L'ultimo saluto a Donatella Fortugno, uccisa in auto nel torrente Gallico (VIDEO)

Esequie nella chiesa della frazione Vito di Reggio Calabria, dove la vittima abitava con la sua famiglia. Tanti amici e parenti a renderle omaggio

di Consolato Minniti
25 marzo 2018
22:27
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Silenzio. Solo un interminabile silenzio. Così il feretro di Donatella Fortugno è giunto sino alla Chiesa di San Nicola di Bari, nella frazione Vito di Reggio Calabria, nel pomeriggio di ieri. La donna, uccisa venerdì 16 marzo, nei pressi del torrente Gallico mentre si trovava con Demetrio Lo Giudice, ha così ricevuto l'ultimo saluto, dopo che, sul suo corpo, sono stati effettuati gli esami autoptici ed il magistrato ha concesso di poter celebrare i funerali. 

 

Sul sagrato della Chiesa, ad attendere la salma, c'era la sua famiglia, con in testa il marito ed il parroco. Tanti, tantissimi sportivi perché la famiglia di Donatella è fatta di persone che vivono di sport. E poi gente comune, parenti, amici, conoscenti. Volti rigati dal pianto, occhi gonfi di lacrime, dolore e rabbia per la fine terribile che la donna ha fatto in una sera di fine inverno. Chi ha premuto il grilletto è ancora libero, ma le indagini sono frenetiche. Ieri, tuttavia, era solo il momento dell'intimità e del dolore. Ci sarà tempo per approfondire e comprendere chi e perché abbia compiuto quel maledetto atto di sangue. Nella piazzetta della chiesa di San Nicola, a pochi passi dall'abitazione della famiglia di Donatella, invece, c'era soltanto chi le voleva bene ed ha voluto percorrere insieme a lei gli ultimi passi prima della definitiva sepoltura. 

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Consolato Minniti
Giornalista
Consolato Minniti nasce a Reggio Calabria nel 1983. Sin da bambino mostra la sua passione per il giornalismo, rubando la macchina da scrivere alla mamma, per passare intere ore a imprimere sui fogli bianchi i suoi primi articoli “a colonne”.   La seconda guerra di ‘ndrangheta, vissuta negli anni dell’infanzia, lo porta a confrontarsi sin da subito con la piaga della criminalità organizzata. Durante uno dei tanti agguati, riesce a portarsi in salvo appena in tempo con la sua famiglia, prima che la scarica di piombo finisca una delle vittime predestinate, proprio davanti all’uscio di casa sua. È per questo che le letture approdano presto ai quotidiani locali e nazionali.   Inizia a collaborare a 19 anni con “Il Domani”, ma è nel 2006 che avvia la sua prima vera esperienza giornalistica di livello con il quotidiano “Calabria ora”. Dapprima collaboratore per la città di Reggio Calabria, un anno dopo diviene redattore ordinario e avvia il percorso che lo vede protagonista sino ad oggi, ossia quello riguardante la cronaca nera e giudiziaria. È quello il settore al quale decide di dedicarsi, consapevole del fondamentale ruolo giocato dal giornalismo d’inchiesta nel contrasto alla ‘ndrangheta.   Nel 2012 viene nominato caposervizio della redazione di Reggio per “Calabria ora”, ruolo che conserva sino alla chiusura del quotidiano nel frattempo divenuto “L’Ora della Calabria”. Nel 2014 approda al “Garantista”, sempre con la qualifica di caposervizio. Collabora con testate nazionali quali “L’Espresso” e “L’Avvenire”.
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