Intimidazioni nel Vibonese, aziende nel mirino ma gli imprenditori non mollano

VIDEO | Ai nostri microfoni, l’imprenditore Pino Callipo ricorda la scia di attentati del passato e assicura: «Neanche questa volta ci piegheremo». Gli fa eco Confindistria che annuncia una nuova reazione ai clan

di Agostino Pantano
13 settembre 2019
13:23
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Le aziende insediate nella zona industriale di Maierato rimangono nel mirino, ma gli imprenditori colpiti reagiscono e, senza sottovalutare gli attacchi, inneggiano alla collaborazione con le forze dell’ordine e a proseguire gli investimenti.

Giuseppe Callipo, patron del gruppo di famiglia che nel sabato nero ha subito la doppia visita dei postini del racket – in due sue aziende sono stati ritrovati bottiglie con liquido infiammabile e cartucce – non ha dubbi: “Non è il primo attentato che subiamo e mai come in questo momento è più alta che mai la fiducia in chi indaga”. Gli fa eco il presidente degli industriali vibonesi, Rocco Colacchio, che annuncia “azioni concrete” di sostegno visto che le intimidazioni subite dalle due società che operano nel ciclo siderurgico si inquadrano in una escalation che nella stessa zona industriale ha visto prese di mira altre aziende che operano nel settore dei rifiuti. Rimane alta l’attenzione delle forze dell’ordine, sugli ultimi fatti indagano i carabinieri, e in tanti sospettano che le azioni criminali possano essere conseguenza delle fibrillazioni nei clan, in conseguenza degli arresti che hanno decapitato il clan Bonavota che da Sant’Onofrio spadroneggia fino a Maierato.  

 

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Agostino Pantano
Giornalista
Agostino Pantano, giornalista professionista, 43 anni, vive a San Ferdinando. È stato corrispondente dei quotidiani Gazzetta del Sud e Il Domani della Calabria. Dal 2006 al 2010 ha diretto la redazione di Gioia Tauro di Calabria Ora. Con altri colleghi, usciti dal giornale per contestare la linea editoriale, ha fondato Il Corriere della Calabria, un periodico e un sito on line per cui ha lavorato come redattore. Ha collaborato con Le Cronache del Garantista e L’Unità. Ha diretto il mensile A Sinistra e la Web Tv Pianainforma.   Dal 2010 al luglio 2016 è stato al centro di un caso giudiziario tra i più gravi nella storia del giornalismo italiano: processato due volte per la sua inchiesta sullo scioglimento per mafia del consiglio comunale di Taurianova, e in un caso per il reato di “ricettazione di notizie”, è stato assolto in entrambe le occasioni.   È componente del Consiglio nazionale dell’Unci (Unione nazionale cronisti italiani). È iscritto all’associazione “Articolo 21”. E’ laureato in Scienze Politiche con una tesi sulla storia del V° Centro siderurgico di Gioia Tauro.
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