Associazione a delinquere, indagato a Roma il sindaco di Cosenza Mario Occhiuto

Il primo cittadino al centro di un’inchiesta insieme all’ex ministro dell’Ambiente Corrado Clini ed alla sua compagna Martina Hauser (I NOMI DI TUTTI GLI INDAGATI)

di G. B.
martedì 9 ottobre 2018
06:18
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Associazione a delinquere. Questo il reato ipotizzato dalla Procura di Roma nei confronti di Mario Occhiuto, 54 anni, sindaco di Cosenza e fra i candidati a presidente della Giunta della Regione Calabria per Forza Italia ed il centrodestra. L’inchiesta del pm Alberto Galanti e del procuratore aggiunto Paolo Ielo, è giunta all’avviso di conclusione delle indagini preliminari e vede l’attuale primo cittadino di Cosenza indagato insieme all’ex ministro dell’Ambiente Corrado Clini ed alla sua compagna Martina Hauser, 50 anni, ex assessore nominata da Occhiuto nella sua giunta comunale. Insieme ad altre 25 persone, gli indagati avrebbero drenato soldi pubblici destinati alla realizzazione di progetti ambientali all’estero.

A beneficiare dei fondi, oltre a Clini ed alla Hauser, secondo i pm anche Mario Occhiuto, sindaco di Cosenza, “architetto che grazie a società a lui riconducibili, ha sviluppato numerosi progetti – scrivono i pm ­– nella Repubblica popolare cinese finanziati o cofinanziati con fondi provenienti dal ministero dell’Ambiente e , nello specifico, dalla direzione generale già retta da Corrado Clini. Ha nominato Martina Hauser assessore al Comune di Cosenza ed è strettamente legato, anche da rapporti d’affari, con Massimo Martinelli”.

La Hauser sarebbe stato l’elemento di collegamento tra Clini ed Occhiuto, rappresentando  “lo snodo fondamentale dell’associazione sul versante balcanico e sul carbon footprint” e sarebbe stata fondamentale nei rapporti con Montenegro, Cina ed Egitto. Le aziende riconducibili a Mario Occhiuto sono la “Mario Occhiuto Architetture”, “MOA Architetture Srl” e Oltrestudio Srl). Sarebbero state selezionate da Clini e da Martinelli, grazie al ruolo preminente svolto dal primo in seno al Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare e dal secondo in Cina in seno al SICP (Sino-italian cooperation program), ottenendo, senza procedure di affidamento concorsuale, gli appalti per l’esecuzione di opere e servizi, tutti a far carico sul bilancio del Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare.

La corruzione si sarebbe manifestata secondo i pm, nei seguenti progetti: Comparto Italia, dove per conto del Ministero dell’Ambiente sarebbero stati stipulati accordi col Comune di Cosenza, tra i quali quello firmato il 18 aprile 2013 fra l’allora ministro dell’Ambiente e Mario Occhiuto, riguardante la “Promozione di progetti comuni finalizzati all’analisi, riduzione e neutralizzazione dell’impatto sul clima del Comune di Cosenza con l’obiettivo di realizzare un modello di Comune sostenibile”.

Il secondo progetto riguarda il Comparto Estero e la Cina, dove Clini, in “cambio di sistematico asservimento della propria funzione pubblica agli interessi del sodalizio associativo”, avrebbe fatto dare a società riconducibili a membri dell'ipotizzato sodalizio criminoso somme di denaro relative a progetti di efficientemento energetico in Cina, in assenza di qualsivoglia procedura ad evidenza pubblica e senza obbligo di rendiconto alcuno e quindi in violazione dei doveri d’ufficio, ottenendo in cambio denaro per sé e somme ed incarichi per la Hauser, sua compagna”. In Cina Mario Occhiuto – fratello del deputato Roberto - ha progettato, in particolare, la nuova sede di Pechino del Ministero dell’Ambiente e il padiglione espositivo italiano di Shanghai. L’inchiesta era stata avviata inizialmente a Ferrara e poi trasferita a Roma per competenza territoriale. Tutti gli indagati avranno ora venti giorni di tempo per chiedere al pm di essere interrogati o presentare eventuali memorie difensive.

Gli indagati

I 31 indagati sono: Corrado Clini, Massimo Martinelli, Martina Hauser, Augusto Pretner Calore, Sandro Favero, Antonio Nicola Salvatore Strambaci Scarcia, Mario Occhiuto, Ding Yanan, Marco Cremonini, Enrico Gotti, Sergio Miotto, Pietro Lucchese, Ivana Radulovic, Stefano Banini, Mario Spadari, Antonio Paruzzolo, Gianluca Cassulo, Dragan Lalic, Mario Salvatori, Predrag Nenezic, Nikola Martinovic, Lorenzo Giordani, Marino Calubini, Nicola Somensari, Massimo Parravicini. Oltre a loro, indagati le persone giuridiche: Sgi, D’Appolonia, F&M Ingegneria, Gruppo Rem, Fondazione Willy Brandt, Thetis.

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G. B.
Giornalista
Giuseppe Baglivo è stato collaboratore del quotidiano Calabria Ora dal settembre 2006 ad agosto 2007. Redattore e responsabile della cronaca giudiziaria del quotidiano Calabria Ora per la redazione di Vibo Valentia dal settembre 2007 ad ottobre 2009. Nello stesso periodo per il quotidiano Calabria Ora ha realizzato molteplici inchieste riguardanti l’intero territorio regionale. Da agosto 2010 ad oggi è collaboratore della Gazzetta del Sud, redazione di Vibo Valentia, con competenza in tutti i settori (sport escluso). Dal gennaio 2013 è corrispondente unico dell’Agi (Agenzia giornalistica Italia) per Vibo Valentia e provincia. Dal novembre 2015 al 29 dicembre 2016 è stato redattore e responsabile della cronaca nera e giudiziaria del quotidiano online calabrese Zoom24.it, giornale web che ha contribuito a far nascere. Nel gennaio 2011 dalla Fondazione dedicata a Giuseppe, “Pippo”, Fava (il giornalista ucciso da Cosa Nostra il 5 gennaio 1984) ha ricevuto a Catania il Premio Nazionale “Giuseppe Fava” conferito ai giornalisti “particolarmente impegnati nella battaglia contro le mafie”. Specializzato in cronaca giudiziaria, nera e giornalismo d’inchiesta, ha seguito i più importanti processi contro la ‘ndrangheta, la corruzione nella pubblica amministrazione e la malasanità celebrati negli ultimi dieci anni in Calabria. Alcune sue inchieste giornalistiche hanno portato al commissariamento di diversi Comuni del Vibonese per infiltrazioni mafiose.

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