Omicidio a Cassano allo Jonio, donna incinta uccisa a coltellate: irreperibile il marito

VIDEO | A trovare il cadavere sono stati alcuni familiari. Il delitto avvenuto nell'appartamento dove la 40enne viveva. Sul posto i carabinieri

di Redazione
martedì 16 aprile 2019
10:29
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Il luogo dell’omicidio e la vittima
Il luogo dell’omicidio e la vittima

Una donna di circa 40 anni, incinta, Romina Iannicelli, è stata uccisa stamane a coltellate a Cassano allo Jonio nel Cosentino. A trovare il cadavere sono stati alcuni familiari che avevano un appuntamento con lei per delle commissioni. L'omicidio è avvenuto nell'appartamento, in una delle zone centrali della cittadina, dove la donna viveva con il marito, probabilmente nelle prime ore di oggi. Al momento il marito della donna risulterebbe irreperibile. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della tenenza di Cassano allo Jonio. La vittima è una sorella di Giuseppe Iannicelli, che fu ucciso nel gennaio del 2014 insieme alla convivente e al nipotino di soli tre anni, Cocò. I corpi furono trovati carbonizzati in un'auto. La vicenda colpì molto l'opinione pubblica. Gli inquirenti non collegano, però, l'omicidio di oggi con i fatti del 2014.

Romina Iannicelli, secondo quanto si è appreso, in questo periodo era anche particolarmente felice per la gravidanza probabilmente inseguita e attesa da tanti anni. 

Ricercato il marito

Gli inquirenti continuano a cercare il marito della vittima, Giovanni De Cicco, di cui si sono perse le tracce. Sul posto, per le indagini, è arrivato il procuratore capo di Castrovillari, Eugenio Facciolla, che ha chiarito alcuni aspetti sulla scena del delitto. «Sicuramente - ha detto all'Agi - al momento possiamo dire che è stata usata un'arma impropria. Stiamo cercando di capire cosa sia successo perché nell'appartamento c'era molta confusione e non sappiamo ancora se sia stata creata prima o dopo il delitto. Sono le prime attività e dobbiamo lavorarci su».
Sull'eventualità che ci sia stata una lite, Facciolla ha risposto: «Potrebbe esserci stata o potrebbe essere stata simulata o qualcuno potrebbe aver creato confusione per cercare qualcosa». Al momento, comunque, non emergono, ha detto il magistrato, elementi che possano ricondurre il delitto alla criminalità.

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