Leonardo Trento, il politico che in Germania lavorava con l’associazione dell’inchiesta Stige

L’ex assessore provinciale di Cosenza ai tempi di Mario Oliverio, figlio del defunto Rocco, consigliere e assessore regionale socialista negli anni '80, collaborava con l’organizzazione dei ristoratori italiani che commercializzava i prodotti forniti dalla cosca Farao-Marincola. A confermarcelo uno dei cofondatori dell’organismo che opera nella città tedesca di Offenbach

di Pasquale Motta
venerdì 19 luglio 2019
21:23
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La storia che vi stiamo per raccontare è una di quelle nelle quali ci s’imbatte per caso, grazie anche al supporto dei social, conseguenza della natura di noi cronisti e cioè essere, “ficcanaso”. Il teatro è l’alto Ionio cosentino esattamente Cariati. Il politico è noto nell’area e ha un cognome blasonato, si chiama Leonardo Trento, figlio del defunto Rocco, socialista, consigliere regionale e assessore negli anni '80. Leonardo Trento, per un periodo è stato assessore provinciale di Cosenza nella giunta guidata dall’attuale presidente della Regione, Mario Oliverio.

Il post su facebook

È il 28 aprile di quest’anno, Leonardo Trento posta sul proprio profilo una locandina di uno storico e famoso film che aveva protagonista il grande Totò: “la Banda degli onesti” corredato da due emoticon dal pianto ironico. E fin qui niente di particolarmente strano. Ad un certo punto irrompe sulla scena un commento piuttosto pesante di un certo Crist Amodeo il quale afferma: “Il primo a vergognarsi dovresti essere proprio tu signor Leonardo Trento. Sei un buono a nulla, tutto fumo e niente arrosto. Vieni a mettere a posto i problemi che hai lasciato ad Offenbach e a risarcire i debiti che hai lasciato che ammontano a 40 mila euro e che li ho pagati tutti io. Sentenza del Tribunale di Offenbach. Al più presto me li vengo a prendere, io non vivo di vitalizio come te e la tua famiglia sei uomo di m…. a presto”. Ce n’è abbastanza per suscitare la curiosità di un cronista.

 

Un politico, un debito, la Germania e in particola la città di Offenbach. Un mix particolare e, anche qualche cosa che richiama a vicende delle quali abbiamo letto da qualche parte ma che sul momento non riusciamo a focalizzare. La sequenza dei commenti del sig. Crist Amodeo non si ferma e prosegue: “ti dovresti vergognare – rincara Amodeo- illusionista della politica, nella tua vecchia gestione comunale è rimasto un debito da dare al villaggio da Mario di 3500 euro, non glieli hai mai dati e fai pure il moralista del cazzo, vergognati tu e la tua famiglia”. Tali commenti, devono essere apparsi allo stesso Leonardo Trento estremamente sconvenienti se ad un certo punto decide di eliminarli, lo si comprende dal commento che una certa Andrea Antonella Forciniti che si qualifica come nipote di Crist Amodeo: “che fine ha fatto il commento di mio zio??? I commenti negativi non piacciono????”.

La sfilza di questi commenti, per certi aspetti inquietanti, ci hanno indotto ad approfondire giornalisticamente la vicenda. Fatta qualche verifica si è aperto davanti a noi un mondo, a partire dal commentatore Crist Amodeo. Acquisite alcune informazioni, apprendiamo che il tagliente commentatore è Cristoforo Amodeo, originario di Mandatoriccio, ristoratore in Germania, esattamente  ad Offenbach. Il signor Cristoforo Amodeo, seppur non indagato, è citato nelle carte dell’operazione Stige, che nel gennaio del 2108 portò all’arresto di 169 persone. Tra gli arrestati dell'indagine coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Catanzaro anche cui due sindaci della provincia di Crotone, numerose persone in diverse regioni italiane e in Germania. Al centro dell'inchiesta le attività criminali della cosca Farao-Marincola. Sono stati anche sequestrati beni per oltre 50 milioni di euro complessivi. L'operazione Stige ha documentato l'infiltrazione mafiosa in diversi settori economici e imprenditoriali, sia in Italia che all'estero, circostanza che ha consentito alla cosca di strutturarsi come una vera a propria "holding criminale" capace di gestire affari per milioni di euro.

L'inchiesta

Il passaggio nelle carte dell’inchiesta nel quale è citato il signor Amodeo, riguarda una'associazione di ristoratori italiani in Germania, scrivono gli inquirenti: “Gli accertamenti esperiti dalla Polizia di Offenbach, coordinata dal LKA di Wiesbaden (Assia) accertava che l’“A.R.M.I.G. e V.” aveva la sua sede legale in Frankfurter Str. 96 - 63067 Offenbach, dove era stata regolarmente registrata. Questa associazione, secondo quanto esposto nello statuto, che può essere visionato alla homepage con indirizzo www.armig.de, era stata fondata allo scopo di sostenere e diffondere la cultura della cucina calabrese. A partire dal 16/09/2013, alla luce delle risultanze investigative sopra riassunte, la Polizia di Offenbach, in forza della già menzionata rogatoria, avviava attività intercettiva sul conto delle utenze telefoniche di LAVORATO Mario, LAVORATO Luigi e AMODEO Cristoforo. Tali attività venivano riscontrate, integrate ed amplificate da mirati servizi di O.C.P..

Le attività tecniche consentivano inoltre di verificare che, proprio per il tramite dell’associazione A.R.M.I.G. e V., il cui gestore di fatto veniva individuato in LAVORATO Mario, si era favorita la distribuzione e commercializzazione all’estero del prodotto vinicolo della Cantina di MALENA Pasquale nonché degli altri prodotti riconducibili ad attività commerciali di soggetti affiliati alla ‘ndrangheta di Cirò. I canali distributivi della citata associazione sono stati impiegati dalla famiglia “FARAO”, quale supporto idoneo a consentire alle stesse imprese ‘ndranghetiste, non solo di esportare il loro prodotto da commercializzare in Germania, ma anche di creare una struttura logistica composta da sede, attrezzature e veicoli, che consentivano, agli stessi affiliati, di insediarsi sul territorio tedesco. La presenza di LAVORATO Mario in Germania veniva però percepita come “pericolosa” da parte di altri membri della cosca perché aveva trascorsi criminali e legami (ormai noti alle forze dell’ordine) con la criminalità organizzata cirotana”.

I rapporti tra Trento e Amodeo

Acquisite queste informazioni, è lecito chiedersi che c’entra Leonardo Trento, politico di Cariati, già assessore provinciale di Mario Oliverio e aspirante sindaco sconfitto con i ristoratori italiani in Germania e, soprattutto, che c’entra con A.R.M.I.G. e V., fondata da Cristoforo Amodeo, il quale non è indagato nell’operazione Stige ma, invece, risulta indagato e arrestato, il co-fondatore dell’associazione in questione Mario Lavorato? Abbiamo così deciso di contattare il signor Cristoforo in Germania, il quale alle nostre domande ha risposto come un fiume in piena. «Subito dopo che Leonardo Trento venne scaricato dalla Giunta provinciale di Oliverio, ho invitato Trento a venire a lavorare nella mia associazione di Ristoratori in Germania per renderla più professionale e per fungere da rappresentante delle aziende italiane. L'ho introdotto io nel sistema e nelle relazioni istituzionali qui in Germania – ha esordito Cristoforo Amodeo, rispondendo alle nostra domanda - gli ho trovato anche l’appartamento dove risiedeva in Germania, del quale mi deve ancora alcune mensilità».

 

Insomma a gennaio del 2018 le cose sembravano messe molto bene, Leonardo Trento e Cristoforo Amodeo firmano anche un contratto per avviare un locale. Ad aprile però, Trento scende in Calabria per candidarsi a sindaco a Cariati e sfidare la Filomena Greco, eletta sindaco nel 2016 e defenestrata dopo solo due anni. A questo punto, si rende  necessario fare una parentesi riepilogativa della situazione politico amministrativa di Cariati. Leonardo Trento,  almeno fino al 2016, era stato tra le persone più influenti del comune della comunità cariatese. Il 2016 però, cambiano gli equilibri politici della città. La lista “L’Alternativa” guidata da Filomena Greco, sbaraglia le altre e conquista il primo scranno del comune di Cariati. Filomena Greco, è anch’essa un nome pesante, la sua famiglia, è un storico casato della cittadina con interessi in agricoltura e negli ultimi anni anche nella sanità. Dopo circa due anni Filomena Greco viene disarcionata dalla sua stessa maggioranza e nel 2018 si torna alle urne. Leonardo Trento, questa volta decide di sfidare direttamente Filomena Greco, ma l’esito elettorale è disastroso, l’ex sindaca vince sul suo avversario con circa 700 voti di scarto e ridiventa primo cittadino. E fin qui la sintesi della storia politica di circa un lustro.

Ma ritorniamo al signor Cristoforo Amodeo e ai rapporti di Leonardo Trento con l’associazione dei Ristoratori Italiani in Germania l’ A.R.M.I.G. e V.,  considerata dagli inquirenti dell’operazione Stige, il soggetto di riferimento per commercializzare i prodotti della cosca Farao-Marincola in terra tedesca. Trento, dopo aver stipulato il contratto per l’avvio di un locale a  Offenbach, sparisce, ritorna a Cariati e lascia sul groppone di Cristoforo Amodeo la cifra di 40mila euro di spese che, il Cristoforo, è costretto a pagare in qualità di garante, dopo una sentenza del Tribunale della città tedesca. Secondo quanto dichiarato ai nostri microfoni, nei mesi successivi, Cristoforo Amodeo, prova a rintracciarlo in tutti i modi, ma ogni tentativo si rivela vano.

 

Il colloquio telefonico  con il signor Cristoforo Amodeo, dunque, conferma che Leonardo Trento aveva lavorato per l’associazione dei ristoratori citata nell’inchiesta Stige. In qualche modo, la nostra ricostruzione risponde ad una indiscrezione di stampa, venuta fuori qualche giorno fa, secondo la quale ci sarebbe stato anche il nome di un politico coinvolto nella vendita del “vino della cosca” in Germania. A questo punto ci chiediamo: questo nome potrebbe essere quello di Leonardo Trento? Per ironia della sorte, tutto nasce da un post moralistico dello stesso Trento, il quale postando la locandina del film “La banda degli onesti”, intendeva sbeffeggiare i suoi avversari e in particolare il sindaco Filomena Greco. Basta mettere i sequenza un po’ di date e si spiega il perché. Il 27 marzo di quest’anno, l’amministrazione di Filomena Greco, viene investita da un bufera giudiziaria condotta dalla Procura di Castrovillari. Il 19 aprile, il Tribunale del Riesame pur confermando l’impianto accusatorio della Procura  rimodula le misure cautelari, revocando gli arresti domiciliari a tutti gli indagati e trasformandola in divieto di dimora. L’ultimo pronunciamento della Suprema corte della Cassazione di qualche giorno fa, dissequestrando il fabbricato oggetto dell’inchiesta ha comunque ridimensionato tutto l’impianto accusatorio. Leonardo Trento, postando quella locandina si compiaceva moralisticamente delle disavventure giudiziarie dei suoi avversari, solo che il commento velenoso del signor Cristoforo Amodeo, ha confermato quanto fosse vera una vecchia massima di Oscar Wilde, : “Un uomo che moraleggia è di solito un ipocrita, una donna che moraleggia è inevitabilmente brutta”.

 

Pasquale Motta

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Pasquale Motta
Giornalista
A questa noiosa e ipocrita lagna del clero, sulla famiglia, rispondo con una citazione di Ronald David Laing, un noto psichiatra inglese:”La famiglia si può immaginare come una ragnatela, un fiore, una tomba, una prigione, un castello.” Da dirigente comunista e diessino, sono stato un fedele soldato del Politìchesckij Bjurò ora da democratico, nell’era del “pensiero leggero”, sono un anarchico, controcorrente e provocatore. Mi stanno sulle balle,  i pomposi intellettuali post-comunisti, peggio se, con la puzza sotto il naso. Sono freddo e passionale, rosso e nero. Non mi fido delle tonache; nere, rosse, giudiziarie o clericali. Bigotti, puritani e moralisti li darei volentieri in pasto al “gorilla” di De Andrè, ai razzisti  farei fare un’esperienza in quei campi con la scritta: “il lavoro rende liberi”. Presuntuoso? Può darsi! Rompicoglioni! Certo! Se parlo, conosco, se non conosco, sto zitto! Per dirla come  Theodor W. Adorno:  “La libertà non sta nello scegliere tra bianco e nero, ma nel sottrarsi a questa scelta prescritta. Amo questa frase di Vittorio Foa: “il sogno può accompaganre la vita ma non deve determinarla. Quando scegli non devi sognare, tu sei responsabile”. Caratterialmente mi si addice questa citazione frase di  Winston Leonard Spencer Churchill: “Combatteremo sulle spiagge, combatteremo sui luoghi di sbarco, nei campii nelle strade e nelle montagne. Non ci arrende­remo mai…”
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