Pentito a processo: «Violentò e minacciò di morte la compagna»

Lo ha stabilito il gup al termine dell’udienza preliminare. L’uomo avrebbe anche puntato più volte un coltello contro la convivente. Cessato il programma di protezione

16 febbraio 2020
13:42
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A giudizio un collaboratore di giustizia accusato di violenza sessuale. La notizia viene confermata dall’avvocato Francesco Nicoletti, difensore della convivente, costituitasi parte civile nel processo. L’uomo comparirà dinanzi al Tribunale di Castrovillari in composizione Collegiale, come stabilito dal gup.

 

Nel corso dell’udienza preliminare, tuttavia, la difesa dell’imputato aveva contestato, per come riportato nel verbale d’udienza, la nullità della notifica dell’avviso della fissazione dell’udienza preliminare «poichè essendo collaboratore di giustizia, è domiciliato ex lege presso il Servizio sociale di protezione». La difesa del collaboratore, dunque, chiedeva al giudice il rinnovo della notifica presso il Servizio sociale di protezione, in subordine il rinnovo della notifica secondo le modalità con la quale era stato notificato l’avviso della conclusione delle indagini. Il Giudice, dopo essersi ritirato in camera di consiglio, ha rigettato le richieste della difesa dell’imputato ritenendo valide le notifiche e la cessazione del programma di protezione.

 

Gravissimi i reati in contestazione al collaboratore: violenza sessuale ai danni della compagna, la quale avrebbe subito violenza e minaccia di morte e di botte se si fosse rifiutata di avere un rapporto sessuale, costringendola in tal modo a subirlo. Dovrà inoltre rispondere di maltrattamenti in famiglia con contestazione della recidiva perché con reiterati atti di vessazione e di violenza sia fisica sia psicologica maltrattava la compagna e segnatamente, pronunciava ripetutamente nei suoi confronti offese ed ingiurie, dicendole inoltre che la sua presenza gli procurava fastidio e che la odiava. Secondo la tesi accusatoria, in una occasione mentre brandiva un coltello da cucina la minacciava di morte e in un’altra circostanza, dinanzi ai carabinieri intervenuti, estraeva un coltello dal cassetto della cucina e dirigendosi verso la donna mimava il gesto di volerla colpire all’addome.

 

All’esito dell’udienza preliminare la difesa dell’imputato chiedeva la pronuncia di una sentenza di non luogo a procedere. Il gup del Tribunale di Castrovillari in totale accoglimento delle richieste avanzate dal pubblico ministero e dall’avvocato Francesco Nicoletti, procuratore speciale della parte civile, ha emesso il Decreto che dispone il giudizio nei confronti del collaboratore di giustizia per tutti i reati in contestazione, fissando l’udienza di celebrazione del processo dinanzi al Tribunale di Castrovillari in composizione Collegiale.

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