Sequestrati 830 chili di tonno rosso e pesce non tracciato nel Cosentino

A Roseto Capo Spulico, la Guardia di Finanza ha perquisito il mezzo con all'interno un carico sotto misura minima consentita dalla legge, privo di tracciabilità e pronto ad essere immesso nella filiera commerciale della pesca 

di Redazione
15 novembre 2018
12:14
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Il pesce sequestrato dalla Guardia di Finanza
Il pesce sequestrato dalla Guardia di Finanza

Sono stati posti sotto sequestro, dalle Fiamme Gialle di Cosenza, 9 cassoni contenenti circa 50 tonni rossi sotto la taglia minima di riferimento per la conservazione della specie per un peso complessivo di 370 chili e 85 cassette di polistirolo contenenti vari prodotti ittici tra cui 150 chili di polipi, 120 chili di saraghi, 110 chili di merluzzi, lampuga, triglie, ricciole e tonno alalunga per un totale complessivo di 830 chili, rinvenuti nel vano posteriore di un camion.

 

I finanzieri erano impegnati in un posto di controllo lungo la strada statale 106 jonica hanno proceduto al fermo del veicolo. Sul luogo è sopraggiunta una pattuglia della Guardia Costiera, che partecipava alle operazioni di controllo. Il carico era pronto ad essere immesso nella filiera commerciale della pesca una volta raggiunta la destinazione, pur se sotto misura minima consentita dalla legge e privo di tracciabilità. L'attività di polizia congiunta tra Guardia di Finanza e Guardia Costiera, nel solco di una consolidata collaborazione per il rispetto della legalità, ha quindi portato al sequestro dell'intero quantitativo di prodotto ittico successivamente distrutto in quanto giudicato non idoneo al consumo umano da parte dei veterinari dell'Azienda sanitaria provinciale.

 

Per la pesca del tonno rosso, regolamentata e protetta dalla normativa comunitaria e nazionale, sono previste sanzioni amministrative molto severe. Difatti, al conducente dell'automezzo sono state contestate le violazioni previste dal decreto legislativo n.4/2012 e dall'art. 9 Reg. Ce 302/2009, che puniscono con sanzioni progressive, fino a 150.000 euro, fra l'altro, la detenzione, il trasporto, la commercializzazione e la somministrazione di esemplari di specie ittiche di taglia inferiore alla taglia minima di riferimento e privi di tracciabilità. L'attività svolta si inquadra in un più ampio dispositivo di polizia marittima della Guardia Costiera ed economico-finanziaria della Guardia di Finanza, volto alla repressione dei traffici illeciti ed, in particolare, alla tutela della fauna ittica dei nostri mari e delle forme legali di economia.

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