, onde tutelare i propri supposti interessi e comunque risolvere l’ordinaria conflittualità interpersonale”. 

Il ritorno in Mali della salma

Il barbaro omicidio di Sacko Soumaila ha scatenato un’ondata di indignazione in tutta Italia, dalle più alte cariche politiche ai cittadini comuni. Dopo un viaggio di oltre undici mila chilometri, Sacko – che si era recato in bicicletta dalla tendopoli San Ferdinando nell’area dell’ex Fornace di San Calogero per prelevare delle vecchie lamiere – è stato sepolto nel cimitero di Sambacanou un villaggio del Mali, nazione dalla quale proveniva Sacko, attivista a Rosarno del sindacato Usb e sempre in prima per difendere i diritti dei migranti e dei lavoratori.

 

Leggi anche: Migrante ucciso, il Ris di Messina per i rilievi su auto e scena del delitto FOTO - VIDEO

Se vuoi ricevere gratuitamente tutte le notizie sulla Calabria lascia il tuo indirizzo email nel box sotto e iscriviti:

G. B.
Giornalista
Giuseppe Baglivo è stato collaboratore del quotidiano Calabria Ora dal settembre 2006 ad agosto 2007. Redattore e responsabile della cronaca giudiziaria del quotidiano Calabria Ora per la redazione di Vibo Valentia dal settembre 2007 ad ottobre 2009. Nello stesso periodo per il quotidiano Calabria Ora ha realizzato molteplici inchieste riguardanti l’intero territorio regionale. Da agosto 2010 ad oggi è collaboratore della Gazzetta del Sud, redazione di Vibo Valentia, con competenza in tutti i settori (sport escluso). Dal gennaio 2013 è corrispondente unico dell’Agi (Agenzia giornalistica Italia) per Vibo Valentia e provincia. Dal novembre 2015 al 29 dicembre 2016 è stato redattore e responsabile della cronaca nera e giudiziaria del quotidiano online calabrese Zoom24.it, giornale web che ha contribuito a far nascere. Nel gennaio 2011 dalla Fondazione dedicata a Giuseppe, “Pippo”, Fava (il giornalista ucciso da Cosa Nostra il 5 gennaio 1984) ha ricevuto a Catania il Premio Nazionale “Giuseppe Fava” conferito ai giornalisti “particolarmente impegnati nella battaglia contro le mafie”. Specializzato in cronaca giudiziaria, nera e giornalismo d’inchiesta, ha seguito i più importanti processi contro la ‘ndrangheta, la corruzione nella pubblica amministrazione e la malasanità celebrati negli ultimi dieci anni in Calabria. Alcune sue inchieste giornalistiche hanno portato al commissariamento di diversi Comuni del Vibonese per infiltrazioni mafiose.
Lacnews24.it
X

guarda i nostri live stream

Iscriviti alla newsletter

Se vuoi ricevere gratuitamente tutte le notizie sulla Calabria lascia il tuo indirizzo email nel box sotto e iscriviti: