Diamante, il sindaco “malato di Juve”: «Rimandai il matrimonio per una partita»

VIDEO | Il primo cittadino, finito nelle polemiche perché sabato scorso aveva abbandonato un convegno per il match Juventus-Genoa, rincara la dose: «Quando gioca la mia squadra devo vederla, non riesco a seguire nient'altro»

di Francesca  Lagatta
giovedì 25 ottobre 2018
15:27
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È arrivato nella sala dei convegni della casa comunale a Cirella, frazione di Diamante, poco prima delle 17:30, dove sabato scorso, di lì a poco, la Fondazione Michele Scarponi avrebbe tenuto un dibattito sulla sicurezza stradale. Poi ha preso il microfono in mano, ha portato ai presenti il saluto dell'amministrazione comunale e dopo i brevi convenevoli si è congedato: «Devo andare via, sta per cominciare la partita della Juventus». Tanto è bastato al sindaco di Diamante, Gaetano Sollazzo, per finire in una nuova bufera mediatica di quelle che intrigano oltremodo i naviganti della rete.

In men che non si dica, il primo cittadino è finito addirittura sulla stampa nazionale e di conseguenza si è visto recapitare insulti di ogni genere. La colpa sarebbe quella di aver prediletto una partita di pallone a un convegno oggettivamente importante.


L'accusa viene mossa originariamente proprio dalla fondazione nata dopo il tragico incidente costato la vita al campione di ciclismo, Michele Scarponi, che dalla pagina facebook spiega quanto sia stato deludente percorrere 600 chilometri per raggiungere la sede del convegno a Diamante e poi vedersi liquidare dal sindaco dopo una manciata di minuti per via del match di campionato Juventus e Genoa. «Quando cambierà questo paese?», si chiede l'associazione.

La difesa di Sollazzo

«Ho letto con grande simpatia certe dichiarazioni, ma le cose vanno dette nella loro interezza, perché la decontestualizzazione può deviarne il senso». Comincia così, l'arringa del primo cittadino, che prosegue nel suo racconto: «Io avevo avvertito gli organizzatori che avrei fatto il saluto istituzionale e sarei andato via. E' specificato persino nella locandina. Sono andato via ma sapevo bene quanto fosse importante il convegno, per questo ho messo a disposizione la sede municipale di Cirella e tutto l'apparato dei vigili, affinché la manifestazione riuscisse. E proprio perché sapevo di dover abbandonare l'aula, sono andato in compagnia del consigliere Marcello Pascale, da me delegato allo Sport, il quale ha poi preso parte al dibattito in rappresentanza del Comune».

 

Una malattia chiamata Juve

In realtà, più che una difesa, quella del sindaco di Diamante è una candida ammissione di "colpa", rilasciata con il sorriso e senza il benché minimo imbarazzo, conscio, forse, che l'ennesimo scandalo montato ad arte dal web sia meno scandaloso di quanto in effetti possa sembrare.


«Il sottoscritto - dichiara il sindaco ai nostri microfoni - com'è noto è affetto da questa "malattia": quando gioca la Juve ho necessità di vederla»
. Una vera e propria ossessione, quella del primo cittadino, che in passato gli ha fatto rimandare appuntamenti ancora più importanti. «Tempo addietro ho spostato il matrimonio perché giocava la Juve. Che volete? Ognuno ha delle malattie, quando gioca la mia squadra, anche se gioca con i bambini di prima elementare, io devo vederla, perché tanto non riesco a seguire né dibattiti né altre situazioni».


Poi, però, arrivano puntuali le scuse.
 «Non vedo niente di drammatico in quello che è successo ma sento il dovere di chiedere ugualmente scusa, perché in quel momento la Fondazione Michele Scarponi avrà certamente pensato che io abbia sottovalutato il convegno, molto bello e anche ben organizzato. Chiedo scusa a quanti si sono sentiti offesi, ma ripeto, qui l'unico scandalo è la mia "malattia". Se questo è un difetto di un sindaco, beh, io ce l'ho, devo ammetterlo, lo sanno tutti, è la verità».

 

 

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Francesca  Lagatta
Giornalista
Francesca Lagatta è nata a Praia a Mare l’11 aprile del 1985. Dopo molteplici esperienze con la stampa locale, nel 2011 approda dapprima ad Hi Tech Paper del giornalista Leonardo Lasala, poi ad Alganews, il quotidiano on line diretto dal giornalista Rai Lucio Giordano. È in questo periodo che si forma come giornalista di inchiesta. Nel 2014 è nella redazione calabrese di Notìa, poi è la volta de L’Ora siamo Noi, La Provincia di Cosenza e una piccola parentesi televisiva nel programma Perfidia, al fianco della giornalista Antonella Grippo. Scrive ancora per Identità Insorgenti, L’Ora di Palermo, Echi dal Golfo, Diogene Moderno. Nel 2015 sottoscrive un contratto con l’agenzia Kika Media Press, scrive di cronaca su La Spia Press e di inchiesta su La Spia, il portale del giornalista Paolo Borrometi. Successivamente diventa inviata e addetta di Rete L’Abuso, il più grande osservatorio nazionale di crimini commessi in ambienti clericali, collabora per un breve periodo per Radio Siani e poi viene ingaggiata come corrispondente per Cronache delle Calabrie, diretto da Paolo Guzzanti. Nel giugno del 2017 fonda una agenzia pubblicitaria, la Famnews & Com, e diventa direttrice responsabile della nuova testata giornalistica calabrese di inchiesta La Lince. A gennaio 2018 i suoi articoli vengono pubblicati sul settimanale statunitense Harbor News, mentre qualche mese più tardi è il giornale italo canadese Grandangolare ad annoverarla tra i suoi collaboratori. Sulle riviste nazionali ha firmato per i settimanali Cronaca in diretta e Tutto. Dall’agosto del 2018 è corrispondente per LaC News24.   Dal luglio del 2017 compare nell’elenco nazionale dei giornalisti minacciati stilato dall’autorevole sito Ossigeno per L’informazione. Nella sua breve carriera ha già ricevuto cinque premi per le sue inchieste giornalistiche, assegnati da tre diverse regioni del sud Italia: Sicilia, Calabria e Basilicata. Si occupa in prevalenza di 'ndrangheta, sanità, massoneria, politica, pedofilia e corruzione, ma il suo tarlo è la denuncia sociale.
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