Nicotera il giorno dopo, parla la gente. «C’è chi gira armato, non ci sentiamo sicuri»

VIDEO | A poche ore di distanza dall’omicidio di Francesco Timpano la cittadina si è risvegliata ancora scossa da quella che è stata una vera e propria esecuzione. E c’è chi punta il dito sul controllo del territorio da parte delle forze dell’ordine

di Cristina Iannuzzi
13 agosto 2018
16:06
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Il giorno dopo l’omicidio di Francesco Timpano, il 45enne ucciso davanti agli occhi terrorizzati di turisti e bagnanti, il lido “Gabbiano” riapre. Davanti alla struttura incontriamo il titolare, Tonino Buccafusca. Indossa una maglia rossa con la scritta “Salvataggio”, è ancora scosso: «Eravamo nel bar a servire gli ultimi clienti che stavano pranzando quando abbiamo sentito gli spari seguiti da urla disperate e poi il fuggi fuggi. Quando mi sono affacciato ho visto un corpo disteso per terra e ho chiamato i carabinieri di Tropea che in pochi minuti hanno raggiunto il lungomare di Nicotera».
È preoccupato: «E chi se l’aspettava un cosa del genere!» ci dice. Lo sconcerto è ancora palpabile, c’è da organizzare il pranzo di ferragosto, ma il pensiero che il suo lido sia stato teatro di un omicidio non gli dà pace. Ci confessa di non avere chiuso occhio durante la notte, di non sentirsi tranquillo.


I suoi clienti, vecchi e nuovi, sono tornati regolarmente a frequentare il lido. In prima fila gli habitué, quelli che ogni anno prenotano la stessa spiaggia e lo stesso mare. «È da 50 anni che sono emigrato da Nicotera e ogni estate ritorno. E ogni anno la situazione peggiora – confessa un avventore. Non bastava il mare sporco e la spazzatura sulle strade – prosegue -, anche un omicidio in pieno giorno doveva capitare a rovinare la stagione. Siamo alla frutta!» conclude amareggiato. Gli fa eco un vicino di ombrellone, anche lui emigrato, anche lui originario di Nicotera: «Non mi sento al sicuro – dice - la città non è al sicuro. Si vedono pochi carabinieri e i criminali girano armati perché tanto sanno che nessuno li controlla».


All’ingresso del locale incontriamo un signore anziano. È il padre del titolare. Racconta quello che è accaduto ieri. «C’era un via vai di persone a quell’ora. Alcuni clienti stavano finendo di consumare il pranzo, altri sorseggiavano un caffè al bar. Molti erano in spiaggia. Si sentivano gli schiamazzi dei bambini. Poi, all’improvviso, gli spari».
Ci indica le telecamere di videosorveglianza che circondano il locale: «I filmati sono già in possesso dei carabinieri che ce li hanno requisiti appena arrivati».

La vittima stava facendo la doccia quando il killer lo ha freddato con diversi colpi di pistola. E proprio sulle docce punta un occhio elettronico che potrebbe avere ripreso l’omicidio.


E intanto il comitato “14 luglio”, che da anni si batte per la tutela del territorio, ha promosso un incontro che si svolgerà oggi pomeriggio alle 17, in piazza Mercato a Nicotera Marina. Un incontro per denunciare le condizioni in cui versa il mare e per dire no alla violenza. Un messaggio che da ieri campeggia su alcuni striscioni: “No alla violenza, no alla ‘ndrangheta, no al degrado. Il Paese non è il vostro”.

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Cristina Iannuzzi
Giornalista
Cristina Iannuzzi è nata a Castrovillari (Cs) il 05/10/1977.Vive a Vibo Valentia dal 1992. E' cresciuta  a pane e televisione. La sua attività inizia sin dagli anni giovanili a Rete Kalabria, prima come speaker, poi come conduttrice e successivamente come giornalista di cronaca e d'inchiesta.  Tra le sue trasmissioni di maggior successo figurano i reportage dalle zone alluvionate delle Marinate di Vibo Marina, dove è stata tra le prime ad arrivare e a lanciare le prime immagini e i  servizi sulla rivolta  degli extra comunitari di Rosarno. Negli anni he anche collaborato alla "Gazzetta del Sud" e ad alcuni  periodici locali. Le principali regole del suo lavoro quotidiano sul fronte dell'informazione sono  la ricerca delle verità e della notizia.
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