Bimbo calabrese muore folgorato in un asilo tedesco: oggi a Trebisacce i funerali

Dolore e rabbia per la scomparsa di Antonio, 6 anni, che mentre giocava avrebbe toccato i fili scoperti di una presa della corrente. Sconcerto in Germania e gara di solidarietà per aiutare la famiglia

di Giusy D'Angelo
8 novembre 2019
11:13
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La mamma del piccolo Antonio, foto dal Bild
La mamma del piccolo Antonio, foto dal Bild

Un cavo della corrente scoperto, lasciato penzolare fuori dal muro di un asilo, recentemente  ristrutturato. Quindi la scossa, terribile, fatale. Le urla di un bambino di soli sei anni, l’agonia e la morte tra le braccia della mamma. Il piccolo Antonio  rimane folgorato mentre gioca a nascondino e il suo cuore smette di battere sotto gli occhi atterriti della madre Elisa. Vano, l’arrivo tempestivo dei soccorsi. La tragedia si è consumata nei giorni scorsi in una scuola dell’infanzia di Francoforte. La famiglia del bimbo si era trasferita dalla Calabria alla Germania, per motivi di lavoro. I genitori sono infatti originari di Trebisacce. La notizia ha difatti sconvolto la comunità del piccolo centro cosentino.

Il cavo scoperto e la scossa elettrica

Antonio, immerso nei giochi e nella sua spensieratezza di bambino, avrebbe involontariamente urtato i cavi scoperti andando incontro ad una violenta scossa elettrica. La magistratura locale ha subito aperto un’inchiesta per appurare eventuali responsabilità. Si procede contro ignoti per il reato di omicidio colposo. In base alle testimonianze raccolte, i lavori nella scuola non sarebbero stati ultimati. Da qui la presenza di prese libere e fili ciondolanti. Una versione che si scontra con quanto invece riferito dal Dipartimento dell'Educazione, che si occupa del centro diurno Kita. I responsabili hanno infatti precisato che l’intervento di manutenzione elettrica era stato opportunamente completato. Saranno le indagini a fare chiarezza sull’incidente.

Il dolore della famiglia

Rabbia e dolore da parte della famiglia del piccolo Antonio. È la madre Elisa, intervistata da un’emittente televisiva locale, a gridare tutta la sua disperazione: «Chi è colpevole deve pagare – ribadisce – Come si può riaprire la scuola con i lavori ancora in corso d'opera? Non si gioca con la vita dei bambini. Mi hanno tolto mio figlio». Quanto riferito dalla donna troverebbe conferma nelle parole di un altro genitore presente in quei drammatici momenti. L’uomo avrebbe raccontano di aver visto esplodere un lampo blu, proprio dietro l’armadietto dietro cui il bambino si era nascosto.

I funerali e il ritorno in Calabria

I funerali del piccolo si sono svolti nel distretto di Seckbach, con grande partecipazione da parte della comunità. Nei giorni successivi alla tragedia, era stata avviata una raccolta fondi per aiutare la famiglia a trasferire la salma nel loro paese d’origine. Ad occuparsene, il consiglio dei genitori con l’intento di aiutare la famiglia a sostenere le spese (la campagna di donazioni termina domenica 10 novembre). L’arrivo è previsto per oggi. Le esequie sono in programma nel pomeriggio (ore 15) nella Chiesa Madre di San Nicola di Mira a Trebisacce. Il feretro, riferisce Sibarinet, giungerà direttamente dalla Germania.

 

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Giusy D'Angelo
Giornalista
♠Ha conseguito la maturità classica presso il liceo classico “Michele Morelli” di Vibo Valentia. Nel 2013 ha acquisito la laurea in Scienze giuridiche, Facoltà Giurisprudenza, Università Cattolica del Sacro cuore in Milano. Giornalista pubblicista, dall’aprile 2013 ad oggi collabora come corrispondente con la testata giornalistica "Il Quotidiano del Sud". Parte integrante della manifestazione culturale "Festival Leggere&Scrivere" del Sistema bibliotecario vibonese; ha curato nel 2015 e 2016 l'ufficio stampa. Sempre nel 2015, addetto stampa nella manifestazione “Dieta Mediterranea, percorsi di consapevolezza del riconoscimento Unesco”, eventi in collaborazione con il Museo archeologico nazionale "Capialbi" di Vibo Valentia. Nelle prime due edizioni del "Festival per l'economia", aprile 2015 e 2016 a Vibo Valentia, ha ricoperto la carica di ufficio stampa. Nella sezione fotografia, nel giugno 2015 e nel giugno 2016, è stata scelta tra i finalisti del Premio internazionale "Art Contest". Si è occupata della comunicazione di alcune associazioni di volontariato del Vibonese. Tra queste l'associazione di psicologi e psichiatri "MiPiAci". 
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