La strage silenziosa, in Calabria 29 morti sul lavoro dall’inizio dell’anno

Sono già 16 in più i decessi rispetto al 2017. Un bollettino di guerra che testimonia l’emergenza di una situazione denunciata con forza dall’Anmil: «A Crotone nuova tragedia, basta dolore»

di Redazione
29 ottobre 2018
12:49
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Morti sul lavoro, strage infinita
Morti sul lavoro, strage infinita

Ventinove morti sul lavoro, sedici in più rispetto al 2017. È un bollettino di guerra quello registrato in Calabria dall’inizio dell’anno, aggravato dalle quattro vittime di Crotone, tre operai e l’imprenditore Massimo Marrelli, deceduti perché travolti dal terreno di uno scavo per la posa di una condotta fognaria.
«È la provincia di Crotone a piangere questa volta per l’ennesima tragedia sul lavoro – afferma Antonio Carlizzi, presidente calabrese dell’Anmil, l’associazione nazionale degli invalidi del lavoro -. Una tragedia dovuta all’inosservanza delle misure di sicurezza: ancora morti che si ripetono con una frequenza e una dinamica che non hanno nulla di nuovo, ma che sono inaccettabili perché potrebbero sempre essere evitate, eppure a queste morti sembriamo vergognosamente anestetizzati».

 

Secondo l’Anmil, «in Calabria, sebbene le denunce di infortunio nei primi nove mesi del 2018 siano diminuite del 2,6% rispetto allo scorso anno, gli incidenti mortali sono più che raddoppiati: da gennaio a settembre, infatti, sono stati denunciati 29 incidenti mortali, 16 in più rispetto all’anno passato. Un dato che si conferma a livello nazionale dove le denunce di infortunio mortale, sempre nei primi nove mesi dell’anno, sono state ben 834 contro le 769 del 2017»

 

«Lo scorso mese – aggiunge Carlizzi - quando l’Inail ha diffuso, attraverso gli Open data, l’ultimo aggiornamento infortunistico relativo ai primi otto mesi (gennaio-agosto) del 2018, avevamo messo in preventivo un incremento delle vittime del lavoro, consapevoli delle conseguenze dei due grandi tragici eventi verificatisi proprio nel mese di agosto: il drammatico crollo del ponte Morandi a Genova e la strage di lavoratori extracomunitari in due gravissimi incidenti stradali accaduti in Puglia, vittime innocenti della pratica infame del caporalato».

 

Il presidente dell’Amnil ha aggiunto: «Non si può continuare ad assistere inerti a queste stragi ma occorre investire concretamente per proteggere la vita e la salute dei lavoratori, consapevoli che il costo umano è intollerabile e quello sociale un onere per tutti i cittadini: la nuova legislatura è ormai avviata da tempo ed è ora di smetterla di proporre ed elaborare piani di azione che vengono del tutto disattesi da anni».
Carlizzi poi ricorda che «circa due settimane fa, in occasione della Giornata per le vittime degli incidenti sul lavoro, dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al ministro del Lavoro nonché vicepremier Luigi Di Maio e fino al presidente Inail, abbiamo condiviso l’adozione di un impegno comune affinché si dia seguito ad un progetto di ampio respiro con l’obiettivo dichiarato di dimezzare gli infortuni e le morti sul lavoro nell’arco dei prossimi cinque anni».
Una sfida di respiro nazionale, che deve scaturite – sottolinea l’associazione degli invalidi sul lavoro - da un grande patto collaborativo tra istituzioni, imprese e parti sociali.

 

«Oggi per noi – conclude Carlizzi - continua ad essere un momento di lutto e siamo vicini ai familiari delle vittime di cui comprendiamo pienamente il dolore per averlo vissuto sulla nostra pelle ed è per questo che offriamo il nostro sostegno attraverso la nostra sede di Crotone affinché nessuna delle famiglie si senta lasciata sola».

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