È morto Dante Gullo, l'eroe argentino figlio di immigrati fuscaldesi

Sua madre era Angela Maria Aieta, uccisa per le sue battaglie civili durante un 'volo della morte' all'epoca della dittatura argentina

di Francesca  Lagatta
domenica 5 maggio 2019
20:01
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Dante Gullo
Dante Gullo

Si sono svolti ieri i funerali di Dante Gullo, italiano figlio di emigranti di Fuscaldo, conosciuto come "El Canca" e considerato un "eroe della libertà" e dei diritti civili in Argentina. Lo riporta un articolo de La Repubblica. Icona della lotta contro il regime militare, soprattutto dopo il golpe del 1976, si ricorderà come «il protagonista di un capitolo nella lunga lotta degli argentini per l'emancipazione nazionale e la giustizia sociale», ha dichiarato il consigliere regionale Giuseppe Aieta. L'uomo aveva 71 anni.

La prigione e la ritrovata libertà

Per le sue battaglie sociali, Gullo fu rinchiuso nel padiglione della morte, nel carcere di Sierra Chica, dove rimase quasi nove lunghi anni. Lasciò il penitenziario solo nel 1983, con il ritorno della democrazia, e ritornò coraggiosamente a fare il ministro, intensificando il suo impegno politico. Trovò anche il tempo per gli studi, che nel 1997 gli fruttarono la laurea in sociologia all'Università di Buenos Aires. Negli ultimi anni ha continuato a lavorare per un’Argentina libera e solidale e oggi la patria di Mauricio Macri, di cui è stato fervido oppositore, lo saluta con la più alta onorificenza: il funerale nella Camera dei Deputati.

L'uccisione della madre e del fratello

Emigrata in Argentina con la famiglia, la madre di Gullo il 5 agosto del 1976 fu sequestrata da una squadra di militari, mentre si trovava in casa con il marito Humberto Gullo. Angela Maria Aieta fu portata all'Esma, la scuola militare argentina che dopo il colpo di Stato fu trasformata dalla dittatura in un grande centro di detenzione clandestina. Scomparve per sempre durante uno dei voli della morte dell'epoca, forse dopo essere stata gettata nell'oceano. Aveva 56 anni. Il Comune di Fuscaldo le ha intitolato la scuola elementare della comunità.

Il motivo per cui la donna fu uccisa è certamente da attribuirsi al fatto che fosse la madre del leader della Gioventù Peronista, il quale, una volta appurato del sequestro, propose invano uno scambio al governo argentino: lui al posto della donna che gli aveva dato la vita.

Anche il fratello minore di Dante, Jorge Gullo, fu sequestrato e ucciso a soli 23 anni al ritorno da un viaggio in Italia nel quale aveva avuto un colloquio con l'allora presidente della Repubblica Sandro Pertini.

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Francesca  Lagatta
Giornalista
Francesca Lagatta è nata a Praia a Mare l’11 aprile del 1985. Dopo molteplici esperienze con la stampa locale, nel 2011 approda dapprima ad Hi Tech Paper del giornalista Leonardo Lasala, poi ad Alganews, il quotidiano on line diretto dal giornalista Rai Lucio Giordano. È in questo periodo che si forma come giornalista di inchiesta. Nel 2014 è nella redazione calabrese di Notìa, poi è la volta de L’Ora siamo Noi, La Provincia di Cosenza e una piccola parentesi televisiva nel programma Perfidia, al fianco della giornalista Antonella Grippo. Scrive ancora per Identità Insorgenti, L’Ora di Palermo, Echi dal Golfo, Diogene Moderno. Nel 2015 sottoscrive un contratto con l’agenzia Kika Media Press, scrive di cronaca su La Spia Press e di inchiesta su La Spia, il portale del giornalista Paolo Borrometi. Successivamente diventa inviata e addetta di Rete L’Abuso, il più grande osservatorio nazionale di crimini commessi in ambienti clericali, collabora per un breve periodo per Radio Siani e poi viene ingaggiata come corrispondente per Cronache delle Calabrie, diretto da Paolo Guzzanti. Nel giugno del 2017 fonda una agenzia pubblicitaria, la Famnews & Com, e diventa direttrice responsabile della nuova testata giornalistica calabrese di inchiesta La Lince. A gennaio 2018 i suoi articoli vengono pubblicati sul settimanale statunitense Harbor News, mentre qualche mese più tardi è il giornale italo canadese Grandangolare ad annoverarla tra i suoi collaboratori. Sulle riviste nazionali ha firmato per i settimanali Cronaca in diretta e Tutto. Dall’agosto del 2018 è corrispondente per LaC News24.   Dal luglio del 2017 compare nell’elenco nazionale dei giornalisti minacciati stilato dall’autorevole sito Ossigeno per L’informazione. Nella sua breve carriera ha già ricevuto cinque premi per le sue inchieste giornalistiche, assegnati da tre diverse regioni del sud Italia: Sicilia, Calabria e Basilicata. Si occupa in prevalenza di 'ndrangheta, sanità, massoneria, politica, pedofilia e corruzione, ma il suo tarlo è la denuncia sociale.
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