Episodio agghiacciante nell’inchiesta della Dda di Palermo sullo smercio tra Reggio e la Sicilia: la vittima fu rapita a Gallico e minacciata di morte
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Nel corso delle indagini coordinate dalla Dda di Palermo che hanno portato a 25 arresti (tra cui 3 calabresi) alla scoperta di due organizzazioni criminali che spacciavano droga è stato ricostruito un episodio che testimonia il giro dei soldi incassati dalle bande e la loro violenza. A giugno del 2022 Pasquale Cianella, uno degli indagati calabresi, si presentò ai carabinieri di Villabate (Palermo) dicendo di essere stato rapinato del furgone in via Massina Marine da tre uomini che gli avevano portato via 500 euro. Il furgone fu poi trovato bruciato a Misilmeri. Gli inquirenti capirono che il racconto non era credibile.
Le immagini di videosorveglianza smentivano, infatti, la denuncia. La rapina sarebbe stata una messinscena per giustificare un ammanco di 180mila euro che l'uomo avrebbe dovuto dare a due calabresi come prezzo per l'acquisto della droga.
Il mese successivo Cianella fu rapito a Gallico, in provincia di Reggio Calabria, e portato in un terreno dove ad attenderlo c'erano i suoi creditori, anche loro oggi coinvolti nel blitz, Manuel Monorchio e Mariano Domenico Corso. Volevano i 180mila euro spariti. Come vendetta a Cianella, tenuto legato in una stalla fu mozzata con una accetta la falange del mignolo. I due lo minacciarono anche di ucciderlo e di darlo in pasto ai maiali. Dopo il taglio del dito, la vittima riuscì a liberarsi dal bavaglio e iniziò ad urlare. Una donna chiamò le forze dell'ordine. Agli agenti Cianella non riferì mai del rapimento.