Tutto è nato dall’ondata di ribellione morale e fermento civile partita dalla Sicilia dopo le stragi del 1992. Per don Luigi Ciotti fondatore e presidente di Libera, che in questi giorni compie trent’anni, quell’onda di ribellione non si è spenta e fronteggia mafie che sono ancora più forti anche se uccidono di meno.

La prima Giornata della memoria e dell’impegno per le vittime innocenti delle mafie si è svolta il 21 marzo del 1996 ed è diventata l’approdo annuale del sostegno quotidiano ai famigliari di quelle persone. Don Ciotti lo ha ricordato in una recente intervista a La Stampa, assieme ad altri obiettivi raggiunti, come l’approvazione della legge sullo scambio politico-mafioso.

Ora che sono passati 30 anni tutto è cambiato ma l’impegno resta e ci si prepara la due giorni di Libera in ricordo di tutte le vittime innocenti delle mafie. Saranno più di 500 i familiari delle vittime innocenti delle mafie ad arrivare a Trapani in occasione della XXX Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie promossa da Libera e Avviso Pubblico, sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica con il Patrocinio della Rai e del Comune di Trapani.

Si torna in Sicilia, dove tutto è nato: «Fra le storie siciliane – spiega ancora don Ciotti a La Stampa – avremo quest’anno un’attenzione speciale per le vittime del territorio di Trapani. Ricordo ad esempio Mauro Rostagno, il sociologo, attivista e giornalista torinese assassinato per la sua denuncia non soltanto dei crimini mafiosi ma della rete di complicità di cui potevano godere. E poi i piccoli Giuseppe e Salvatore Asta, uccisi a pochi anni insieme alla mamma. La sorella maggiore Margherita è diventata un punto di riferimento dentro Libera».

«Fondamentale ricordare tutte le vittime delle mafie»

Primo appuntamento domani giovedì 20 marzo quando in prima mattina arriveranno con la nave al Porto di Palermo i familiari provenienti dalla Campania seguiti dai familiari provenienti dalla Calabria e da Catania in autobus e all'ora di pranzo all'Aeroporto di Palermo i familiari provenienti dal Nord Italia e della Puglia. «È fondamentale - commenta Francesca Rispoli, copresidente nazionale di Libera - ricordare tutte le vittime innocenti delle mafie, quelle conosciute e quelle dimenticate. Da 30 anni il 21 marzo, una giornata da noi, fortemente voluta, li ricordiamo tutti senza dimenticare che l'80% dei familiari non conosce la verità o ne conosce solo in parte e non può avere giustizia. I familiari delle vittime innocenti delle mafie hanno effettuato una scelta importante e significativa: trasformare il proprio dolore in impegno, in memoria viva. Un paese senza memoria è un paese senza storia. Un paese senza verità è un paese senza dignità».

Il programma della due giorni di Libera

La due giorni di Libera si apre domani giovedì 20 marzo, quando i familiari provenienti dalla Calabria, Sicilia, Puglia, Campania, dal Nord Italia, dall'Europa, America Latina e Africa si ritroveranno alle 15 presso il cinema/teatro Ariston per Assemblea Nazionale a seguire la Veglia ecumenica presso Cattedrale di San Lorenzo. Venerdì 21 marzo la giornata prevede la partenza del corteo alle ore 9.00 da Piazza Garibaldi per arrivare a Piazza Vittorio Emanuele dove alle 11.00 inizierà la lettura dei 1101 nomi delle vittime innocenti delle mafie. Semplici cittadini, magistrati, giornalisti, appartenenti alle forze dell'ordine, sacerdoti, imprenditori, sindacalisti, esponenti politici e amministratori locali morti per mano delle mafie solo perché, con rigore, hanno compiuto il loro dovere. A seguire, alle 12, l'intervento conclusivo di Luigi Ciotti. Nel pomeriggio si svolgeranno i seminari di approfondimento.

Libera, la nuova canzone di Bungaro e Casarano

All'arrivo del corteo sarà presentata in anteprima nazionale "Libera" la canzone scritta ed eseguita da Bungaro e Raffaele Casarano per celebrare i 30 anni dell'associazione, un brano che rappresenta un messaggio di coraggio e di speranza. I 1101 nomi delle vittime innocenti saranno letti anche in dieci carceri italiani e due Istituti penali per minorenni. La giornata della Memoria e dell'Impegno di Libera sarà ricordata dalla rete internazionale di Libera con lettura di nomi, incontri, seminari in Kenya, Uganda Nigeria, Costa d'Avorio, Messico, Brasile, Bolivia in Francia, Malta, Romania, Germania, Portogallo.

La saldatura tra mafie e capitalismo senza freni

«Oggi le mafie uccidono meno, ma sono più forti – spiega ancora don Ciotti –. Mafie transnazionali, tecnologiche e imprenditoriali che nel nome degli affari hanno rinunciato a sfidare apertamente lo Stato e persino a farsi la guerra al proprio interno, preferendo quasi sempre agire sottotraccia: meno delitti, più profitti. Non ha neppure più senso parlare di contaminazione mafiosa, perché assistiamo a una sovrapposizione fra obiettivi e metodi dei boss e di un certo capitalismo senza freni. La stessa ingordigia, la stessa prepotenza, lo stesso disprezzo per la vita e la dignità umana e per l’integrità dell’ambiente». E qui il fondatore di Libera individua la prossima sfida.