Autobomba Limbadi, imputati rinviati a giudizio. La madre di Matteo: «Felicissima»

VIDEO | Per l'avvocato della famiglia, Giuseppe De Pace, «è l’esito sperato». Si tornerà in aula il prossimo 17 settembre

di Rossella  Galati
21 giugno 2019
19:31
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Rosaria Scarpulla e Francesco Vinci
Rosaria Scarpulla e Francesco Vinci

«È l’esito sperato. Il giudice Paola Ciriaco ha emesso il decreto che dispone il rinvio a giudizio e ha fissato l’udienza per il 17 settembre presso la Corte d’Assiste di Catanzaro». Così il legale della famiglia Vinci, Giuseppe De Pace al termine dell’udienza preliminare a Catanzaro relativa al procedimento penale che mira a far luce sull’autobomba di Limbadi costata la vita lo scorso 9 aprile al 42enne Matteo Vinci, per motivi di confine.

 

Un primo risultato che ha regalato un momento di felicità ad una madre distrutta dal dolore, Rosaria Scarpulla, affiancata dal marito Francesco Vinci, rimasto ferito quel fatidico giorno: «Sono felicissima, non ho parole». Agli imputati Rosaria Mancuso, Domenico Di Grillo, Lucia Di Grillo, Vito Barbara, Rosina Di Grillo, tutti di Limbadi, viene contestato l’omicidio aggravato dalle modalità mafiose di Matteo e il tentato omicidio del padre Francesco Vinci. Rosina Di Grillo ha optato per il giudizio abbreviato fissato per il mese di ottobre.

 

«Siamo soddisfatti, era quanto si chiedeva. Le nostre lotte contro coloro che cercavano di disseminare trabocchetti  lungo il percorso le abbiamo vinte e quindi adesso attendiamo fiduciosi  lo sviluppo del prossimo dibattimento» ha aggiunto il legale. «Io porterò avanti la mia battaglia fino alla fine – ha concluso Rosaria Scarpulla - affinchè vengano condannati come Matteo e più di Matteo, questa è la vera giustizia. Spero che continui così».

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