Centauro a terra dopo incidente, l'ambulanza arriva dopo più di mezz'ora

È accaduto a Praia a Mare. La prima telefonata al 118 risulta alle 19:28, ma i sanitari giungono in ritardo nonostante il servizio di emergenza/urgenza sia ospitato a circa due chilomentri di distanza

di Francesca  Lagatta
giovedì 27 settembre 2018
20:49
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Sono quasi le 19:30 quando un giovane centauro a bordo del suo motocross di piccola cilindrata, per evitare l'impatto con un'auto scivola e cade rovinosamente sull'asfalto nei pressi della rotonda che a Praia a Mare separa via dei Mercanti da via San Paolo. 

 

L'impatto non è violento ma il giovane è immobile a terra e lamenta un forte dolore alla gamba, probabilmente per via di un colpo alla caviglia. I presenti allertano subito i soccorsi. La prima chiamata al 118 risulta alle 19:28 e in teoria l'ambulanza dovrebbe arrivare in una manciata di minuti. Fino al prossimo primo ottobre il servizio di emergenza/urgenza è ospitato al primo piano dell'ospedale di Praia a Mare, che dal luogo dell'incidente dista appena un paio di chilometri. Ma dall'altro capo del telefono avvisano che le ambulanze non sono disponibili perché impegnate in altri soccorsi. Probabilmente, dicono, arriverà una ambulanza proveniente dalla clinica Tricarico di Belvedere, una quarantina di chilometri più in là. 

 

Il giovane è ancora a terra, i minuti passano e la temperatura sta diventando gelida. Nessuno sa ancora se il malcapitato ha traumi in altre parti del corpo e amici e parenti cominciano ad agitarsi. I telefonini continuano incessantemente a chiedere aiuto ma contro la sanità cosentina è quasi sempre una battaglia persa. L'ambulanza finalmente arriva, 38 minuti dopo la prima chiamata. Per fortuna il giovane centauro ha riportato solo un danno alla gamba e se la caverà, nonostante il grande spavento, ma se i danni riportati fossero stati più gravi probabilmente a quest'ora staremmo raccontando l'ennesima tragica storia di malasanità calabrese.

Ai 38 minuti dell'attesa per una ambulanza, infatti, vanno ad aggiungersi i minuti che in caso di codice rosso si impiegano per raggiungere il pronto soccorso attrezzato più vicino, che si trova a Belvedere appunto, e non a Praia a Mare come vorrebbero far credere la politica scellerata e un'insegna bugiarda.

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Francesca  Lagatta
Giornalista
Francesca Lagatta è nata a Praia a Mare l’11 aprile del 1985. Dopo molteplici esperienze con la stampa locale, nel 2011 approda dapprima ad Hi Tech Paper del giornalista Leonardo Lasala, poi ad Alganews, il quotidiano on line diretto dal giornalista Rai Lucio Giordano. È in questo periodo che si forma come giornalista di inchiesta. Nel 2014 è nella redazione calabrese di Notìa, poi è la volta de L’Ora siamo Noi, La Provincia di Cosenza e una piccola parentesi televisiva nel programma Perfidia, al fianco della giornalista Antonella Grippo. Scrive ancora per Identità Insorgenti, L’Ora di Palermo, Echi dal Golfo, Diogene Moderno. Nel 2015 sottoscrive un contratto con l’agenzia Kika Media Press, scrive di cronaca su La Spia Press e di inchiesta su La Spia, il portale del giornalista Paolo Borrometi. Successivamente diventa inviata e addetta di Rete L’Abuso, il più grande osservatorio nazionale di crimini commessi in ambienti clericali, collabora per un breve periodo per Radio Siani e poi viene ingaggiata come corrispondente per Cronache delle Calabrie, diretto da Paolo Guzzanti. Nel giugno del 2017 fonda una agenzia pubblicitaria, la Famnews & Com, e diventa direttrice responsabile della nuova testata giornalistica calabrese di inchiesta La Lince. A gennaio 2018 i suoi articoli vengono pubblicati sul settimanale statunitense Harbor News, mentre qualche mese più tardi è il giornale italo canadese Grandangolare ad annoverarla tra i suoi collaboratori. Sulle riviste nazionali ha firmato per i settimanali Cronaca in diretta e Tutto. Dall’agosto del 2018 è corrispondente per LaC News24.   Dal luglio del 2017 compare nell’elenco nazionale dei giornalisti minacciati stilato dall’autorevole sito Ossigeno per L’informazione. Nella sua breve carriera ha già ricevuto cinque premi per le sue inchieste giornalistiche, assegnati da tre diverse regioni del sud Italia: Sicilia, Calabria e Basilicata. Si occupa in prevalenza di 'ndrangheta, sanità, massoneria, politica, pedofilia e corruzione, ma il suo tarlo è la denuncia sociale.

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