Allacci abusivi e fumi tossici, blitz nel campo rom di Scordovillo

Sono 39 le misure cautelari emesse dalla Procura lametina: al centro dell'inchiesta una vera e propria filiera dei rifiuti i cui residui venivano regolarmente bruciati all'interno del campo - VIDEO

di Lo. C.
20 giugno 2018
11:56
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Il campo rom di Scordovillo
Il campo rom di Scordovillo

Cumuli di rifiuti dati alle fiamme, allacciamenti abusivi effettuati con cavi di rame scoperti direttamente attaccati alle centraline dell’Enel. Sono stati tanti gli episodi che hanno attirato l’attenzione delle forze dell’ordine sul campo nomadi di località Scordovillo, alle spalle dell’ospedale. Un’area impossibile da integrare con il resto della città, dove spesso si sono verificati episodi di criminalità interna.

 

In particolare, l’operazione coordinata dalla Procura di Lamezia, che ha portato all’esecuzione di 39 misure cautelari (5 in carcere e 34 divieti di dimora nel comune di Lamezia) ha portato allo smantellamento di un traffico illecito di rifiuti (parte dei quali tossici), gestiti dall’azienda Beda Ecologia Srl, di cui è risultato essere amministratore unico Antonio Berlingieri. Secondo quando accertato dagli investigatori, il traffico si basava su una serie di “microconferitori”, prevalentemente residenti all’interno del campo, dopo aver raccolto ingenti quantità di rifiuti di varia natura, li vendevano alla ditta di Berlingeri. All’interno della ditta, con sede legale all’interno del campo, le scorie venivano lavorate e inviate ad altro aziende dello stesso settore dell’interland lametino. Gli scarti rimanevano nel campo e, una volta ammucchiati, venivano dati alle fiamme.

 

E proprio i reiterati incendi, secondo gli accertamenti svolti dal personale dell’ArpaCal, avrebbero causato un importante inquinamento del suolo con possibile interessamento della falda acquifera sottostante. Inoltre, non essendo chiara la natura dei rifiuti bruciati, non si esclude che nell’aria siano state sprigionate nubi di diossina potenzialmente tossiche.

I nomi degli arrestati: Massimo Berlingieri, 38 anni, Riccardo Amato 34 anni, Antonio Berlingieri 33 anni, Simone Berlingieri 32 anni, Antonio Bevilacqua 32 anni.

 

L’operazione è stata condotta dai Carabinieri del Gruppo di Lamezia Terme, con la collaborazione del Nucleo Operativo Ecologico di Catanzaro e supportati dai militari dei Comandi Provinciali di Catanzaro, Cosenza, Crotone, del Gruppo Carabinieri Forestali di Catanzaro e del 14° Battaglione Calabria e da personale dell’8° Nucleo Elicotteri di Vibo Valentia. I 39 soggetti raggiunti da misure cautelari dovranno rispondere a vario titolo di  furto aggravato, attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti,  discarica non autorizzata, inquinamento e violazione di sigilli.

 

 

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