Erano al ristorante, denunciate nel Vibonese due donne tornate dalla Lombardia

Scattano i primi provvedimenti per l’inosservanza delle disposizioni del governo per quanti provengono dalle zone a rischio
 

di Redazione
9 marzo 2020
17:32
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Sono scattate ad Arena le prime denunce per l’inosservanza dell’articolo 2 del D.P.C.M. 08.03.2020 e dell’Ordinanza del Presidente della Regione Calabria n. 3 del 08.03.2020 rubricata “Urgenti misure per la prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-2019. Ordinanza ai sensi dell’art. 32, comma 3, della legge 23 dicembre 1978, n. 833 in materia di igiene e sanità pubblica”.

Si tratta di due donne del luogo, che provenienti nei giorni scorsi dalla Lombardia, non hanno ottemperato agli obblighi imposti, ossia alla misura della quarantena obbligatoria con sorveglianza attiva per chiunque fosse arrivato in Calabria o vi abbia fatto ingresso negli ultimi quattordici giorni dopo aver soggiornato in zone a rischio epidemiologico, ovvero nella Regione Lombardia e nelle province di Modena, Parma, Piacenza, Reggio nell’Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Alessandria, Asti, Novara, Verbano-Cusio-Ossola, Vercelli, Padova, Treviso e Venezia. Entrambe, nella serata di domenica, sono state notate tra le avventrici di un ristorante locale

«Dispiace per quanto successo, ma è intollerabile l’inosservanza delle disposizioni di cui sopra da parte di alcuni cittadini, anche perché domenica mattina, nell’immediatezza dell’emanazione del Dpcm e dell’Ordinanza regionale, avevamo provveduto ad avvisare uno per uno i cittadini interessati dal rispetto delle prescrizioni poste dal Dpcm 8 marzo 2020, per come integrato dalla Ordinanza del Presidente della Regione Calabria n. 3 dell’8 marzo 2020 e quindi del divieto assoluto di mobilità dalla propria abitazione – commenta il sindaco di Arena Antonino Schinella -.


Per il momento – continua il sindaco – la situazione è sotto controllo, non si registrano casi di alta complessità, bisogna quindi evitare le psicosi, ogni forma di discriminazione e di emarginazione, il panico ingiustificato è controproducente, ma al contempo serve responsabilità: ci troviamo difronte un’emergenza sanitaria internazionale e affinché le misure adottate possano essere efficaci occorre la collaborazione di tutti i cittadini. Facciamo nuovamente appello al senso di responsabilità di tutti, affinché nell’attuale situazione di grave emergenza sanitaria si conformino rigorosamente alle prescrizioni igienico-sanitarie ed ai comportamenti sociali, invitiamo chiunque arrivi in Calabria, o vi abbia fatto ingresso negli ultimi quattordici giorni, dopo aver soggiornato in zone a rischio epidemiologico, a comunicarlo al proprio medico, al numero verde regionale o al Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda Sanitaria Provinciale che adotteranno le misure necessarie. Ribadiamo il divieto assoluto di mobilità dalla propria abitazione per chi ha soggiornato in zone a rischio epidemiologico, mentre per lo svolgimento delle attività di ristorazione e bar si ribadisce l’obbligo, a carico del gestore, di far rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, con sanzione della sospensione dell’attività in caso di violazione, mentre per gli esercizi  commerciali l’obbligo dell’adozione di misure organizzative tali da consentire un accesso ai predetti luoghi con modalità contingentate o comunque idonee ad evitare assembramenti di persone,  nel  rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro  tra  i visitatori».

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