Omicidio Piperno, la difesa in Procura per fare luce sul caso

VIDEO | La famiglia di Stefano, il giovane ucciso e bruciato a Nicotera, si affida al noto avvocato dei casi Scazzi, Ragusa, Teresa e Trifone, Nicodemo Gentile oggi a Vibo, insieme al collega Cozza, anche per la scomparsa dell'imprenditrice di Laureana di Borrello

di Pietro Comito
lunedì 8 ottobre 2018
13:32
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Gli avvocati Cozza, Gentile e Vincenzo Chindamo
Gli avvocati Cozza, Gentile e Vincenzo Chindamo

«Nella giornata di ieri abbiamo assunto la difesa della famiglia Piperno, come parte civile potenziale. Aver parlato con il professor Piperno, papà di Stefano, e con la mamma è stato un momento umano molto toccante. Un ragazzo sfortunatissimo, che non meritava una fine così atroce». A parlare, davanti al Tribunale di Vibo Valentia, è l’avvocato Nicodemo Gentile, che ha assunto da poco la difesa della famiglia del povero Stefano Piperno, il ragazzo di Nicotera il cui cadavere fu rinvenuto carbonizzato lo scorso 20 giugno. Famiglia che si affida, dunque, ad uno dei più noti avvocati italiani, già difensore di parte civile nei processi per gli omicidi di Sara Scazzi, di Teresa e Trifone, di Roberta Ragusa e Guerina Piscaglia, e al suo collega Antonio Cozza. Stamani i due penalisti hanno incontrato negli uffici della Procura di Vibo il pm titolare dell’inchiesta Filomena Aliberti, le cui indagini - condotte grazie al supporto operativo dei carabinieri - hanno consentito di arrestare i presunti autori del delitto, Francesco ed Ezio Perfidio, padre e figlio. Il movente, un presunto debito di droga.

 

«Era un omicidio evitabile - ha affermato l’avvocato Antonio Cozza - che ha colpito una famiglia perbene, persone che assolutamente non potevano mai pensare che il figlio potesse subire un atto del genere e che ora vivono nel dolore. Noi interveniamo oggi per cercare di capire e contribuire a fare piena luce e dare un aiuto alla Procura che sta lavorando molto bene».

 

Gli avvocati Gentile e Cozza erano accompagnati da Vincenzo Chindamo, fratello di Maria, l’imprenditrice scomparsa il 6 maggio 2016 da Limbadi, uno dei casi di omicidio che più hanno scosso l’opinione pubblica italiana e tra i pochi rimasti irrisolti, malgrado l’impegno della Procura di Vibo e degli stessi carabinieri che hanno invece brillantemente chiuso le indagini sull’autobomba di Limbadi, l’omicidio di Soumaila Sacko, la strage di Cicko Olivieri e l’agguato sulla spiaggia di Nicotera. «Ci sono persone fatti e circostanze in mano alla Procura - ha detto Chindamo dal canto suo - e mi auguro che prima o poi succeda qualcosa che ci restituisca, se non Maria, almeno la verità sulla sua scomparsa».

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Pietro Comito
Giornalista
Pietro Comito, che ha iniziato la propria carriera professionale a Rete Kalabria e Radio Onda Verde, è stato redattore del Quotidiano della Calabria dal 2002 al 2005, quindi dal 2006 al 2012 caposervizio di Calabria Ora, dove ha guidato le redazioni di Vibo Valentia, Reggio Calabria, Gioia Tauro, Siderno e Catanzaro. Dal 2012 al 2014 è stato nuovamente in servizio al Quotidiano, dove ha guidato, nella veste di caposervizio, la redazione di Vibo Valentia. Nel 2011 ha ritirato il Premio Agenda Rossa conferito ai giornalisti minacciati dalla 'ndrangheta. Sempre nel 2011 è stato insignito del Premio Paolo Borsellino. Ha pubblicato per la Newton Compton e per la Città del Sole Edizioni ed ha collaborato alla realizzazione del Dizionario enciclopedico delle mafie redatto da Castelvecchi Editore. Esperto di cronaca nera e giudiziaria, negli ultimi anni è stato tra i giornalisti calabresi più esposti nell'informazione sulla criminalità organizzata.

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