Belvedere, il sindaco Cascini ineleggibile? Deciderà il tribunale

Secondo il Testo unico degli Enti locali, i dirigenti delle strutture sanitarie convenzionate dovrebbero dimettersi dalla carica non più tardi della data di presentazione delle liste, in questo caso il 27 aprile 2019. Ma un documento rivela che il primo cittadino l'avrebbe fatto soltanto cinque giorni più tardi, precisamente il 2 maggio

di Francesca  Lagatta
giovedì 18 luglio 2019
21:46
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Vincenzo Cascini
Vincenzo Cascini

La poltrona del neo sindaco di Belvedere Marittimo traballa. Il prossimo 18 settembre, infatti, il tribunale di Paola deciderà se Vincenzo Cascini era ineleggibile a causa del ruolo ricoperto fino ai primi di maggio di amministratore unico e legale rappresentante della "Casa di cura Cascini", che sorge nella città. Secondo il Testo unico degli Enti locali, i dirigenti delle strutture sanitarie convenzionate dovrebbero dimettersi dalla carica non più tardi della data di prentazione delle liste, in questo caso il 27 aprile 2019. Ma un documento rivela che il primo cittadino l'avrebbe fatto soltanto, cinque giorni più tardi, precisamente il 2 maggio. A trascinare Cascini in aula sono stati i consiglieri eletti della lista di minoranza “Belvedere Città Futura”, nella persona di Barbara FerroAgnese Fiorillo, Eugenio Greco e Daniela Tribuzio.

Cascini era ineleggibile?

Secondo l'art. 60 Tuel, Testo unico enti locali (D.Lgs 267/2000, al comma 1, n. 9):, non sono eleggibili a sindaco «...i legali rappresentanti ed i dirigenti delle strutture convenzionateper i consigli del Comune il cui territorio coincide con il territorio dell’azienda sanitaria locale o ospedaliera con cui sono convenzionati o lo ricomprende, ovvero dei Comuni che concorrono a costituire l’azienda sanitaria locale o ospedaliera con cui sono convenzionate». Inoltre, il successivo comma 3 stabilisce che la causa di ineleggibilità non ha effetto se l’interessato cessa dalle funzioni per dimissioni, trasferimento, revoca dell’incarico o del comando, collocamento in aspettativa non retribuita, non oltre il giorno fissato per la presentazione delle candidature. Ma dai documenti in possesso della compagine di Barbara Ferro, alla data ultima di presentazione delle candidature, ovvero 27 aprile 2019, Cascini rivestiva ancora la carica, dalla quale ha rassegnato le dimissioni solo in data 2 maggio 2019, per passare alle vesti di consigliere.

 

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Francesca  Lagatta
Giornalista
Francesca Lagatta è nata a Praia a Mare l’11 aprile del 1985. Dopo molteplici esperienze con la stampa locale, nel 2011 approda dapprima ad Hi Tech Paper del giornalista Leonardo Lasala, poi ad Alganews, il quotidiano on line diretto dal giornalista Rai Lucio Giordano. È in questo periodo che si forma come giornalista di inchiesta. Nel 2014 è nella redazione calabrese di Notìa, poi è la volta de L’Ora siamo Noi, La Provincia di Cosenza e una piccola parentesi televisiva nel programma Perfidia, al fianco della giornalista Antonella Grippo. Scrive ancora per Identità Insorgenti, L’Ora di Palermo, Echi dal Golfo, Diogene Moderno. Nel 2015 sottoscrive un contratto con l’agenzia Kika Media Press, scrive di cronaca su La Spia Press e di inchiesta su La Spia, il portale del giornalista Paolo Borrometi. Successivamente diventa inviata e addetta di Rete L’Abuso, il più grande osservatorio nazionale di crimini commessi in ambienti clericali, collabora per un breve periodo per Radio Siani e poi viene ingaggiata come corrispondente per Cronache delle Calabrie, diretto da Paolo Guzzanti. Nel giugno del 2017 fonda una agenzia pubblicitaria, la Famnews & Com, e diventa direttrice responsabile della nuova testata giornalistica calabrese di inchiesta La Lince. A gennaio 2018 i suoi articoli vengono pubblicati sul settimanale statunitense Harbor News, mentre qualche mese più tardi è il giornale italo canadese Grandangolare ad annoverarla tra i suoi collaboratori. Sulle riviste nazionali ha firmato per i settimanali Cronaca in diretta e Tutto. Dall’agosto del 2018 è corrispondente per LaC News24.   Dal luglio del 2017 compare nell’elenco nazionale dei giornalisti minacciati stilato dall’autorevole sito Ossigeno per L’informazione. Nella sua breve carriera ha già ricevuto cinque premi per le sue inchieste giornalistiche, assegnati da tre diverse regioni del sud Italia: Sicilia, Calabria e Basilicata. Si occupa in prevalenza di 'ndrangheta, sanità, massoneria, politica, pedofilia e corruzione, ma il suo tarlo è la denuncia sociale.
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