Era stata portata via dal campetto di Modenelle nel difficile quartiere periferico della città dello Stretto. Dopo qualche giorno è riapparsa. Paolo Cicciù (Csi): «Questo spazio dedicato allo sport, circondato da aree ripulite e abbellito da un nuovo murale, sta generando speranza»
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Piccoli grandi segni di speranza in un quartiere che ha davanti a sé ancora molta strada da fare prima di rigenerarsi completamente e che intanto riparte da un campetto di calcio.
Siamo ad Arghillà, quartiere difficile della periferia nord di Reggio Calabria.
Una panchina sottratta alla collettività viene restituita. Dopo la pulizia straordinaria le strade liberate dai rifiuti tornano a respirare. I cassonetti posti su quelle strade sono meta di chi ripone il sacco della spazzatura. Un nuovo murale, un parco giochi e verde più curato sono le tracce di una rinascita urbana e sociale in atto.
Piccoli grandi segni di speranza in un quartiere difficile mentre si appresta ad essere avviato al comparto 6 un altro percorso necessario, ossia quello del riordino degli alloggi popolari nel tempo occupati abusivamente e oggi degradati e segnati da gravi carenza igienico-sanitarie.
Premiate la tenacia e la costanza di una rete che crede da tempo nel riscatto del quartiere. Riscatto nel quale desso pare iniziare a crederci anche la comunità come racconta Paolo Cicciù, presidente Csi Reggio Calabria impegnato da anni con la polisportiva Arghillà a Colori. A vedere in questo momento il campetto di Modenelle, senza più carcasse di auto intorno e con le strade di accesso, tristemente note per essere ampie discariche a cielo aperto adesso ripulite e popolate da cassonetti stradali utilizzati dalla comunità locale, si rafforza il desiderio di guardare al futuro. Un desiderio che (ri)parte anche da questo campetto comunale, segno essenziale di resistenza civile e presidio educativo attraverso lo sport.
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