Morte sospetta alla clinica Tricarico, chiesto il rinvio a giudizio per sei sanitari

Tra gli indagati, cinque medici e un infermiere in servizio nella struttura di Belvedere Marittimo. L'udienza preliminare è fissata per il prossimo 16 maggio

di Francesca  Lagatta
mercoledì 20 marzo 2019
16:52
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L'avvocato della difesa, Alessandro Gaeta, si era opposto alla richiesta di archiviazione formulata dal pm chiedendo l'imputazione coatta di tutti gli indagati. Il Giudice per le udienze preliminari, Rosamaria Mesiti, aveva accolto l'opposizione chiedendo a sua volta al pubblico ministero di formulare il capo di imputazione per il rinvio a giudizio. Così, la pubblica accusa, in data odierna, ha chiesto il rinvio a giudizio per sei indagati, 5 medici e un infermiere, ipotizzando il reato 113 c.p. (cooperazione nel delitto colposo) e 589 c.p. (omicidio colposo). La vicenda è quella che riguarda la morte di uomo, Michele Palermo, morto in circostanze sospette nella clinica Tricarico di Belvedere Marittimo il 20 marzo 2017.

Il quadro accusatorio

Il pubblico ministero Maria Francesca Cerchiara ha chiesto il rinvio a giudizio per cinque medici, Adolfo Chimenti, Domenico Bonofiglio, Manuela Pitassi, Adolfo Ricioppo e Anna Rita Ritacco, e un infermiere, Raffaele Bianco, poiché in cooperazione colposa tra di loro, è scritto sul documento, «avendo preso in cura il paziente Palermo Michele, ne cagionavano la morte dovuta a "infarto acuto del miocardio con dissociazione elettromeccanica in soggetto portatore di stent"». In particolare, «per colpa consistente in imperizia, imprudenza e negligenza» e «con condotta omissiva consistita nella decisione di differire la visita specialistica cardiologica, l'ecocardiografia e l'azione terapeutica ad un momento successivo [...] determinavano un ulteriore aggravamento del già complesso quadro clinico che portava al decesso del paziente alle successive ore 15:30 dello stesso giorno», dopo aver fatto ingresso in clinica alle ore 14:42.

L'udienza preliminare

Alla luce della richiesta avanzata dal pubblico ministero, il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Paola, la dottoressa Maria Grazia Elia, ha fissato l'udienza preliminare per il prossimo 16 maggio. L'udienza, durante la quale deciderà se gli imputati andranno o meno a processo, avrà luogo a partire dalle ore 9 nell'aula Falcone.

L'altro filone di indagine

La stessa vicenda ha dato vita a un'indagine giudiziaria parallela che vede coinvolti i medici Pasquale Rosano Tricarico, in qualità di medico responsabile del dipartimento di Chirurgia generale e Pronto Soccorso, e Manuela Pitassi, in qualità di medico del Pronto Soccorso, per aver attestato presumibilmente il falso.

 

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Francesca  Lagatta
Giornalista
Francesca Lagatta è nata a Praia a Mare l’11 aprile del 1985. Dopo molteplici esperienze con la stampa locale, nel 2011 approda dapprima ad Hi Tech Paper del giornalista Leonardo Lasala, poi ad Alganews, il quotidiano on line diretto dal giornalista Rai Lucio Giordano. È in questo periodo che si forma come giornalista di inchiesta. Nel 2014 è nella redazione calabrese di Notìa, poi è la volta de L’Ora siamo Noi, La Provincia di Cosenza e una piccola parentesi televisiva nel programma Perfidia, al fianco della giornalista Antonella Grippo. Scrive ancora per Identità Insorgenti, L’Ora di Palermo, Echi dal Golfo, Diogene Moderno. Nel 2015 sottoscrive un contratto con l’agenzia Kika Media Press, scrive di cronaca su La Spia Press e di inchiesta su La Spia, il portale del giornalista Paolo Borrometi. Successivamente diventa inviata e addetta di Rete L’Abuso, il più grande osservatorio nazionale di crimini commessi in ambienti clericali, collabora per un breve periodo per Radio Siani e poi viene ingaggiata come corrispondente per Cronache delle Calabrie, diretto da Paolo Guzzanti. Nel giugno del 2017 fonda una agenzia pubblicitaria, la Famnews & Com, e diventa direttrice responsabile della nuova testata giornalistica calabrese di inchiesta La Lince. A gennaio 2018 i suoi articoli vengono pubblicati sul settimanale statunitense Harbor News, mentre qualche mese più tardi è il giornale italo canadese Grandangolare ad annoverarla tra i suoi collaboratori. Sulle riviste nazionali ha firmato per i settimanali Cronaca in diretta e Tutto. Dall’agosto del 2018 è corrispondente per LaC News24.   Dal luglio del 2017 compare nell’elenco nazionale dei giornalisti minacciati stilato dall’autorevole sito Ossigeno per L’informazione. Nella sua breve carriera ha già ricevuto cinque premi per le sue inchieste giornalistiche, assegnati da tre diverse regioni del sud Italia: Sicilia, Calabria e Basilicata. Si occupa in prevalenza di 'ndrangheta, sanità, massoneria, politica, pedofilia e corruzione, ma il suo tarlo è la denuncia sociale.

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