Libro nero, il presidente Unindustria Calabria: «Basta retorica su legalità»

Natale Mazzuca ritorna sul terremoto giudiziario che ha scosso Reggio Calabria in relazione alle recenti indagini svolte dalla Dda: «I fatti ci impongono un recupero di senso di responsabilità»

di Redazione
giovedì 1 agosto 2019
19:55
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«Lo scenario che appare delinearsi dalle risultanze delle indagini svolte dalla Dda di Reggio Calabria impone a tutti un recupero di senso di responsabilità e di rinnovato impegno civico verso i temi legati alla legalità ed al rispetto delle regole ma, soprattutto, l’abbandono di ritualità fatte di esercizi retorici e di ribaltamento di responsabilità».

 

È quanto dichiara il presidente di Unindustria Calabria Natale Mazzuca che aggiunge: «Non potendo entrare nel merito di ciò che non si conosce appieno, si resta in attesa di quanto potrà emergere dal giusto e necessario prosieguo delle attività investigative da parte degli inquirenti, ai quali ribadiamo piena fiducia e sostegno nel loro lavoro teso a svolgere quanto necessario in tempi brevi».

 

«Al netto di ciò, la gravità degli intrecci e delle connessioni distorte tra interessi diversi, che spaziano dalle istituzioni all’economia, nonché lo spessore dei soggetti interessati sottoposti a gravi misure cautelari, tra i quali Francesco Berna che ho avuto modo di conoscere nel corso dei rispettivi impegni negli Organismi associativi locali e nazionali e per il quale posso rappresentare un impegno corretto ed attento in direzione del sostegno alle imprese ed all’economia, impongono riflessioni profonde con successive e conseguenti determinazioni».

«Il libero mercato non può essere battaglia di pochi»

«Quella della definitiva affermazione dei principi della legalità in tutti gli ambiti ed i settori - continua il presidente regionale degli industriali Mazzuca - da quelli sensibili legati alla pubblica amministrazione a quelli che afferiscono alla libertà di fare impresa in un libero mercato retto dalle regole della competitività e della libera concorrenza, non può essere una battaglia di pochi. Serve bloccare i possibili flussi di quella linfa vitale di cui si nutre la criminalità organizzata che è costituita da relazioni improprie che spesso sfociano in collusione con pezzi importanti della società civile. Un cancro sempre più pervasivo che rischia di produrre metastasi in gangli importanti delle istituzioni fino al punto da poter mettere in pericolo la tenuta stessa del Paese».

 

«Ecco perché - sottolinea Natale Mazzuca - questa deve essere una battaglia di tutti. Da una parte il bene, dall’altra tutto ciò che costituisce e rappresenta il male. Da una parte la maggioranza dei cittadini onesti e dediti al bene comune, dall’altra una minoranza che, se non adeguatamente contrastata, giorno dopo giorno mina nelle fondamenta la democrazia e la libertà. Dobbiamo ritrovare il senso del bene comune, ciascuno per la propria competenza, la propria attività, il rispettivo livello di responsabilità. Occorre schierarsi in prima fila per vincere una guerra difficile ma non impossibile».

 

«Nessuno può sentirsi escluso - incalza Mazzuca  - o in maniera fatalistica girarsi dall’altra parte, in gioco c’è il futuro dei nostri figli. Occorre fare quadrato a difesa dei valori fondanti la civiltà, la democrazia, il vivere civile, la capacità di produrre ricchezza endogena senza timori o sudditanze. L’onestà e la correttezza dei comportamenti deve tornare ad essere un valore sociale condiviso. Serviranno azioni articolate fatte di procedure trasparenti ed impermeabili ad interventi discrezionali, di qualunque natura essi siano ».

 

In conclusione, per il Presidente di Unindustria Calabria, «occorre dare vita ad una stagione straordinaria di una Calabria che sappia riscoprire il senso di fare squadra per vincere insieme la stessa partita dell’affermazione della giustizia in senso pieno e lo stesso campionato della crescita dell’economia, condizioni necessarie per restituire speranza ai giovani e certezza a quanti hanno desiderio di continuare ad investire ed operare nella certezza del diritto».

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