Cadavere carbonizzato in un casolare, nuovo omicidio a Reggio Calabria?

L’uomo di origine indiana è stato ritrovato questo pomeriggio a Croce Valanidi. Presenti segni di violenza sul corpo. Indagano i carabinieri

di Consolato Minniti
21 gennaio 2018
22:18
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Il corpo carbonizzato di un cittadino di nazionalità indiana è stato ritrovato questo pomeriggio a Croce Valanidi, periferia sud di Reggio Calabria. Intorno alle 17.30, i vigili del fuoco del comando provinciale sono stati allertati da una chiamata per un incendio all’interno di un casolare completamente distrutto dalle fiamme.

 

I pompieri hanno avvisato immediatamente gli uomini dell’Arma che sono giunti sul posto, dopo pochi minuti, notando però la presenza di un cadavere che era quasi completamente carbonizzato. Sul corpo dell’uomo erano presenti dei segni di violenza. Ciò lascia presupporre che l’indiano possa non essere morto a causa dell’incendio, magari per circostanze del tutto fortuite, ma a causa di un’azione violenta. È per tale ragione che, in questo frangente, gli investigatori non escludono possa trattarsi di omicidio.

 

A Croce Valanidi sono giunti gli uomini della Compagnia carabinieri di Reggio Calabria, unitamente a quelli del Reparto operativo e della sezione investigazioni scientifiche del comando provinciale per i rilievi del caso. Proprio dagli elementi raccolti, ma soprattutto dall’esame autoptico potranno arrivare le informazioni necessarie per indirizzare le indagini. Per ora rimane il giallo: trattasi di tragedia o di omicidio?

 

Consolato Minniti

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Consolato Minniti
Giornalista
Consolato Minniti nasce a Reggio Calabria nel 1983. Sin da bambino mostra la sua passione per il giornalismo, rubando la macchina da scrivere alla mamma, per passare intere ore a imprimere sui fogli bianchi i suoi primi articoli “a colonne”.   La seconda guerra di ‘ndrangheta, vissuta negli anni dell’infanzia, lo porta a confrontarsi sin da subito con la piaga della criminalità organizzata. Durante uno dei tanti agguati, riesce a portarsi in salvo appena in tempo con la sua famiglia, prima che la scarica di piombo finisca una delle vittime predestinate, proprio davanti all’uscio di casa sua. È per questo che le letture approdano presto ai quotidiani locali e nazionali.   Inizia a collaborare a 19 anni con “Il Domani”, ma è nel 2006 che avvia la sua prima vera esperienza giornalistica di livello con il quotidiano “Calabria ora”. Dapprima collaboratore per la città di Reggio Calabria, un anno dopo diviene redattore ordinario e avvia il percorso che lo vede protagonista sino ad oggi, ossia quello riguardante la cronaca nera e giudiziaria. È quello il settore al quale decide di dedicarsi, consapevole del fondamentale ruolo giocato dal giornalismo d’inchiesta nel contrasto alla ‘ndrangheta.   Nel 2012 viene nominato caposervizio della redazione di Reggio per “Calabria ora”, ruolo che conserva sino alla chiusura del quotidiano nel frattempo divenuto “L’Ora della Calabria”. Nel 2014 approda al “Garantista”, sempre con la qualifica di caposervizio. Collabora con testate nazionali quali “L’Espresso” e “L’Avvenire”.
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