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Cronaca

CALABRIA VERDE | Furgiuele: «Tutte le nomine dei distretti indicate da Oliverio»

I verbali dell’ex direttore generale dell’ente regionale raccontano di una lottizzazione selvaggia riguardo alle divisioni della società travolta dalle inchieste giudiziarie

di Manuela Serra
giovedì 17 maggio 2018
15:02
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Paolo Furgiuele e Mario Oliverio
Paolo Furgiuele e Mario Oliverio

«In merito alle nomine dei responsabili dei distretti in cui si articola Calabria Verde, posso dire che queste avvenivano squisitamente per individuazione politica». L’ex direttore generale Paolo Furgiuele racconta come avvenivano le assunzioni nell’ente strumentale della Regione, Calabria Verde, finito nel mirino della magistratura.

I nomi dei distretti decisi da Oliverio

Calabria Verde nasce prima dell'elezione di Oliviero ma quando viene eletto ancora c'erano solo responsabili pro tempore «proprio nell'attesa di fare la manifestazione di interesse. Io prima di fare... quando ho fatto... prima di fare la manifestazione di interesse - riferisce Furgiuele ai magistrati di Catanzaro - sono andato da Oliverio e lui mi ha dato tutti i nomi dei distretti. Se lei vede tutti quei nomi sono tutti scritti al partito democratico, ex partito... sono storici... Gli porto l'elenco e lui mi dice tutti i nomi che erano tutti i suoi. E lui mi dice: "Fammi vedere.., no, metti a questo qua, poi questo qua, poi questo qua... tutti..."».

Il caso Rizzo e le presunte  minacce

«In pratica io andavo da Oliverio con i nominati associati ai diversi distretti e lui mi indicava chi dovessi nominare quale responsabile. Tutti i nomi dei responsabili dei distretti che io ho insediato, negli unici distretti territoriali, me li ha dati tutti il Presidente, tranne Rizzo che ho nominato io, infatti me lo ha fatto cacciare, non lui ma Pignanelli, cioè lo ha costretto alle dimissioni, perché io non l'ho cacciato, anzi l'ho tenuto Rizzo».


Il racconto di Furgiuele si arricchisce di dettagli proprio quando si sofferma sul distretto numero 5 e sul responsabile Rizzo che – secondo la sua versione – sarebbe stato costretto a rassegnare le dimissioni. «Mi chiama Pignanelli. Vado dalla presidenza... Dice: "Perché hai nominato a Rizzo?”» L’ex dg racconta allora di aver raccontato una bugia: «Dico: “Me l'ha detto il presidente”. Dice: "No, Rizzo non te lo può avere dato il presidente”. Allora, dissi: "Sì l'ho nominato io, ma ti sembra normale che io non possa avere una persona dell'azienda che mi riferisce quello che succede sul distretto?" "Si. Ma Rizzo non è dei nostri..."». 

 

Le pressioni - secondo l'ex dg  - sarebbero quindi ricadute sullo stesso responsabile che gli riferirà: «"Dottore io là non ci voglio stare più... "Perchè mi creano problemi, c’è un brutto ambiente”». Alla fine arrivano le dimissioni e la confessione delle minacce a Furgiuele («No, dottore, io sono stato minacciato. Da Caligiuri. Quello là che sta al dipartimento»).


Furgiuele è un fiume in piena. Riferisce ancora che quando andavano da lui per chiedergli delle nomine: «Io dicevo "Andate... queste sono questioni politiche...' sbagliando, ehe, perché è sbagliatissimo, "...andate da Oliverio perché dovete parlare con lui».

 

Manuela Serra

 

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