Scura si difende: «Applicata la legge». E il dirigente sostituito approva: «Giusto»

VIDEO INTERVISTE | Il commissario straordinario alla Sanità rimarca la legittimità della sua autonomina alla guida dell'Asp di Reggio Calabria, raccogliendo anche il consenso del dirigente "epurato" Giacomino Brancati, messo ora a capo delle attività territoriali dell'azienda

di Angela  Panzera
mercoledì 5 settembre 2018
14:55
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Massimo Scura e Giacomo Brancati
Massimo Scura e Giacomo Brancati

«Ho attuato la legge. Ribadisco la legittimità del decreto con cui ho assunto la veste di commissario dell’Asp di Reggio Calabria». Massimo Scura restituisce tutte le accuse al mittente, anzi ai vari mittenti, che nell’ultime ore avevano duramente criticato l’atto con cui assumeva le funzioni di neo commissario dell’azienda sanitaria provinciale reggina, “destituendo”, di fatto, l’ormai ex direttore generale, Giacomino Brancati, che adesso ricoprirà il ruolo di “coordinatore attività sanitarie e socio-sanitarie territoriali”. 

Poco fa è terminata la riunione tra Scura e Brancati, e vari dirigenti sanitari, alla sede di via Diana dove vi è stato il formale insediamento del neo commissario. «L’incontro è andato benissimo- ha riferito a LaC News24 Scura- innanzitutto mi sono insediato, ho parlato con i massimi dirigenti ossia il direttore amministrativo, il direttore sanitario, il neo coordinatore delle attività sanitarie e socio-sanitarie territoriali, ossia Giacomino Brancati, con il direttore degli affari generali, del personale, della ragioneria, e anche con il responsabile della rete ospedaliera. Ci siamo detti i motivi per cui ho assunto la nomina di commissario». 

Scura non le manda a dire. «Ho applicato quanto riportato nel decreto 166. Mi auguro adesso che nessuno faccia ostruzionismo altrimenti sarò costretto a prendere  provvedimenti». La tensione quindi, sale tra Scura e la Regione Calabria e soprattutto con il governatore  Mario Oliverio, che aveva appunto nominato Brancati alla guida dell’ente nel maggio dello scorso anno e che ieri, attraverso una nota, aveva definito il decreto, firmato da Scura «di dubbia legittimità quantomeno nella parte in cui lo stesso si autonomina soggetto attuatore determinando un'inedita sovrapposizione di funzioni tra il soggetto attuatore presso l'Asp di Reggio e il Commissario ad Acta governativo che, inevitabilmente, si rifletterà sulla legittimità degli atti adottati nella duplice funzione e sull'efficienza gestionale di un'azienda già particolarmente tormentata». Per Scura il problema non esiste. «Ho operato secondo i miei poteri, e quindi secondo la legge- ha continuato Scura, e mi piacerebbe che, anziché usare toni parzialmente offensivi, chi ha qualcosa da proporre in termini costruttivi per la soluzione dei vari problemi dell’Asp reggina, la gestione delle risorse umane, il debito pregresso, la contabilità che è ha tutti i bilanci dal 2013 in poi, non approvati e non registrati, allora ci dia dei suggerimenti e sarò, nel caso, molto contento e favorevole nell’ascoltarli» Scura si è messo subito al lavoro. «Il primo obiettivo sarà la gestione delle risorse umane. Senza quella non funziona nulla».

Il dirigente sostituito: «Decisione di Scura legittima» 

Anche l’ex direttore generale Giacomino Brancati concorda con il neo commissario Massimo Scura sulla legittimità del decreto con cui di fatto, adesso si ritrova a ricoprire un altro incarico ossia quello di “coordinatore attività sanitarie e socio-sanitarie territoriali”. «Devo ammettere- ha affermato Brancati- che questa decisione mi è caduta “tra capo e collo” ma, nel contempo non mi preoccupa e non mi disturba più di tanto perché è la precisa applicazione della legge dello Stato. Come è stato il mio operato lo devo però dire qualcun altro non io». Brancati inoltre, concorda con Scura anche su un altro fronte. Scura infatti ieri aveva dichiarato che l’Asp «è un bubbone, tra problemi esterni ed interni». «Sì sono d’accordo con Scura quando dice che “è un bubbone”, l’ho detto, l’ho rilevato e l’ho ripetuto anche io e più volte ho invocato l’aiuto delle altre Istituzioni e credo che questa finalmente è anche l’occasione con cui l’aiuto è stato dato». Anche Brancati prende le distanze dal presidente della Regione Oliviero? Pare proprio di sì. Uno dei principali problemi, stando a quanto dichiarato dall’ex direttore generale è il blocco dei concorsi relativi all’assunzione di personale e la burocrazia. « I concorsi non andavano, la macchina burocratica è ferma, impastata, con ingranaggi mal funzionati. Le assunzioni che in un primo tempo, pur essendo state autorizzate, non partivano e poi alcune con fatica sono ripartite. Adesso bisogna andare velocemente con le nuove autorizzazioni».

In definitiva a Brancati non è, tutto sommato, dispiaciuta la revoca dall’incarico. L’asp reggina infatti, negli ultimi anni, è stata al centro di una vera e propria bufera a causa di vari “scandali” che poi si sono tramutate inchieste giudiziarie e della magistratura contabile. Il principale problema è infatti, il debito che ammonterebbe a 200 milioni di euro. E la vicenda si inserisce proprio, negli accertamenti sui doppi pagamenti delle medesime fatture a creditori e fornitori inevasi, insieme all’esborso di enormi interessi legali per i ritardati pagamenti, con conseguente nomina di centinaia di commissaria ad acta pagati dall’Asp e quindi dai cittadini. I problemi per l’ente sanitario però, non finiscono qua. Nel corso degli anni è stato appurato che alcuni stipendi sono stati erogati a soggetti in carcere, la mancata costituzione nei giudizi promossi da medici che, a causa di ciò sono stati assunti per decisione del giudice del lavoro e che ora rischiano di aprire numerosi contenziosi. Senza contare poi, la mancata registrazione dei bilanci, in quanto non approvato dai revisori, e l’enorme ritardo nell’assunzione di personale autorizzato che ha di fatto paralizzato l’ente. «Io dove starò, lavorerò sempre- chiosa Brancati-, sono contento della fiducia datami dal commissario Scura, per continuare ad operare nell’azienda in applicazione di una precisa legge che prevede un altro ruolo, in coerenza con quello che era la mia attività da dirigente medico. Mi fa piacere quindi di continuare ad operare in questa azienda, in cui ho creduto molto, e mi sento da dire che ho molto da dare ancora».

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