Bovalino, nei beni strappati ai clan una biblioteca e un centro per l'impiego

Servizi pubblici nei locali confiscati alla 'ndrangheta. Il sindaco Maesano esulta: «Esempio di buona amministrazione»

di Ilario  Balì
5 dicembre 2019
14:13
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Da beni confiscati a beni comuni. A Bovalino è stata forte l’emozione per la riconsegna alla comunità di due immobili sequestrati ai clan di San Luca. I locali di uno stabile della centralissima via Calfapetra saranno da oggi le sedi della biblioteca comunale dedicata allo scrittore Mario La Cava e degli uffici del centro per l’impiego. I servizi pubblici fino ad ora erano destinati in immobili privati, con notevole aggravio per le casse dell’Ente. L’Amministrazione Comunale guidata dal sindaco Vincenzo Maesano, dopo tanti anni di inerzia, è riuscita a trovare loro una sicura collocazione. «E’ stato un lungo iter amministrativo – ha spiegato il primo cittadino bovalinese – ma riteniamo di aver operato bene dando esempio di buona amministrazione».

L’inaugurazione, alla presenza di autorità civili, militari e religiose, ha voluto trasmettere un messaggio di legalità, intesa come coerente comportamento civico. «Destinare beni confiscati è attività complessa – ha affermato il prefetto di Reggio Calabria Massimo Mariani – con un grande lavoro alle spalle da parte delle forze dell’ordine. Certamente bisogna fare in modo che le assegnazioni avvengano con una tempistica accettabile».

Ilario  Balì
Giornalista

Trentatre anni, giornalista con una laurea in Scienze della Comunicazione conseguita presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università della Calabria. Sin da ragazzo il s...

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