Tutti pazzi per Mark Caltagirone: i protagonisti calabresi della vicenda

VIDEO | La Calabria ha dato il suo decisivo contributo a una storia dai contorni sempre più confusi e inquietanti. Nelle ultime ore è spuntata anche la foto di un finto figlio dell'inesistente rubacuori

di Enrico De Girolamo
31 maggio 2019
16:15
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Nella foto principale, Perriciolo, Prati e Michelazzo. Nei riquadri, Wanda Ferro e Alessia Bausone
Nella foto principale, Perriciolo, Prati e Michelazzo. Nei riquadri, Wanda Ferro e Alessia Bausone

In Italia ormai ci sono solo due tipi di persone: quelle appassionate alla saga del fantomatico Mark Caltagirone e quelle che invece preferirebbero beccarsi una martellata sulle dita piuttosto che subire ancora lo stillicidio di notizie, indiscrezioni e testimonianze che questa assurda storia si porta appresso. Ma ora che tutto l’ambaradan sta cominciando ad assumere i contorni di una vicenda che può configurare reati anche molto gravi, è d’obbligo metterci il naso. Tanto più che tra i protagonisti c’è un politico di primo piano del panorama calabrese, la deputata di Fratelli d’Italia, Wanda Ferro, candidata in pectore del suo partito per la presidenza della Regione. Così come è calabrese Pamela Perriciolo, detta Donna Pamela, che - secondo quanto ricostruito da Fanpage - sarebbe figlia di Giuseppe e sorella di Salvatore Perriciolo, condannati a lunghe detenzioni per reati di ’ndrangheta.
Calabrese è anche Alessia Bausone, attivista del Pd per i diritti civili e da qualche giorno consigliere comunale di San Luca, dove si è tornati a votare dopo 11 anni di commissariamento.

 

Il re fake

Come ormai è noto anche a chi ha un attacco di orticaria quando sente parlare di questa storia, Donna Pamela sarebbe in combutta con l’ex tronista di Uomini e Donne, Eliana Michelazzo, per attirare nella rete del gossip “a pagamento” vip e politici. Attraverso la creazione di falsi profili sui social, avrebbero fatto innamorare personaggi famosi (ci è cascato, ad esempio, anche Alfonso Signorini) costringendoli ad esporsi in conversazioni private. Il più noto di questi fantomatici “acchiappacitrulli” creati a tavolino sarebbe proprio il milionario Mark Caltagirone, la cui esistenza è stata recentemente smentita definitivamente. Mark avrebbe dovuto sposare Pamela Prati, amica e probabilmente complice delle due costruttrici di gossip posticcio, anche se in lacrime in tv ha affermato di essere essa stessa una vittima del grande inganno.

 

Politici nel mirino del raggiro

Nel passato di Mark Caltagirone c’è, secondo questa realtà virtuale, Wanda Ferro, che avrebbe intrecciato con lui una relazione via Facebook, fino addirittura a incontrare il presunto figlio adottivo del milionario, Sebastian (nella foto), un ragazzino che secondo la storia che gli è stata costruita intorno, sarebbe malato di cancro e in cura negli Usa. Il bambino, in realtà sarebbe stato ingaggiato per interpretare la parte del figlio di Mark, rendere più credibile la sua esistenza e legare a doppio filo Wanda per poi, all’occorrenza, poterla screditare. Il falso figlio, infatti, aveva un altrettanto fasullo profilo social dal quale negli ultimi tempi aveva cominciato a rimproverare “mamma” Wanda perché lo trascurava. Stesso copione che Mark ha seguito quando ha cercato di prendere all’amo anche Alessia Bausone, nel gennaio del 2018, poco prima delle elezioni politiche, proprio con l’obiettivo di mettere in cattiva luce la Ferro, in piena campagna elettorale per la sua candidatura al Parlamento.

 

Bausone mangia la foglia 

«Capii subito – racconta Bausone - che l'unico fine era quello di screditare Wanda Ferro ai miei occhi, in quanto sua avversaria politica. Mi narrava della loro relazione, del figlio Sebastian Caltagirone preso in affido insieme e con un tumore alla laringe e del fatto che Wanda fosse una madre affidataria anaffettiva, che pensava solo alla carriera politica». Balle, che l’esponente democrat catanzarese senza pensarci due volte ha riferito all’avversaria politica, mettendola in guardia. Una correttezza non certo scontata nella politica italiana, tanto da meritarsi il pubblico apprezzamento di Dagospia, il giornale di Roberto D’Agostino, tra i primi a sentire puzza di bruciato.

 

Ferro e fuoco

Dal canto suo, la Ferro è molto abbottonata sulla vicenda e sino ad ora si è trincerata dietro dichiarazioni telegrafiche. La prima, alla metà di aprile, nella quale è stata costretta a smentire nientedimeno il presunto matrimonio con lo stesso Caltagirone, falsa chicca gossippara che all’epoca stava arricchendo il racconto su Pamela Prati. «Tengo a precisare – affermò la parlamentare calabrese - che non sono mai stata sposata con alcuno, come si può facilmente verificare, e che non ho mai conosciuto personalmente Marco Caltagirone, con il quale ci sono stati esclusivamente alcuni scambi di battute scherzose su Facebook risalenti ad alcuni anni fa».

 

Il finto figlio del finto rubacuori

L’ultima dichiarazione della Ferro è invece di poche ore fa, dopo che è cominciata a circolare sul web una foto che la ritrae con il finto figlio del finto Caltagirone. «Sono stata chiamata in causa in una storia di gossip che tutti hanno compreso essere un coacervo di falsità e menzogne - ha scritto sul suo profilo Facebook -. Ho sempre pensato che i magistrati avessero cose più serie e importanti di cui occuparsi, ma nel momento in cui sono emersi scenari gravi e inquietanti ho affidato la questione ai miei legali che hanno già da tempo presentato le denunce del caso. Essendo in corso indagini, anche su mia iniziativa, non ritengo opportuno rendere dichiarazioni pubbliche».
La denuncia, arrivati a questo punto, era un passaggio obbligato, soprattutto per un politico che aspira a guidare la Regione Calabria e che ora, suo malgrado, si ritrova sui giornali locali e nazionali per cose che nulla hanno a che vedere con il suo impegno politico. L’auspicio è che la magistratura consenta di inquadrare una volta per tutte, magari con precise ipotesi di reato, una vicenda che era iniziata come un pettegolezzo e che nel corso delle settimane ha assunto sfumature sempre più inquietanti.

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