Blitz del sindaco in un villaggio turistico abusivo di Santa Maria del Cedro

VIDEO | Secondo il primo cittadino l'Asp di Cosenza l'ha dichiarato chiuso sia nel 2017 che nel 2018 perché non ci sarebbero le condizioni igienico sanitarie per svolgere le attitivà. Inoltre, sorge in parte sui terreni di proprietà del demanio, in parte su un'area trasferita al Comune

di Francesca  Lagatta
venerdì 23 agosto 2019
18:02
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Il sindaco Ugo Vetere pochi istanti prima di entrare nella struttura
Il sindaco Ugo Vetere pochi istanti prima di entrare nella struttura

La questione dell'occupazione demaniale abusiva a Santa Maria del Cedro, è tutt'altro che conclusa. Questa mattina il sindaco della città, Ugo Vetere, nella sua qualità di capo della polizia municipale, ha fatto irruzione in uno dei villaggi turistici a ridosso del lungomare cittadino, perché nei giorni precedenti ha avuto il sentore che la struttura svolgesse attività commerciali nonostante l'assenza di autorizzazioni. Dal sopralluogo è emerso che i sigilli apposti nell'area che delimita i beni dello Stato erano stati violati, mentre per quanto riguarda la natura dell'utilizzo della struttura è stata acquisita una fitta documentazione che ora sarà posta al vaglio degli organi inquirenti. I sigilli sono poi stati nuovamente apposti dai carabinieri e dagli agenti di polizia locale presenti sul posto.

Se una parte il villaggio è stata costruita nei terreni del demanio, l'altra è stata trasferita al Comune di Santa Maria del Cedro che dovrebbe esserne il legittimo proprietario. «Non prendiamo i rifiuti da due anni, per noi la struttura è di nostra proprietà. Tra l'altro l'Asp di Cosenza l'ha dichiarata chiusa sia nel luglio 2017, sia nel luglio 2018. C'era una scia commerciale che è stata rigettata, lo stimatore nominato dal tribunale amministrativo ha detto che non ci sono le condizioni igienico-sanitarie per svolgere le attività e che ci sono abusi edilizi non sanabili».

 

«I gestori della struttura erano pronti per l'invio dei documenti»

Secondo il sindaco Vetere, l'attività turistico-ricettiva in corso è stata effettuata senza che gli attuali gestori avessero inoltrato alcuna autorizzazione. A loro discolpa, hanno però dichiarato che erano in procinto di installare il server per consentire la trasmissione degli atti. Inoltre, avrebbero dichiarato di essere in possesso di regolare contratto di locazione, dal quale non si evincerebbe alcune veto. Ad ogni modo, è stata acquisita una fitta documentazione, che sarà trasmessa agli uffici competenti.

Momenti di tensione

In mattina non sono mancati i momenti di tensione. Il sindaco, prima di entrare, ha effettuato numerose telefonate dai toni infuocati per richiedere l'intervento delle forze dell'ordine. Dopo svariati tentativi, è stato raggiunto da una pattuglia dei carabinieri della locale stazione. «Vorrei che il procuratore Nicola Gratteri - ha detto alle nostre telecamere - si accertasse sulle garanzie di legalità che offre il Tirreno cosentino. Va bene indagare i sindaci, ma forse è ora che si indaghi anche su alte questioni». Si sono registrati screzi anche con i gestori della struttura che al momento del blitz hanno paventato per i presenti la presunta violazione di "proprietà privata".

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Francesca  Lagatta
Giornalista
Francesca Lagatta è nata a Praia a Mare l’11 aprile del 1985. Dopo molteplici esperienze con la stampa locale, nel 2011 approda dapprima ad Hi Tech Paper del giornalista Leonardo Lasala, poi ad Alganews, il quotidiano on line diretto dal giornalista Rai Lucio Giordano. È in questo periodo che si forma come giornalista di inchiesta. Nel 2014 è nella redazione calabrese di Notìa, poi è la volta de L’Ora siamo Noi, La Provincia di Cosenza e una piccola parentesi televisiva nel programma Perfidia, al fianco della giornalista Antonella Grippo. Scrive ancora per Identità Insorgenti, L’Ora di Palermo, Echi dal Golfo, Diogene Moderno. Nel 2015 sottoscrive un contratto con l’agenzia Kika Media Press, scrive di cronaca su La Spia Press e di inchiesta su La Spia, il portale del giornalista Paolo Borrometi. Successivamente diventa inviata e addetta di Rete L’Abuso, il più grande osservatorio nazionale di crimini commessi in ambienti clericali, collabora per un breve periodo per Radio Siani e poi viene ingaggiata come corrispondente per Cronache delle Calabrie, diretto da Paolo Guzzanti. Nel giugno del 2017 fonda una agenzia pubblicitaria, la Famnews & Com, e diventa direttrice responsabile della nuova testata giornalistica calabrese di inchiesta La Lince. A gennaio 2018 i suoi articoli vengono pubblicati sul settimanale statunitense Harbor News, mentre qualche mese più tardi è il giornale italo canadese Grandangolare ad annoverarla tra i suoi collaboratori. Sulle riviste nazionali ha firmato per i settimanali Cronaca in diretta e Tutto. Dall’agosto del 2018 è corrispondente per LaC News24.   Dal luglio del 2017 compare nell’elenco nazionale dei giornalisti minacciati stilato dall’autorevole sito Ossigeno per L’informazione. Nella sua breve carriera ha già ricevuto cinque premi per le sue inchieste giornalistiche, assegnati da tre diverse regioni del sud Italia: Sicilia, Calabria e Basilicata. Si occupa in prevalenza di 'ndrangheta, sanità, massoneria, politica, pedofilia e corruzione, ma il suo tarlo è la denuncia sociale.
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