Belvedere Marittimo, giovane commerciante arrestato per droga

Nel corso della perquisizione domiciliare i carabinieri hanno rinvenuto due bilancini di precisione e del denaro contante

di Francesca  Lagatta
sabato 9 marzo 2019
15:11
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Nel pomeriggio di ieri, 8 marzo 2019, nel corso di un controllo sul territorio i militari dell'Arma hanno tratto in arresto un commerciante di Belvedere Marittimo con l'accusa di detenzione e spaccio di stupefacente del tipo marijuana. L'uomo ha 23 anni e risulta incensurato.

I fatti

A conclusione di una attività di controllo finalizzata al contrasto del fenomeno dello spaccio di droga, intorno alle 16 di ieri i carabinieri della locale stazione hanno eseguito una perquisizione domiciliare, durante la quale hanno rinvenuto 110 grammi di marijuana.

Il recupero dello stupefacente non è stato semplice, poiché il giovane, resosi conto della presenza dei carabinieri sul ciglio della porta di casa sua, ha gettato dal balcone posteriore il pacco contenente la droga nel tentativo di disfarsene. Ma non aveva fatto i conti con il dispositivo di cinturazione attuato dai militari, che pattugliavano anche l'esterno.

Una volta recuperato lo stupefacente, i carabinieri hanno proceduto a effettuare controlli più accurati all’interno dell’abitazione ed in particolare, ben occultati all’interno di un armadio, sono stati rinvenuti due bilancini di precisione, materiale solitamente utilizzato per il confezionamento dello stupefacente. Inoltre, è stato trovato anche del denaro contante in banconote di piccolo taglio, che si ipotizza essere provento dell’attività illecita di spaccio.

L'arresto in flagranza di reato

Il 23enne è stato è stato arrestato in flagranza di reato per detenzione ai fini di sostanza stupefacente e condotto in caserma per espletare le procedure del caso. Successivamente, su disposizione della procura della Repubblica di Paola, è stato tradotto presso il proprio domicilio in attesa dell’udienza con rito direttissimo, che si è svolto in mattinata. Il Gip ha convalidato l’arresto e ha disposto la misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

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Francesca  Lagatta
Giornalista
Francesca Lagatta è nata a Praia a Mare l’11 aprile del 1985. Dopo molteplici esperienze con la stampa locale, nel 2011 approda dapprima ad Hi Tech Paper del giornalista Leonardo Lasala, poi ad Alganews, il quotidiano on line diretto dal giornalista Rai Lucio Giordano. È in questo periodo che si forma come giornalista di inchiesta. Nel 2014 è nella redazione calabrese di Notìa, poi è la volta de L’Ora siamo Noi, La Provincia di Cosenza e una piccola parentesi televisiva nel programma Perfidia, al fianco della giornalista Antonella Grippo. Scrive ancora per Identità Insorgenti, L’Ora di Palermo, Echi dal Golfo, Diogene Moderno. Nel 2015 sottoscrive un contratto con l’agenzia Kika Media Press, scrive di cronaca su La Spia Press e di inchiesta su La Spia, il portale del giornalista Paolo Borrometi. Successivamente diventa inviata e addetta di Rete L’Abuso, il più grande osservatorio nazionale di crimini commessi in ambienti clericali, collabora per un breve periodo per Radio Siani e poi viene ingaggiata come corrispondente per Cronache delle Calabrie, diretto da Paolo Guzzanti. Nel giugno del 2017 fonda una agenzia pubblicitaria, la Famnews & Com, e diventa direttrice responsabile della nuova testata giornalistica calabrese di inchiesta La Lince. A gennaio 2018 i suoi articoli vengono pubblicati sul settimanale statunitense Harbor News, mentre qualche mese più tardi è il giornale italo canadese Grandangolare ad annoverarla tra i suoi collaboratori. Sulle riviste nazionali ha firmato per i settimanali Cronaca in diretta e Tutto. Dall’agosto del 2018 è corrispondente per LaC News24.   Dal luglio del 2017 compare nell’elenco nazionale dei giornalisti minacciati stilato dall’autorevole sito Ossigeno per L’informazione. Nella sua breve carriera ha già ricevuto cinque premi per le sue inchieste giornalistiche, assegnati da tre diverse regioni del sud Italia: Sicilia, Calabria e Basilicata. Si occupa in prevalenza di 'ndrangheta, sanità, massoneria, politica, pedofilia e corruzione, ma il suo tarlo è la denuncia sociale.

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