Numeri e successo del network LaC non temono fake news costruite sui dati Agcom

In una tabella primeggiano alcune testate televisive e cartacee. Una classifica che stride con la realtà dei dati. Proprio in relazione alla nostra testata televisiva, i dati Auditel, ci offrono una lettura assolutamente diversa. Se ai numeri televisivi, dovessimo sommare i numeri delle nostre testate online, quelle classifiche diventerebbero quadretti utili per  mostre di vignette satiriche

 

di Pasquale Motta
giovedì 28 febbraio 2019
06:35
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Il network LaC
Il network LaC

Siamo in epoca di comunicazione, un'epoca nella quale è stato stravolto tutto il sistema dell’informazione su scala mondiale. Lo standard del giornalista che abbiamo conosciuto nel secolo scorso è profondamente cambiato. Il peso dell’informazione oggi è legato alla qualità dei contenuti e, soprattutto, alla capacità di saperli spalmare nei luoghi virtuali della rete i quali sono diventati i maggiori veicoli d’informazione dell’opinione pubblica. La stessa Tv e l’informazione cartacea se non è capace di fondersi con il web saranno destinati all’irrilevanza. Il network di LaC, in Calabria, è diventato oggi il primo vettore d’informazione e comunicazione della Regione e non solo. Tutto ciò, grazie all’intuizione della nostra azienda editoriale. Il nostro successo, chiaramente,  non siamo noi a decretarlo ma sono i numeri. E almeno i numeri dovrebbero essere indiscutibili.

 

Tuttavia,  la concorrenza nel settore è forte, anche perché, molti si sono accorti della rivoluzione in atto in ritardo, altri si sono cullati in ataviche rendite di posizione e, dunque, è quasi naturale che pur di conquistare qualche punto si possano aggrappare a tutto. L’ultima sorta di fake news, infatti,  è una singolare interpretazione della relazione periodica dei dati Agcom. Intendiamoci, con tutto il rispetto per l’istituzione ma in quella relazione articolata in tabelle le analisi spesso appaiono in netto contrasto tra loro. Inoltre, in alcuni casi,  le statistiche sono declinate in modo da apparire incomprensibili. Tuttavia, al di là di questa sottolineatura,  quello che emerge anche dai dati Agcom e in ogni tabella statistica è il peso sempre maggiore che ha assunto internet nella nostra regione come mezzo per informarsi. Ci appare, quindi, assai curiosa   la classifica contenuta  nella tabella: “Brand più utilizzati per informarsi su fatti locali”, allorquando quest’ultima parola,  contrassegnata da un asterisco,  spiega a margine che è “esclusa l’informazione online”. Quella stessa informazione online che, in un’altra tabella,  risulta, invece, essere utilizzata da oltre il 50% dei calabresi, una percentuale, addirittura al di sopra della media nazionale che si ferma al 41%. In presenza di queste premesse, dunque,  parlare di “Brand più utilizzati per informarsi su fatti locali”, ci appare  paradossale.   

 

Detto ciò, in quella tabella primeggiano alcune testate televisive e cartacee. Una classifica che stride con la realtà dei dati. Proprio in relazione alla nostra testata televisiva, i dati Auditel ci offrono una lettura assolutamente diversa. I nostri contatti netti, infatti,  sono 76.651, il nostro ascolto medio sale a quota 848. Siamo la seconda rete più vista in assoluto in Calabria per contatti netti e in alcune fasce siamo la rete più vista in questa regione. Tuttavia, il dato interessante in questa fase di affermazione dell’identità della nostra  rete (sempre più all-news),  è il dato degli ascolti medi, i quali, ci danno a circa 850, ciò significa che in nessun momento,  meno di 850 persone sono sintonizzati sulla nostra rete per 24 ore e, comunque, siamo la rete più seguita in Calabria per ciò che riguarda i programmi.  Le nostre trasmissioni, infatti,  sono seguite e viste per intero o quasi. Ciò, è un fatto, confermato dal dato costante che rileviamo da  mesi. Altro dato importante che ci preme evidenziare,  è quello relativo all’informazione,  ottenuto soprattutto con il Tg delle 23:00 che risulta essere il più seguito delle tre edizioni, con 8.526 contatti e, in alcuni giorni, con punte di 12.402 contatti.


Questi numeri, dunque,  ci consegnano un dato altrettanto indiscutibile:  il telegiornale di “mezza sera”  è il più seguito in Calabria. Nell’ordine gli ascolti dei Tg, infatti,  sono i seguenti: LACNEWS24 ORE 23.00, contatti 8.526; LACNEWS24 ORE 20.30 contatti 6.472; LACNEWS24 ORE 14.15 contatti 5.070; LACNEWS24 ORE 17.15 contatti 3.900. Nell’ordine i tg più seguiti sono i seguenti: 1.TG3 ore; 14:00; 2.TG TEN ore 14.30; 3. LACNEWS24 ore 23:00. Seguono le altre emittenti nell’ordine: 4. VIDEOCALABRIA TG; 5. CALABRIA TV TG; 6.TELESPAZIO TG.

 

Ci scuserete per aver dato un po’ di numeri, ma ciò è stato determinato non solo da una scarsa  aderenza tra i dati di Agcom declinati in quella tabella e la realtà dei numeri che ci consegna l’Auditel giorno per giorno, ma dall’utilizzo che qualche nostro concorrente ne fa spedendo messaggi whatsapp  a numeri o liste di numeri, oseremmo dire, ritenute “qualificate” e, tutto ciò, magari nella speranza di recuperare l’autorevolezza perduta. Purtroppo per loro, quella tabella non rispecchia affatto il gradimento della maggioranza dei calabresi, anche perché, se ai numeri televisivi, dovessimo sommare i numeri delle  nostre testate online, quelle classifiche diventerebbero quadretti utili per  mostre di vignette satiriche. Ci scusiamo con i nostri lettori per questa puntualizzazione,  che facciamo peraltro, senza alcun spirito polemico, anzi, tutt’altro, siamo convinti che il futuro potrebbe riservare spazi sempre più ampi per tutti nel settore dell’informazione e della comunicazione ma, soprattutto, per coloro i quali, al futuro, sapranno guardare  all’insegna dell’innovazione e della sana concorrenza verso standard sempre più alti di qualità.

 

Pasquale Motta

 

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Pasquale Motta
Giornalista
A questa noiosa e ipocrita lagna del clero, sulla famiglia, rispondo con una citazione di Ronald David Laing, un noto psichiatra inglese:”La famiglia si può immaginare come una ragnatela, un fiore, una tomba, una prigione, un castello.” Da dirigente comunista e diessino, sono stato un fedele soldato del Politìchesckij Bjurò ora da democratico, nell’era del “pensiero leggero”, sono un anarchico, controcorrente e provocatore. Mi stanno sulle balle,  i pomposi intellettuali post-comunisti, peggio se, con la puzza sotto il naso. Sono freddo e passionale, rosso e nero. Non mi fido delle tonache; nere, rosse, giudiziarie o clericali. Bigotti, puritani e moralisti li darei volentieri in pasto al “gorilla” di De Andrè, ai razzisti  farei fare un’esperienza in quei campi con la scritta: “il lavoro rende liberi”. Presuntuoso? Può darsi! Rompicoglioni! Certo! Se parlo, conosco, se non conosco, sto zitto! Per dirla come  Theodor W. Adorno:  “La libertà non sta nello scegliere tra bianco e nero, ma nel sottrarsi a questa scelta prescritta. Amo questa frase di Vittorio Foa: “il sogno può accompaganre la vita ma non deve determinarla. Quando scegli non devi sognare, tu sei responsabile”. Caratterialmente mi si addice questa citazione frase di  Winston Leonard Spencer Churchill: “Combatteremo sulle spiagge, combatteremo sui luoghi di sbarco, nei campii nelle strade e nelle montagne. Non ci arrende­remo mai…”
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