La Calabria guadagna una stella Michelin e passa da 4 a 5 ristoranti

Ecco quali sono i locali enogastronomici della regione che entrano nella prestigiosa guida francese. Intanto a livello nazionale Cannavacciuolo si conferma superstar e Cracco incassa una nuova delusione

di E. D. G.
17 novembre 2018
16:20
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Lo chef Nino Rossi
Lo chef Nino Rossi

Stella che va, stella che viene. In Calabria gli dei gastronomici dell’olimpo Michelin si contano sulle dita di una mano, ma almeno su tutte. Passano da 4 a 5, infatti, i ristoranti stellati presenti nella nostra regione. La new entry è il ristorante Qafiz, di Santa Cristina d’Aspromonte, del giovane chef Nino Rossi, che fa il suo ingresso nell’ambitissima classifica della 64° Guida Michelin.
Per il resto, confermano la propria stella i ristoranti Antonio Abbruzzino di Catanzaro, Gambero Rosso di Marina di Gioiosa Jonica, Dattilo di Strongoli (Crotone) e Pietramare di Isola Capo Rizzuto (Crotone).

 

Il significato dei riconoscimenti e i principi della Guida Michelin, uguali in tutto il mondo, sono descritti nelle pagine introduttive, in cui vengono anche spiegati i criteri di attribuzione: tre stelle significa che mangiare in quel determinato posto “merita il viaggio”, due “merita la deviazione” e una “merita la tappa”.
Complessivamente, nella classifica 2019, sono 367 le stelle assegnate dalla guida, 11 in più rispetto al 2018. I ristoranti che possono ostentare una sola stella, come i 5 calabresi, sono la maggioranza, ben 318. Solo 10, invece, i locali che fanno il tris di assi Michelin e 39 quelli per cui vale la pena fare almeno una deviazione dal proprio itinerario di viaggio.

 

Insomma, non è facile finire nel Pantheon della gastronomia stellata. Ma appena 5 ristoranti per una regione come la Calabria, che va giustamente orgogliosa della propria tradizione culinaria, sono davvero pochi, soprattutto se paragonati, ad esempio, ai 60 lombardi, ai 43 campani e ai 39 veneti che occupano numericamente i primi posti della classifica.

 

Continua a collezionare stelle Michelin Antonino Cannavacciulo, che ne conquista una per il suo Bistrot di Torino e, sempre una, per quello di Novara, che si aggiungono alle due del suo ristorante principale, Villa Crespi. Lo chef più stellato d’Italia (sei in tutto per cinque ristoranti) resta Enrico Bartolini, mentre molto deluso deve essere Carlo Cracco, che non è riuscito a recuperare la stella persa nel 2018.
Al vertice della nuova edizione della guida restano invece Massimiliano Alajmo, Le Calandre a Rubano (Padova); Massimo Bottura, Osteria Francescana a Modena; Chicco Cerea a Brusaporto (Bergamo); Enrico Crippa, piazza Duomo a Alba (Cuneo); Annie Feolde e Riccardo Monco, Enoteca Pinchiorri a Firenze; Norbert Niederkofler , St.Hubertus a San Cassiano (Bolzano); Niko Romito, Reale a Castel di Sangro.

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