A Vibo Valentia si fa trekking tra vecchi divani e materassi

VIDEO | La pista della Littorina e la rabbia di un vacanziere che dopo la denuncia ai vigili protesta: «Non mi hanno mai risposto»

di Agostino Pantano
31 agosto 2019
13:48
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Un piccolo esempio dei rifiuti trovati
Un piccolo esempio dei rifiuti trovati

La pista da trekking c’è, sull’incantevole costone che collega Vibo Valentia e Pizzo, ma da due mesi ci sono anche tante discariche ai bordi del sentiero.

Torna a farsi vedere l’inciviltà dei cittadini, lungo il percorso chiamato “della Littorina”, ma questa volta come non mai emerge anche l’indifferenza degli uffici comunali vibonesi. Abbiamo percorso la pista sia dal lato di Vibo, sia dall’ingresso sulla Provinciale che collega Pizzo e Maierato, e su entrambi i fronti abbiamo trovato – tra panorami mozzafiato e una macchia mediterranea impareggiabile – una decina di microdiscariche, canneti che impediscono il passaggio e i segni degli incendi che devastano la zona.

 

Inerti, calcinacci, copertoni e ingombranti, che sarebbero stati lasciati negli ultimi due mesi visto che – come dimostrano i tempi delle denunce di Carmelo Saccone - un vacanziere che ha la casa nei pressi del tracciato – fino alla primavera scorsa la pista non era ancora così tanto degradata. Proprio la testimonianza del pizzitano trapiantato a Milano fotografa l’incuria della pubbblica amministrazione: «Dagli inizi di agosto ho inviato diverse mail al Comando della Polizia locale di Vibo, ho finanche dovuto sollecitare un sopralluogo tramite i carabinieri, ma ancora oggi nulla è stato fatto – spiega Saccone – ma la cosa che provoca più imbarazzo è che dal Comune non mi è arrivata nessuna risposta dopo i tanti solleciti di persona, al telefono e per lettera al comandante Nesci».

 

Non bastano i rifiuti, quindi, a rovinare le vacanze si mettono pure l’indifferenza degli uffici e l’impossibilità di far rimuovere le discariche che ancora punteggiano «un percorso che – afferma Lorenzo Boseggia, presidente di Kalabria Trekking – è stato inaugurato tre o quattro volte, evidentemente tutto è inutile visto che se mancano la manutenzione e la pulizia si ritorna punto e a capo».         

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Agostino Pantano
Giornalista
Agostino Pantano, giornalista professionista, 43 anni, vive a San Ferdinando. È stato corrispondente dei quotidiani Gazzetta del Sud e Il Domani della Calabria. Dal 2006 al 2010 ha diretto la redazione di Gioia Tauro di Calabria Ora. Con altri colleghi, usciti dal giornale per contestare la linea editoriale, ha fondato Il Corriere della Calabria, un periodico e un sito on line per cui ha lavorato come redattore. Ha collaborato con Le Cronache del Garantista e L’Unità. Ha diretto il mensile A Sinistra e la Web Tv Pianainforma.   Dal 2010 al luglio 2016 è stato al centro di un caso giudiziario tra i più gravi nella storia del giornalismo italiano: processato due volte per la sua inchiesta sullo scioglimento per mafia del consiglio comunale di Taurianova, e in un caso per il reato di “ricettazione di notizie”, è stato assolto in entrambe le occasioni.   È componente del Consiglio nazionale dell’Unci (Unione nazionale cronisti italiani). È iscritto all’associazione “Articolo 21”. E’ laureato in Scienze Politiche con una tesi sulla storia del V° Centro siderurgico di Gioia Tauro.
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