Morta dopo il parto, avvisi di garanzia per cinque medici e un'ostetrica: ecco chi sono

NOMI e VIDEO | La Procura di Paola ha indagato i camici bianchi coinvolti a vario titolo nel decesso di Santina Adamo, la 36enne deceduta per un'emorragia interna dopo aver dato alla luce suo figlio. L'autopsia era prevista nel pomeriggio

di Francesca  Lagatta
20 luglio 2019
18:06
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L’ospedale di Cetraro e nel riquadro Santina Adamo
L’ospedale di Cetraro e nel riquadro Santina Adamo

Salvo imprevisti, l'autopsia sul corpo di Tina, la giovane mamma di Rota Greta deceduta a soli 36 anni, dovrebbe essere effettuata oggi all'ospedale Annunziata di Cosenza. L'esame potrà essere effettuato dopo la nomina dei periti da parte della procura di Paola, coordinata da Pierpaolo Bruni, che ha avviato le indagini, mentre la scelta dei tecnici è a discrezione delle parti. L'ispezione servirà a risalire con certezza alle cause del decesso, così da individuare eventuali responsabilità mediche della tragica vicenda. La donna, lo ricordiamo, è morta tre giorni fa per una emorragia massiva sopraggiunta due ore dopo il parto all'ospedale Giannino Iannelli di Cetraro.

Sei gli indagati per la sua morte

Nei giorni scorsi la procura di Paola ha fatto recapitare sei avvisi di garanzia. Si tratta del personale medico del reparto di Ostretricia e Ginecologia che nella notte della tragedia ha avuto un ruolo nella vicenda. Nello specifico, risultano indagati un'ostetrica, i due rianimatori e tre ginecologi, uno dei quali arrivato sulla scena probabilmente dopo il decesso di Santina Adamo. I loro nomi sono: Concetta Perri, Angelo Cannizzaro, Giancarlo D'Agostino, Alessandra Chidichimo, Francesco Amoroso e Loretta De Biase

Inizialmente, la procura paolana aveva messo sotto la lente di ingrandimento dieci persone, tra cui gli infermieri che quella notte erano in servizio nel reparto, ma la posizione di questi ultimi risulta attualmente fuori discussione. Gli inquirenti indagano i medici «per aver cagionato per colpa medica» il decesso della paziente poco dopo aver dato alla luce il suo secondo figlio.

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Francesca  Lagatta
Giornalista
Francesca Lagatta è nata a Praia a Mare l’11 aprile del 1985. Dopo molteplici esperienze con la stampa locale, nel 2011 approda dapprima ad Hi Tech Paper del giornalista Leonardo Lasala, poi ad Alganews, il quotidiano on line diretto dal giornalista Rai Lucio Giordano. È in questo periodo che si forma come giornalista di inchiesta. Nel 2014 è nella redazione calabrese di Notìa, poi è la volta de L’Ora siamo Noi, La Provincia di Cosenza e una piccola parentesi televisiva nel programma Perfidia, al fianco della giornalista Antonella Grippo. Scrive ancora per Identità Insorgenti, L’Ora di Palermo, Echi dal Golfo, Diogene Moderno. Nel 2015 sottoscrive un contratto con l’agenzia Kika Media Press, scrive di cronaca su La Spia Press e di inchiesta su La Spia, il portale del giornalista Paolo Borrometi. Successivamente diventa inviata e addetta di Rete L’Abuso, il più grande osservatorio nazionale di crimini commessi in ambienti clericali, collabora per un breve periodo per Radio Siani e poi viene ingaggiata come corrispondente per Cronache delle Calabrie, diretto da Paolo Guzzanti. Nel giugno del 2017 fonda una agenzia pubblicitaria, la Famnews & Com, e diventa direttrice responsabile della nuova testata giornalistica calabrese di inchiesta La Lince. A gennaio 2018 i suoi articoli vengono pubblicati sul settimanale statunitense Harbor News, mentre qualche mese più tardi è il giornale italo canadese Grandangolare ad annoverarla tra i suoi collaboratori. Sulle riviste nazionali ha firmato per i settimanali Cronaca in diretta e Tutto. Dall’agosto del 2018 è corrispondente per LaC News24.   Dal luglio del 2017 compare nell’elenco nazionale dei giornalisti minacciati stilato dall’autorevole sito Ossigeno per L’informazione. Nella sua breve carriera ha già ricevuto cinque premi per le sue inchieste giornalistiche, assegnati da tre diverse regioni del sud Italia: Sicilia, Calabria e Basilicata. Si occupa in prevalenza di 'ndrangheta, sanità, massoneria, politica, pedofilia e corruzione, ma il suo tarlo è la denuncia sociale.
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