Depuratore di Gioia, il Comune: «La Regione venga a sentire i miasmi»

Nuova protesta dell'amministrazione che chiede una soluzione per lo smaltimento dei fanghi frenato dopo la chiusura del sito di conferimento in Sicilia e la convocazione di un tavolo tecnico

di Redazione
26 ottobre 2019
10:26
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La protesta, questa volta, si consuma a mezzo stampa, a metà tra il senso di impotenza e la rabbia per non essere stati mai realmente ascoltati, e, soprattutto, per non aver mai visto nessuno attivarsi concretamente per una questione che interessa l’intera comunità di Gioia Tauro.

 

La causa del problema resta sempre la stessa, quel depuratore che «mal gestito», denuncia l’amministrazione comunale «da giorni continua ad emanare miasmi insopportabili».

Una conseguenza diretta, questa, della «difficoltà che la Iam ha a smaltire i fanghi prodotti, poiché dopo la chiusura del sito di conferimento in Sicilia ha avuto difficoltà ad individuare una alternativa sull’intero territorio nazionale».

 

«Da anni – scrivono ancora dal Comune - i gioiesi sopportano disagi inimmaginabili (bruciore agli occhi, senso di vomito, mal di testa) a causa dei cattivi odori che spesso infestano l’intero territorio cittadino e non di rado arrivano anche alla vicina San Ferdinando. Il Corap, ente sub regionale e proprietario dell’impianto, sembra disinteressato e tace al pari dell’attuale presidente della Regione Calabria, più volte sollecitato a intervenire, nonostante abbia la delega alla depurazione delle acque».

 

Dunque, nulla è cambiato e né è servita a smuovere «i consiglieri regionali, per i quali evidentemente le priorità sono altre che non quelle volte alla salvaguardia della salute dei cittadini», la protesta dello scorso settembre davanti ai cancelli della Iam.

 

Ma l'amministrazione non demorde, ed è ai «consiglieri ed a chi negli anni ha sminuito il problema» che viene esteso l'invito a recarsi sul posto, «magari anche insieme ai familiari, affinchè si rendano conto di quali siano i disagi subiti dai gioiesi. La politica deve necessariamente farsi carico di questo annoso problema – si legge in ultimo nella nota - perciò chiediamo a gran voce che se ne occupino in prima persona sia il presidente della Regione Calabria che il presidente del consiglio regionale, promuovendo un tavolo tecnico con la Iam, il Corap, il Comune di Gioia Tauro ed i vari soggetti interessati per trovare una immediata soluzione per lo smaltimento dei fanghi e per innovare e adeguare alle moderne tecnologie il depuratore di Gioia Tauro».

 

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