Per Oliverio 100mila euro sono pochi. «Rivendico la scelta di andare a Spoleto»

VIDEO | Il presidente della Regione Calabria affronta per la prima volta ai nostri microfoni la spinosa vicenda che ha visto la Regione Calabria impiegare i fondi destinati allo sviluppo del turismo per sponsorizzare un evento collaterale al Festival dei due mondi. Ma nel suo ragionamento c’è una falla che compromette la credibilità della sua posizione. Ecco quale

di Enrico De Girolamo
lunedì 27 agosto 2018
17:29
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«Centomila euro? Niente rispetto ai milioni di euro che si spendevano in passato. Rivendico la scelta e ho intenzione di fare la stessa cosa il prossimo anno».
Il presidente Mario Oliverio non sembra spaventato dalle polemiche - «una tempesta in un bicchier d’acqua», le definisce - e affronta per la prima volta ai nostri microfoni la spinosa vicenda che ha visto la Regione Calabria spendere 100mila euro per sponsorizzare un evento collaterale al Festival dei due mondi di Spoleto, gli Incontri di Paolo Mieli, una serie di interviste che da alcuni anni l’ex direttore del Corriere della Sera fa nella cornice della storica kermesse culturale umbra.

 

Un appuntamento, quello di Mieli, prodotto e promosso da Hdrà, una società romana che si occupa di comunicazione e marketing. Nulla a che vedere, dunque, con il festival vero e proprio, controllato dall’omonima fondazione presieduta dal sindaco di Spoleto, che da pochi mesi è Umberto De Augustinis. Lo stesso primo cittadino pochi giorni fa ha smentito che la kermesse sia stata finanziata (anche) dalla Regione Calabria, tant’è - ha dichiarato - che «la Fondazione Festival dei Due Mondi Spoleto non ha percepito alcuna somma di tale provenienza, che non sarà, dunque, inserita nel rendiconto della 61 edizione del Festival».

 

Ma nel rispondere alle domande della nostra Angela Panzera, che lo ha intervistato a Reggio, Oliverio ribadisce con ostinazione che la «Calabria ha sponsorizzato il Festival dei due mondi, uno degli eventi culturali italiani più importanti sulla scena nazionale e internazionale».
Cosa, dunque, da andare orgogliosi, senza stare lì a fare i conti in tasca alla Regione, che per un risultato tanto prestigioso avrebbe speso poco, pochissimo. Altro che polemiche.
A questo punto, però, c’è da capire dov’è l’inghippo. Se il governatore è davvero convinto di quello che dice, significa che gli hanno venduto una 500 al posto di una Ferrari. Della Calabria, infatti, a parte il logo alle spalle di Mieli e dei suoi ospiti (tra i quali lo stesso governatore), all’evento umbro non c’era traccia, né nei canali ufficiali di comunicazione, a cominciare dal ricchissimo sito web del festival, né nei molteplici resoconti video.

 

 

Eppure, lo stesso decreto dirigenziale con cui si approva la spesa di 100mila euro, parla di Hdrà come “soggetto organizzatore della manifestazione, per come certificato dalla Fondazione Festival dei due Mondi di Spoleto”.
Ma c’è di più. Nel decreto, l’evento “Gli incontri di Paolo Mieli”, quello in realtà sponsorizzato, non viene mai citato, mentre si parla solo di Festival dei due mondi. Insomma, questa è la versione ufficiale e Oliverio ci si attiene pedissequamente. Anche perché, se così non fosse, vorrebbe dire che la Regione era pienamente consapevole di spendere 100mila euro di fondi originariamente destinati allo sviluppo turistico per finanziare un evento collaterale che non avrebbe dato un briciolo di visibilità in più al prodotto turistico calabrese.

 

Anche con riguardo alla cena di gala con 60 invitati, organizzata in un palazzo monumentale di Spoleto con vista sul concerto di De Gregori che quella sera si esibiva davanti al Duomo, il presidente della Regione rimarca che si è trattato di una preziosa opportunità per promuovere le eccellenze agroalimentari e gastronomiche della Calabria tra importanti esponenti del mondo dello spettacolo, del giornalismo e della cultura (i nomi dei vip li abbiamo già fatti in questo articolo).

 

Il governatore, dunque, tiene botta e replica anche al sindaco di Spoleto, inquadrando la sua presa di distanza come inevitabile conseguenza della diversa estrazione politica. «È un cinquestelle», dice Oliverio. Anche se in realtà De Augustinis ha capeggiato una lista civica sostenuta da Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia, senza l’appoggio, neppure al ballottaggio, dei pentastellati, che non avevano un proprio in candidato in corsa per la carica di primo cittadino e presidente della fondazione del festival.

 

Enrico De Girolamo

 

L'intervista integrale di Oliverio

 

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