Il Capo della Polizia Gabrielli a Vibo. «Superare la distanza tra cittadini e istituzioni»

Il direttore del Dipartimento di Pubblica sicurezza alla Scuola Allievi Agenti dove ha presieduto la cerimonia di intitolazione della “Palazzina nuova” ad Antonio Montinari caduto nella strage di Capaci insieme al giudice Giovanni Falcone

di Redazione
29 novembre 2018
13:37
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Franco Gabrielli a Vibo Valentia
Franco Gabrielli a Vibo Valentia

«Lo spread vero che attanaglia il Paese è la distanza che oggi passa fra i cittadini e le istituzioni che devono essere credibili. Come ha ripetuto il giudice Rosario Livatino prima di essere ucciso, quando moriremo non ci chiederanno se siamo stati credenti, ma se siamo stati credibili. Per essere degli ottimi poliziotti, quindi, bisogna imparare a camminare con le scarpe nel fango senza sporcarsele, perché questa è la missione della polizia». È quanto affermato oggi dal Capo della Polizia Franco Gabrielli a Vibo Valentia dove alla Scuola Allievi Agenti ha presieduto la cerimonia di intitolazione della “Palazzina nuova” della Scuola alla memoria dell’assistente capo Antonio Montinari, medaglia d’oro al valor civile, caduto nella strage di Capaci insieme al giudice Giovanni Falcone e che aveva iniziato la sua carriera in polizia propria nella scuola di Vibo Valentia.

 

«In questi 26 anni dalla strage di Capaci - ha spiegato Gabrielli - fondamentale è stato il ruolo di Tina Montinari, la vedova di Antonio il cui ruolo è stato importantissimo per far capire il sacrificio di chi ha dato la vita per lo Stato e per far capire ai giovani poliziotti la gravosa missione che li attende».


Il Capo della Polizia si è soffermato poi sulla Scuola della polizia di Vibo che rischia la chiusura: «Non può e non deve essere soppressa. Ho chiesto all'intero Governo ed al ministro dell'Interno di salvaguardare questo importantissimo presidio di legalità. La cosiddetta "finanza creativa" tesa a far risparmiare le spese inutili allo Stato - ha aggiunto il capo della Polizia - non può essere fatta sul tema della sicurezza, sulla pelle e sulla carne dei cittadini. Dopo Caserta, andando verso il Sud, la scuola di polizia di Vibo è l'unica scuola e oltre ad un messaggio sbagliato che si darebbe all'intero Paese se venisse chiusa, avremmo un presidio di legalità in meno su un territorio come quello di Vibo Valentia e la sua provincia dove, nonostante la presenza di un enorme patrimonio storico e culturale, oltre che paesaggistico, ci si ritrova agli ultimi posti per qualità della vita e prima in classifica per numeri di omicidi rispetto agli abitanti».

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