Dissesto a Cosenza, Katya Gentile: «Impegni di spesa di dubbia legittimità»

L’ex vicesindaco della città bruzia commenta la situazione di deficit economico del municipio: «Nove anni di dissennata amministrazione. Altro che debiti degli altri, i numeri sono numeri»

di Redazione
28 ottobre 2019
09:45
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«L'albo pretorio del Comune di Cosenza è tornato on line ed io che ero stata interrotta un paio di sere fa da un bug, che non mi permetteva più di ricaricare la pagina, che ti trovo? Un quadro complessivo che rievoca l'assalto all'ultima diligenza». Esordisce così in una nota Katya Gentile, già vicesindaco di Cosenza. «Tra le varie determine, di dubbia legittimità - continua - con cui regolarizzano impegni ed effettuano liquidazioni per lavori di progettazione, direzione lavori, supporti al rup e le stesse retribuzioni di risultato dei dirigenti, per l'anno 2017, appare lei, la numero 2834 del 17/10/2019, che ha un impegno di spesa di 46.970 euro, per lavori eseguiti, pare, un anno e mezzo prima».

 

«Si legge testualmente nella determina "il quale prevede le operazioni di manovra fino a fine giugno 2018". Delle due, l'una: è un refuso, quello del periodo indicato in un unico punto della determina, o è un impegno di spesa assunto a lavori già effettuati da un pezzo? Effettivamente, i monitoraggi e le manovre sono stati eseguiti, e continuano ad esserlo (e noi cosentini, in quanto a disagi, ce ne siamo accorti quasi tutti), ma il dirigente Converso ha dimenticato giusto una quisquilia: di impegnare le somme necessarie prima dei lavori, per come prevede la legge». «Deve essere un vizietto, il suo - prosegue la Gentile - poichè, andando a memoria, ricordo di avergli contestato almeno un'altra volta, un paio di anni fa, le stesse irregolarità, relativamente alle luminarie di Natale. Si legge sempre nello stesso atto, alla prima pagina, "con precedente determinazione numero 2767 del 18/12/2017 sono stati affidati all'impresa [...] le operazioni di manovra parziali dei serbatoi di [...]" .È vero che il problema della penuria d'acqua, di atavica afflizione, si è ulteriormente aggravato durante questi quasi 9 anni di dissennata ammistrazione, a dimostrazione che al peggio non c'è mai fine, ed è altrettanto vero che quelle stesse operazioni di manovra procedono ininterrottamente dal settembre 2017 a tutt'oggi, ed esistono varie determine che lo confermano».

 

«Tornando allo stesso atto, possiamo leggere "trattandosi di lavori di importo complessivo inferiore a 40.000 euro, l'amministrazione comunale può procedere con l'affidamento diretto mediante cottimo fiduciario [...] a soggetti di propria fiducia [...]". Così - incalza l’ex vice sindaco - stando ai dati, ho provato a fare un rapido calcolo partendo proprio dal 2017, continuativamente, fino ad oggi. E facendo una media di 40.000 euro (ci sono determine con importi di poco inferiori) ogni due mesi, moltiplicato sei, fa circa 240.000 euro all'anno e circa 480.000 euro ogni due. Ops! E com'è possibile? Non sarebbero più affidamenti sottosoglia? In Italia lo chiamano frazionamento, ma a queste latitudini è una pratica utilizzata frequentemente per eludere la legge, che tutti hanno "dimenticato" di rilevare e contestare per troppi anni, compresi i preposti al controllo, a tutti i livelli. Sono certa che dirigente e sindaco cadrebbero ancora una volta dal pero, smarriti».

 

«Come troppo spesso è accaduto durante l'amministrazione Occhiuto, una soluzione che era nata come sperimentale e che tra l'altro, è il caso di dire, fa acqua da tutte le parti, è diventata definitiva, nonostante fosse irregolare, altamente dispendiosa ed antieconomica per l'Ente e non portasse ad essere neanche lontanamente vicini alla risoluzione del problema, tutt'altro! In questo caso, infatti, si sono moltiplicate le perdite idriche, per effetto dei continui cambi di pressione su una rete per lo più vetusta e complicata, sono addirittura sprofondati pezzi di strada, ma, soprattutto, l'erogazione del bene prezioso è diminuita notevolmente, a scapito dei cittadini, in zone della città che non avevano mai sofferto prima la carenza d'acqua, come via Popilia. Anche il Tribunale delle acque - incalza la Gentile - nei giorni scorsi ha stabilito in una sentenza che la colpa della dispersione idrica non può essere attribuita a Sorical, bensì, allo stato della rete di distribuzione comunale, che arriva a disperdere circa il 70% delle risorse idriche».

 

«Contemporaneamente, come se non bastasse, in tutti questi anni, gli stessi dirigenti preposti, insieme al sindaco che li ha incaricati, e che rimane il primo responsabile dell'ente, hanno dimenticato di preoccuparsi di onorare i pagamenti maturati per le risorse idriche erogate dalla Sorical, sebbene abbiano continuato ad incassare le relative tasse dai cittadini. In vero, il debito verso Sorical è salito da circa euro 9.000.000 ereditati al 2011, di cui ho memoria io stessa, ad euro 19.000.000 nel 2019.

 

«Questo esempio - conclude Katya Gentile - rappresenta la semplice cartina al tornasole di come siano riusciti, indisturbati negli anni, a conquistare il traguardo della maglia nera del dissesto, per la prima volta nella storia del Comune di Cosenza. Altro che debiti degli altri, i numeri sono numeri. Non fatevi infinocchiare, calabresi!»

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