Diamante, il comitato dei sindaci invade l'area del porto

Il gruppo ha restituito simbolicamente ai cittadini un’opera fondamentale per il territorio ma non ancora realizzata 

di Francesca  Lagatta
9 agosto 2019
10:22
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Ernesto Magorno insieme ai sindaci del Tirreno cosentino nell’area portuale
Ernesto Magorno insieme ai sindaci del Tirreno cosentino nell’area portuale

I sindaci che una settimana fa hanno costituito il comitato per la realizzazione del porto di Diamante ieri pomeriggio si sono "riappropriati" simbolicamente dell’area dell’approdo indossando le fasce tricolori alla presenza di numerosi cittadini della città costiera. L'area, finora, era di esclusiva proprietà della "Diamante Blu Srl", la società incaricata sin dal 1999 di realizzare l'opera, che però ancora non ha visto la luce. Proprio per questo il sindaco della città, Ernesto Magorno, ha voluto mettere in campo questa pacifica ma eclatante protesta, consistita nell'accedere all'area privata. Riappropriandosi dell'area, potrà dunque "riconsegnarla" ai cittadini e sviluppare un nuovo progetto di realizzazione del porto. Ora si attendono le reazioni dell'imprenditore Graziano Santoro, amministratore unico della società concessionaria dei lavori.

Alla manifestazione erano presenti i quindici sindaci del Tirreno cosentino che hanno dato vita al comitato, coordinato dal sindaco di Santa Maria del Cedro, Ugo Vetere.

La soddisfazione di Magorno

Il sindaco di Diamante, il senatore Ernesto Magorno, ha dichiarato di aver fatto seguito a quanto annunciato al momento della sua elezione, avvenuta lo scorso 8 luglio, e con un’azione eclatante ha inteso restituire ai cittadini l’area di un’opera fondamentale per Diamante e per il territorio. «La grande valenza della collaborazione instauratosi tra i sindaci - è scritto in una nota - è stata sottolineata con forza dal coordinatore del comitato, l'avvocato Ugo Vetere, che ha evidenziato il percorso comune che si è avviato grazie alla costituzione del comitato».

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Francesca  Lagatta
Giornalista
Francesca Lagatta è nata a Praia a Mare l’11 aprile del 1985. Dopo molteplici esperienze con la stampa locale, nel 2011 approda dapprima ad Hi Tech Paper del giornalista Leonardo Lasala, poi ad Alganews, il quotidiano on line diretto dal giornalista Rai Lucio Giordano. È in questo periodo che si forma come giornalista di inchiesta. Nel 2014 è nella redazione calabrese di Notìa, poi è la volta de L’Ora siamo Noi, La Provincia di Cosenza e una piccola parentesi televisiva nel programma Perfidia, al fianco della giornalista Antonella Grippo. Scrive ancora per Identità Insorgenti, L’Ora di Palermo, Echi dal Golfo, Diogene Moderno. Nel 2015 sottoscrive un contratto con l’agenzia Kika Media Press, scrive di cronaca su La Spia Press e di inchiesta su La Spia, il portale del giornalista Paolo Borrometi. Successivamente diventa inviata e addetta di Rete L’Abuso, il più grande osservatorio nazionale di crimini commessi in ambienti clericali, collabora per un breve periodo per Radio Siani e poi viene ingaggiata come corrispondente per Cronache delle Calabrie, diretto da Paolo Guzzanti. Nel giugno del 2017 fonda una agenzia pubblicitaria, la Famnews & Com, e diventa direttrice responsabile della nuova testata giornalistica calabrese di inchiesta La Lince. A gennaio 2018 i suoi articoli vengono pubblicati sul settimanale statunitense Harbor News, mentre qualche mese più tardi è il giornale italo canadese Grandangolare ad annoverarla tra i suoi collaboratori. Sulle riviste nazionali ha firmato per i settimanali Cronaca in diretta e Tutto. Dall’agosto del 2018 è corrispondente per LaC News24.   Dal luglio del 2017 compare nell’elenco nazionale dei giornalisti minacciati stilato dall’autorevole sito Ossigeno per L’informazione. Nella sua breve carriera ha già ricevuto cinque premi per le sue inchieste giornalistiche, assegnati da tre diverse regioni del sud Italia: Sicilia, Calabria e Basilicata. Si occupa in prevalenza di 'ndrangheta, sanità, massoneria, politica, pedofilia e corruzione, ma il suo tarlo è la denuncia sociale.
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