Cetraro, chiude la Ubi Banca: 10mila residenti restano senza un istituto di credito

La chiusura è fissata per il prossimo 15 ottobre. La filiale verrà aggregata all'isituto capofila di Fuscaldo, dove si trovano il maggior numero di depositi e conti correnti

di Francesca  Lagatta
giovedì 11 ottobre 2018
10:57
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Se ne parlava da tempo e alla fine le regole del business hanno avuto la meglio: la filiale cetrarese del gruppo Ubi Banca, sito nella frazione Marina, cesserà le sue attività il prossimo 15 ottobre, lasciando oltre diecimila residenti sprovvisti di un istituto di credito e del relativo sportello bancomat.

La decisione è arrivata quando i vertici avrebbero individuato nella filiale di Fuscaldo una maggiore concentrazione di depositi e conti correnti, anche da parte di numerosi cittadini di Cetraro. Ragion per cui, al netto delle spese, continuare a tenere aperta un'altra banca a pochi chilometri di distanza non sarebbe affatto vantaggioso. 

 

Le prime avvisaglie nel febbraio del 2016

La vicenda è tutt'altro che nuova. Andando a ritroso nel tempo, infatti, è facilmente riscontrabile come già nel febbraio del 2016 alcuni clienti dell'istituto bancario cetrarese erano allarmati dalla notizia di una imminente chiusura, che in un primo momento riguardava lo sportello erogatore di denari e che sarebbe dovuta avvenire nel marzo successivo. 

 

Un colpo all'economia

A Cetraro ne sono convinti. Al di là dei disagi per i residenti, la chiusura della Ubi Banca darà un colpo all'economia del territorio, indissolubilmente legata al turismo. Nei mesi estivi, infatti, la cittadina attualmente guidata da Angelo Aita, arriva a ospitare diverse decine di migliaia di turisti, alcuni dei quali anche per diverse settimane. Avere quindi un bancomat nei paraggi, è fondamentale. Doverci rinunciare, è un disservizio che ai commercianti e agli operatori turistici del posto costerà caro. 

 

Le reazioni

L'amministrazione comunale nelle ultime settimane ha dedicato diverse sedute del consiglio per affrontare il problema; levata di scudi anche da parte dei vari rappresentanti delle diverse aree politiche esistenti in paese. Ma come sempre accade a queste latitudini, la politica non ha voce in capitolo nemmeno quando alza la voce e sbatte i pugni sul tavolo, pertanto la decisione è stata presa ed è, almeno finora, irrevocabile. I clienti sono stati avvisati e sono già in procinto di traslocare: il 15 ottobre calerà il sipario

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Francesca  Lagatta
Giornalista
Francesca Lagatta è nata a Praia a Mare l’11 aprile del 1985. Dopo molteplici esperienze con la stampa locale, nel 2011 approda dapprima ad Hi Tech Paper del giornalista Leonardo Lasala, poi ad Alganews, il quotidiano on line diretto dal giornalista Rai Lucio Giordano. È in questo periodo che si forma come giornalista di inchiesta. Nel 2014 è nella redazione calabrese di Notìa, poi è la volta de L’Ora siamo Noi, La Provincia di Cosenza e una piccola parentesi televisiva nel programma Perfidia, al fianco della giornalista Antonella Grippo. Scrive ancora per Identità Insorgenti, L’Ora di Palermo, Echi dal Golfo, Diogene Moderno. Nel 2015 sottoscrive un contratto con l’agenzia Kika Media Press, scrive di cronaca su La Spia Press e di inchiesta su La Spia, il portale del giornalista Paolo Borrometi. Successivamente diventa inviata e addetta di Rete L’Abuso, il più grande osservatorio nazionale di crimini commessi in ambienti clericali, collabora per un breve periodo per Radio Siani e poi viene ingaggiata come corrispondente per Cronache delle Calabrie, diretto da Paolo Guzzanti. Nel giugno del 2017 fonda una agenzia pubblicitaria, la Famnews & Com, e diventa direttrice responsabile della nuova testata giornalistica calabrese di inchiesta La Lince. A gennaio 2018 i suoi articoli vengono pubblicati sul settimanale statunitense Harbor News, mentre qualche mese più tardi è il giornale italo canadese Grandangolare ad annoverarla tra i suoi collaboratori. Sulle riviste nazionali ha firmato per i settimanali Cronaca in diretta e Tutto. Dall’agosto del 2018 è corrispondente per LaC News24.   Dal luglio del 2017 compare nell’elenco nazionale dei giornalisti minacciati stilato dall’autorevole sito Ossigeno per L’informazione. Nella sua breve carriera ha già ricevuto cinque premi per le sue inchieste giornalistiche, assegnati da tre diverse regioni del sud Italia: Sicilia, Calabria e Basilicata. Si occupa in prevalenza di 'ndrangheta, sanità, massoneria, politica, pedofilia e corruzione, ma il suo tarlo è la denuncia sociale.

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