A Vibo Valentia le strade si sbriciolano. «Dall'alluvione del 2006 nulla è cambiato»

VIDEO | I fondi evidentemente non sono riusciti a ridurre il pericolo e la gente che abita nelle frazioni di Longobardi e San Pietro convive con l'ansia e il fatalismo 

di Agostino Pantano
22 settembre 2019
14:50
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La bellezza impareggiabile di una città che dalla collina declina verso il mare e il guaio di un territorio friabile che continua a sbriciolarsi: c’è anche questo nel presente problematico di Vibo Valentia, un capoluogo di provincia dove il rischio idrogeologico, per ora perenne, si vede tutti i giorni.

Sulla strada che collega al mare, nella frazione di Longobardi, hanno limitato il traffico a causa di un nuovo smottamento. Hanno messo delle transenne, ma gli automobilisti passano ugualmente, forse perchè sanno che – siccome il cantiere non è ancora aperto – chi sa quando faranno questi altri lavori. In questa zona c’è ancora una memoria vivida dell’alluvione del 2006 , si vive percependo il pericolo – visto che dalla collina sovrastante sono evidenti ancora le ferite prodotte – e c’è chi dimostra fatalismo, ma non manca chi individua le cause non rimosse: «Non puliscono le fiumare», si lamenta un cittadino.

A San Pietro, un pugno di case che furono evacuate nel 2006, l’ansia non cambia anche perché qui ricordano una frana – nel 2010 – che isolò nuovamente la frazione per diversi mesi. Una signora sostiene che «nulla è cambiato», fotografia impietosa di una preoccupazione generalizzata dopo i fondi spesi nel post alluvione che, evidentemente, non hanno impedito i nuovi smottamenti di questi giorni.       

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Agostino Pantano
Giornalista
Agostino Pantano, giornalista professionista, 43 anni, vive a San Ferdinando. È stato corrispondente dei quotidiani Gazzetta del Sud e Il Domani della Calabria. Dal 2006 al 2010 ha diretto la redazione di Gioia Tauro di Calabria Ora. Con altri colleghi, usciti dal giornale per contestare la linea editoriale, ha fondato Il Corriere della Calabria, un periodico e un sito on line per cui ha lavorato come redattore. Ha collaborato con Le Cronache del Garantista e L’Unità. Ha diretto il mensile A Sinistra e la Web Tv Pianainforma.   Dal 2010 al luglio 2016 è stato al centro di un caso giudiziario tra i più gravi nella storia del giornalismo italiano: processato due volte per la sua inchiesta sullo scioglimento per mafia del consiglio comunale di Taurianova, e in un caso per il reato di “ricettazione di notizie”, è stato assolto in entrambe le occasioni.   È componente del Consiglio nazionale dell’Unci (Unione nazionale cronisti italiani). È iscritto all’associazione “Articolo 21”. E’ laureato in Scienze Politiche con una tesi sulla storia del V° Centro siderurgico di Gioia Tauro.
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