Escalation criminale nel Crotonese, nel mirino ancora un allevatore: uccisi cinque cavalli

VIDEO | Il 22 dicembre scorso tra San Nicola dell’Alto e Carfizzi sono stati freddati padre e figlio. Allevatore era anche Massimo Vona scomparso da Petilia Policastro e molto probabilmente vittima di lupara bianca

di Pietro Comito
giovedì 3 gennaio 2019
11:03
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Roccabernarda, dopo San Nicola dell’Alto, dopo Petilia Policastro. Non conosce pace il Crotonese, alle prese – come emerso dall’indagine “Tisifone”, l’ultima messa a segno dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro – con un incandescente processo di riorganizzazione tra le cosche, dopo i maxiblitz Jonny e Stige che hanno messo in ginocchio i giganti del crimine organizzato nella terra di Pitagora.


L’ultimo brutale episodio si è consumato proprio a Natale ma è stato portato all’attenzione dell’opinione pubblica solo stamani dalla Gazzetta del Sud: cinque cavalli sono stati uccisi a colpi di fucile caricati a pallettoni. Pascolavano in località Filettino di Roccabarnarda, nel recinto dell’azienda di cui è titolare il trentatreenne Giovanni Rosa. Un altro allevatore nel mirino. Allevatori erano anche Francesco e Saverio Raffa, padre e figlio assassinati tra San Nicola dell’Alto e Carfizzi il 22 dicembre. Lo era anche Massimo Vona, scomparso da Petilia Policastro. Tre comuni nel cuore della provincia crotonese nella quale l’attenzione della Direzione distrettuale antimafia e delle forze dell’ordine si mantiene altissima.


Roccabernarda, in particolare, era stata interessata dall’importante blitz antimafia denominato “Trigarium” che ha ricostruito l’ascesa di Antonio Santo Bagnato e del suo clan, dominus di un locale di ‘ndrangheta fino ad allora sconosciuto, le cui sorti sono strettamente correlate alle dinamiche criminali della vicina Petilia. Gli arresti che però non hanno fermato la violenza, come testimoniano l’attentato incendiario alla lavanderia della moglie di Francesco Coco, l’ex carabiniere, consigliere comunale, già oggetto di minacce sul web, e da sempre strenuo difensore della legalità. Apice di una recrudescenza criminale che non conosce tregua.

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Pietro Comito
Giornalista
Pietro Comito, che ha iniziato la propria carriera professionale a Rete Kalabria e Radio Onda Verde, è stato redattore del Quotidiano della Calabria dal 2002 al 2005, quindi dal 2006 al 2012 caposervizio di Calabria Ora, dove ha guidato le redazioni di Vibo Valentia, Reggio Calabria, Gioia Tauro, Siderno e Catanzaro. Dal 2012 al 2014 è stato nuovamente in servizio al Quotidiano, dove ha guidato, nella veste di caposervizio, la redazione di Vibo Valentia. Nel 2011 ha ritirato il Premio Agenda Rossa conferito ai giornalisti minacciati dalla 'ndrangheta. Sempre nel 2011 è stato insignito del Premio Paolo Borsellino. Ha pubblicato per la Newton Compton e per la Città del Sole Edizioni ed ha collaborato alla realizzazione del Dizionario enciclopedico delle mafie redatto da Castelvecchi Editore. Esperto di cronaca nera e giudiziaria, negli ultimi anni è stato tra i giornalisti calabresi più esposti nell'informazione sulla criminalità organizzata.

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