Svolta nell’omicidio Piperno a Nicotera, due arresti: il corpo era stato trovato carbonizzato

VIDEO | Ordinanza di custodia cautelare in carcere del gip di Vibo nei confronti di padre e figlio. Il delitto nel giugno scorso. Il cadavere era stato rinvenuto all'interno di un'auto bruciata

di G. B.
martedì 4 settembre 2018
05:22
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Svolta nell’omicidio di Stefano Piperno di Nicotera, il 34enne la cui auto ed il cadavere sono stati trovati carbonizzati nel giugno scorso in località “Britto” nei pressi del campo sportivo della frazione Preitoni. I carabinieri del Nucleo operativo della Compagnia di Tropea e del Nucleo Investigativo di Vibo Valentia (con la cooperazione della sezione Crimini violenti del Ros) stanno infatti dando esecuzione a due ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal gip del Tribunale di Vibo nei confronti di Francesco ed Ezio Perfidio, padre e figlio. Omicidio e distruzione dell’auto e del cadavere mediante incendio le accuse contestate.

Il cadavere e l'auto rinvenuti carbonizzati

Stefano Piperno aveva lasciato la sua abitazione martedì 19 giugno alle 15.30 per recarsi a lavoro in un centro di accoglienza per stranieri dove si occupava di alfabetizzazione dei migranti.  Un luogo dove Stefano, però, non è mai arrivato.  La Fiat Punto di colore grigio – ritrovata bruciata in località Britto di Preitoni - apparteneva al padre di Stefano Piperno ed era in uso al giovane. Il cadavere all’interno dell’automobile è stato ritrovato sul sedile anteriore, lato passeggero, che agli occhi dei vigili del fuoco e dei carabinieri giunti sul posto è apparso reclinato. Le indagini sono state coordinate dal pm della Procura Filomena Aliberti. L’esame autoptico era stato invece affidato al medico legale Katiuscia Bisogni.

Leggi anche: Nicotera, tante ombre sulla scomparsa e sulla morte di Stefano Piperno - VIDEO

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G. B.
Giornalista
Giuseppe Baglivo è stato collaboratore del quotidiano Calabria Ora dal settembre 2006 ad agosto 2007. Redattore e responsabile della cronaca giudiziaria del quotidiano Calabria Ora per la redazione di Vibo Valentia dal settembre 2007 ad ottobre 2009. Nello stesso periodo per il quotidiano Calabria Ora ha realizzato molteplici inchieste riguardanti l’intero territorio regionale. Da agosto 2010 ad oggi è collaboratore della Gazzetta del Sud, redazione di Vibo Valentia, con competenza in tutti i settori (sport escluso). Dal gennaio 2013 è corrispondente unico dell’Agi (Agenzia giornalistica Italia) per Vibo Valentia e provincia. Dal novembre 2015 al 29 dicembre 2016 è stato redattore e responsabile della cronaca nera e giudiziaria del quotidiano online calabrese Zoom24.it, giornale web che ha contribuito a far nascere. Nel gennaio 2011 dalla Fondazione dedicata a Giuseppe, “Pippo”, Fava (il giornalista ucciso da Cosa Nostra il 5 gennaio 1984) ha ricevuto a Catania il Premio Nazionale “Giuseppe Fava” conferito ai giornalisti “particolarmente impegnati nella battaglia contro le mafie”. Specializzato in cronaca giudiziaria, nera e giornalismo d’inchiesta, ha seguito i più importanti processi contro la ‘ndrangheta, la corruzione nella pubblica amministrazione e la malasanità celebrati negli ultimi dieci anni in Calabria. Alcune sue inchieste giornalistiche hanno portato al commissariamento di diversi Comuni del Vibonese per infiltrazioni mafiose.

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